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domenica 10 settembre 2023

O di Ostrica / Ceviche de otras / Eucador

Oggi parliamo di culture. Quando in Trattoria pensiamo alle ostriche ci viene in mente un ristorante di lusso, magari con vista sul mare e un vassoio a più piani con ostriche in guscio e tanto gelo. Ad Aiu' vengono anche in mente le ostriche buonissime comprate da Sra. Doriana e mangiate con un po' di limone prima di un pranzo importante. Quello che non ci verrebbe mai in mente è di mangiare ostriche in spiaggia e di farcele preparare in un baretto (chiringuito). Ma, appunto, parliamo di culture. Ciò che per noi è un cibo prelibato, in Ecuador è qualcosa che puoi comprare in una bancarella in spiaggia ed è lì che puoi comprare il piatto che vi proponiamo oggi. Va anche detto, sempre parlando di differenze culturali, che le ostriche ecuadoregne sono grandi più del doppio di quelle a cui siamo abituati in Europa.

Arrivare a preparare la ricetta ha avuto due blocchi: uno logistico e uno psicologico. Quello logistico era il dove comprare la nostra O e in questo ci hanno aiutato el Becario dei TeleCookers che è andato in giro per Barcellona alla ricerca di ostriche e il nostro amico GMail che ci ha ricordato che anche la granseola la comprammo online. Il blocco psicologico era frutto della cultura. Le ostriche sono un cibo prelibato (e con un costo mica da ridere), siamo sicuri di volerle sacrificare per una ricetta che (come sempre!) non conosciamo? Ma siamo in gioco e giochiamo. Parafrasando ciò che dicevano i Trattori durante la costruzione della prima Trattoria (qualche vita fa) "non saranno 6 ostriche a farci diventare poveri". Siamo in ballo e balliamo!


O di Ottimismo

domenica 19 agosto 2018

Insalata di polipo alla sarda

Ricordo un pomeriggio d'estate a casa di mio nonno. Eravamo seduti a prendere un po' di fresco in balcone e mentre mio padre e suo padre chiacchieravamo, io bimba sfogliavo una rivista che avevo trovato lì. Non so perché, non so cosa attirò la mia attenzione, ma mi ritrovai a leggere un articolo che parlava di polpi. Credo avessero fatto un qualche tipo di studio. Ricordo solo la conclusione dell'articolo: il polpo è un animale intelligente.
Quel ricordo è rimasto impresso nella mia memoria e un po' tutti tra familiari e amici mi hanno sempre preso in giro perché io spiegavo a tutti che il polpo è un animale intelligente.
Da poco in ascensore a lavoro, con il mio collega che saliva con me in ufficio ci siamo trovati a parlare di polpi (misteri di un centro tecnologico in estate) e lui ha detto "sì, perché la gente non lo sa, ma il polpo è un animale intelligente". Avrei voluto abbracciarlo :-) Dopo tanti anni avevo trovato qualcuno che sapeva la verità sul polpo!!!


Ecco, dopo tutto questo preambolo e questa ode al polpo e alla sua intelligenza, ora pare un po' brutto metterlo in pentola per cuocerci questo piatto. Ma nonostante l'angolo della cultura, questo rimane pur sempre un blog di cucina e di ricette si deve parlare

Questa ricetta parla sardo e l'abbiamo presa da questo libro...


Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 polipo di almeno 1 kg
  • 1 bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 2 spicchi d'aglio
  • sale
  • pepe
Preparazione:
  1. Portate a ebollizione dell'acqua in una pentola capiente e, tenendo per la testa il polipo, immergetelo per tre volte consecutive nell'acqua bollente.
  2. Cambiate l'acqua della pentola, salatela e mettete a freddo il polipo.
  3. Portate lentamente a ebollizione, mettete un coperchio e lasciate cuocere per oltre 1 ora e mezza. Pungete il polipo con i rebbi di una forchetta per essere sicuri che sia diventato tenero.
  4. A cottura ultimata, scolate il polipo e lasciatelo raffreddare, quindi tagliatelo a pezzetti e disponeteli in un'insalatiera.
  5. Emulsionate un bicchiere d'olio, due cucchiaiata d'aceto, l'agio e il prezzemolo tritati, sale e pepe.
  6. Versate il condimento sul polipo, mescolata e lasciatelo riposare almeno un'ora prima di servire.
So smart, so good...


domenica 1 luglio 2018

Menù Lib(e)ro - Antipasti di mare: Empedrat


Il primo periodo che vivevo qui, ogni volta che veniva qualcuno e si andava a mangiare in ristorante, la mia scelta ricadeva quasi sempre sul baccalà (e per dolce la crema catalana, ma quella è un'altra storia). Come dicono dalle mie parti, però, il troppo storpia e così arrivai a un punto che non volevo più avere a che fare con il baccalà :-)


Ora abbiamo rifatto pace e le ricette che preferisco, entrambe catalane, sono la esqueixada e l'empedrat. Per il nostro Menù Lib(e)ro, alla pagina "Antipasti di mare" egregiamente capitanata dalla mia segretaria preferita Marta, ho quindi scelto l'empedrat con la ricetta presa da questo libro.


Ingredienti:
  • 500 g di fagioli bianchi bolliti
  • 300 g di baccalà desalato
  • 2 cipollotti
  • 1 pomodoro
  • 1 peperone verde
  • 1/2 peperone rosso
  • 3 cucchiai di olive nere
  • 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 2 cucchiai di aceto di Jerez
  • pepe
  • sale
Preparazione:
  1. Lavate il pomodoro, asciugatelo e tagliatelo a quadretti. Lavate i peperoni, asciugateli, togliete i semini e tagliateli in quadretti della stessa dimensione. Pelate e tagliate i cipollotti finemente. Tagliate il baccalà a pezzetti.
  2. Preparate un'emulsione sbattendo l'aceto con il sale e il pepe. Aggiungete l'olio a filo e continuate a sbattere sino a ottenere l'emulsione.
  3. Disponete i fagioli in un insalatiere e copriteli con il baccalà, il pomodoro, i cipollotti e i peperoni. Spolverate con le olive nere e condite con l'emulsione. Tenete in frigo sino al momento di servire.
Bon profit!

domenica 3 maggio 2015

L'Abbecedario Culinario Mondiale: Aringhe affumicate sott'olio

E per chiudere in bellezza (o in bontà) questa tappa antartica, abbiamo deciso di attingere alle ricette datate. Sicuramente di ricette adatte alla scopo ce ne sarebbero tante (leggere quasi 1000 ricette non era proprio la massima aspirazione di Aiu'), ma noi ci siamo fissati su questa e questa vi proponiamo e proponiamo a Brii come ultima ricetta della sua tappa.

Ingredienti (per 2 Trattori e 1 amico):
  • 1 aringa affumicata (meglio se con le uova)
  • olio extra-vergine d'oliva
Preparazione:
Togliete pelle all'aringa, tagliatela a tocchetti e conditela con abbondante olio.

Nota: per un migliore risultato, preparatela la notte per l'indomani a pranzo.


lunedì 10 febbraio 2014

Preparati per noi: Gamberoni al whisky

Noi italiani prendiamo l'aperitivo prima di cena, ci sediamo in un bar, ordiniamo un bicchiere di vino bianco o uno spumantino o un campari o una birra e a seconda del locale ci vengono serviti dei piccoli snack, dei finger food come li chiamano i più raffinati. Quindi, andiamo via dal bar, facciamo due passi, raggiungiamo il ristorante e iniziamo la nostra cena con degli antipasti.

I nostri amici spagnoli vanno anche loro al bar, normalmente si prendono una o più birre e le bevono più lentamente di noi. L'aperitivo versione spagnola è accompagnato da "algo para picar", che potremmo tradurre con "qualcosa da spizzicare". Il passo che c'è tra "algo para picar" e "unas tapas" (le famose "tapas" spagnole) è breve. Potete mangiare delle tapas durante il vostro aperitivo oppure potete mangiarle subito prima di pranzo già seduti a tavola, spiluccando magari da un unico piatto, in maniera molto social e comunista (ma che farà storcere il naso a qualche schizzinoso :-) ).

Questo per dire che un sabato di Febbraio, Silvia ha deciso di preparare qualcosa per spiluccare che fosse un minimo elaborato; perché anche un pacchetto di patatine è qualcosa da spiluccare, così come del prosciutto, di quello buono, con un po' di pane, in Catalogna poi, che non manchi il pan y tomate!

Ingredienti:
  • gamberoni
  • whisky
  • panna da cucina
  • cipolla
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine d'oliva

Preparazione:
Mettete un po' di olio in una padella capiente e quando inizia a riscaldarsi fate saltare i gamberoni per qualche minuto, girandoli almeno una volta. Togliete quindi i gamberi dalla padella e metteteci la cipolla grattugiata. Fate imbiondire, aggiungete nuovamente i gamberoni e versate il whisky. Fate evaporare e aggiungete quindi la panna, salate e pepate. Fate cuocere a fuoco lento per qualche minuto. Togliete dal fuoco e servite caldi.

pro nás připravil



venerdì 3 gennaio 2014

Cozze alle mandorle

Con tutte le ricette di repertorio del nostro abbecedario, ci troviamo costretti a far uscire oggi questo piatto che in realtà ho preparato in una domenica novembrina di iper-attività. Ricordate il couscous al sapore di mare? Ricordate anche dissi "il fatto che non so cucinare per 1, non significa che mangi per 2?". Ricordate anche (quanto fosforo oggi!) che secondo me si potrebbe vivere mangiando ogni giorno una pietanza diversa? Ecco, unite tutte questi ricordi e otterrete che:
  1. gli ingredienti per il couscous erano troppo rispetto ai suoi mangiatori (= Aiu')
  2. di mangiare 2-3 giorni di seguito lo stesso couscous (per quanto buonissimo) Aiu' (= io) non ne aveva proprio voglia
Quindi? Quindi:
  • parte dei gamberi e un po' della zucchina sono stati tramutati in risotto gamberi e zucchina (che pensavamo esistesse già nei nostri archivi e invece no, altra ricetta da aggiungere!);
  • parte delle arselle sono state convertite, assieme al buon brodo rimasto, in fregola alle arselle con bottarga (why not?);


  • memore di quanto visto una sera in tv (in Italia) e grazie alla ricetta trovata qui, ecco un piatto nuovo per la nostra Trattora e per la nostra Trattoria e per tutti voi!
E questa ricetta sembra essere diventata quella del riciclo delle cozze :-) Infatti, una piacevole mattina di Dicembre,  preparavo la paella de marisco e le cozze erano decisamente troppe. Che fare? Beh, la ricetta era già qui e gli ingredienti in Trattoria c'erano tutti! Esperimento gradito da tutti i commensali!

Ingredienti:
  • 3 kg cozze
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 mazzetti di basilico
  • 10 spicchi d’aglio
  • 600 gr. pomodori pachino
  • 100 gr. di mandorle pelate
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Preparazione:
Lavate accuratamente le cozze, raschiatele ed eliminate incrostazioni e lacci superflui. Mettetele in una pentola, con circa mezzo litro d’acqua fredda e il vino, aggiungete quindi sette spicchi d’aglio schiacciati e le foglie di un rametto di basilico ben lavate e tritate finemente. Aggiungete un quarto del mazzetto di prezzemolo tritato grossolanamente e un po’ di sale. A questo punto mettete la pentola sul fornello a temperatura bassa. Non appena le cozze cominciano ad aprirsi, aggiungete un po' d’olio, il pepe e completate la cottura. In una padella, con poco olio, fate dorare il rimanente aglio e il prezzemolo, entrambi tritati. Aggiungete quindi i pomodorini tagliati in quarti. Fate cuocere e, a cottura ultimata, aggiungete il rimanente basilico tritato. In un’altra padella, con poco olio, tostate le mandorle tagliate a metà con pochissimo olio. Infine adagiate le cozze su un piatto di portata con un po’ di liquido di cottura delle cozze ben filtrato, aggiungete i pomodorini e completate cospargendo il tutto con le mandorle tostate e un po’ di prezzemolo a crudo tritato.

mussels u lewż

mercoledì 4 dicembre 2013

Abbecedario Culinario della Comunità Europea: Pulpo a la gallega


Eccoci ancora fermi in Spagna per questa tappa dell'abbecedario culinario,  del resto la nostra eroina è ferma --a parte qualche viaggetto, direbbero i più-- in Spagna da ormai 2 anni.


E di cosa parliamo oggi? Di una ricetta che prendiamo dal nostro repertorio, preparata per noi dalla cara Shaghy qualche vita fa.



Visto che parliamo di Galizia, dato che noi in Galizia non ci siamo mai ancora stati, facciamo storcere un po' il naso ai precisini-pignolini e accompagniamo questa ricetta con alcune foto di Bilbao, scattate dalla nostra eroina, anch'esse, qualche vita fa.



Ingredienti (per 4 persone):
  • un polpo fresco di 2 kg. chili
  • alloro
  • paprika dolce
  • sale
Nota: la quantità di polpo richiesta dipende dal fatto che si usa solo la parte alta delle zampe e devono uscire delle belle rondelle.

Preparazione:
Mettete a bollire il polpo circa 40 minuti in modo che diventi morbido. Toglietelo dalla pentola e lasciatelo reffreddare totalmente. Quindi affettate a rondelle la parte alta delle zampe. Condite con poco olio, un po' di sale e alloro. Lasciate riposare a temperatura ambiente. Impiattate formando un unico strato e spolveratelo con la paprika. 

Toma ya!

mercoledì 12 giugno 2013

Cuínica: Curry Thai

Di un corso di cucina abbiamo parlato lunedì e qualcuno di voi potrebbe essersi chiesto, ma di corsi di cucina a Barcellona non ce n'erano che è andata sino a Londra? Ora, premesso che a Londra ci sarebbe andata comunque, la risposta è "sì, ci sono corsi di cucina anche a Barcellona". In realtà va aggiunto anche che questo corso Aiu' e le sue amiche lo avevano pianificato già a Marzo, si erano persino iscritte ma all'ultimo non erano potute andare e lo avevano lì pendente in attesa che la loro memoria elenfatiaca si ricordasse di chiamare la cuoca e fissare la data.

Stiamo parlando di un corso di cucina organizzato da Cuínica e tenuto dalla simpatica (nonché brava, sia chiaro!) Núria. Simpatica Núria che alla fine del corso, una volta scoperte le origini e le passioni di Aiu' le ha proposto di organizzare assieme un corso, chissà se su questi monitor riusciremo a raccontarvelo :-)

La scelta di seguire un corso di "curry thai" è data dal fatto che le amiche di Aiu' sono fanatiche della Thailandia e che giusto l'anno passato andarono lì a passar le vacanze. Ad Aiu' l'idea di un corso thai le piaceva perché, a dirla tutta, che ne sa Aiu' di cucina thai? Adesso qualcosina, prima...niente!


Eccovi allora le tre ricette cucinate da noi per voi! In ordine di preferenza di Aiu': da quella che le è piaciuta di meno a quella che le è piaciuta di più.

Curry verde

Ingredienti:
  • 1 cucchiaino da caffè di cilantro
  • 1/2 cucchiaino da caffè di cumino
  • 1/2 cucchiaino da caffè di pepe nero
  • 1/2 cucchiaino da caffè di sale
  • 2-3 cm di zenzero 
  • 2 fusti di citronella, la parte bianca, sminuzzata
  • 1 cucchiaino da caffè di foglie di lima
  • 2 scalogni, pelati e sminuzzati
  • 2 spicchi d'aglio tagliati
  • 1 cucchiaino da caffè di pasta di gamberi
  • 1 cucchiaino da caffè di curcuma fresco
  • 2-3 chili verdi piccoli
  • 1 manciata di basilico thai

Preparazione:
In un wok, tostate il cilantro con il comino. Pestateli quindi in un mortaio. Aggiungete tutti gli altri ingredienti e pestateli fino a ottenere una pasta omogenea. Se serve aggiungete dell'acqua.

Cucinare con il curry verde

Ingredienti:
  • 1 cucchiaio di pasta di curry verde
  • 200 ml. di latte di cocco
  • 10 ml di salsa di pesce
  • 3 melanzane thai (o melanzane normali)
  • 20 gamberoni
  • olio di semi

Preparazione:
In un work mettete un po' di olio, la pasta di curry e lasciate cuocere per 2 minuti. Aggiungete le melanzane tagliate a listarelle, lasciate cuocere altri due minuti e aggiungete la pasta di pesce. Mescolate bene, quindi aggiungete il latte di cocco e fate bollire per circa 8 minuti. Aggiungete i gamberi e fateli cuocere per qualche minuto.


Curry rosso

Ingredienti:
  • 4-5 peperoncini rossi thai, ammollati in acqua per 15 minuti
  • 1 cucchiaino da caffè di cilantro
  • 1/2 cucchiaino da caffè di cumino
  • 4 bacche di cardamomo
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero
  • 1/2 cucchiaino da caffè di sale
  • 2-3 cm. di galangal
  • 2 fusti di citronella, la parte bianca, sminuzzata
  • 1 cucchiaino da caffè di foglie di lima
  • 2 scalogni, pelati e sminuzzati
  • 2 spicchi d'aglio tagliati
  • 1 cucchiaino da caffè di pasta di gamberi
  • 2-3 chili thai rossi piccoli (senza lavare e tagliuzzare)

Preparazione:
Pestate il cilantro, il cardamomo, il cumino, il pepe nero e il sale. Aggiungete quindi il peperoncino ammollato senza lavarlo e tagliuzzato molto bene. Aggiungere il galangal, la citronella tagliuzzata e pestare il tutto bene. Aggiungere le foglie di lima senza il nervo centrale e tagliuzzate. Aggiungere gli scalogni tagliuzzati e il cucchiaino di pasta di gamberi. Lavate e togliete i semini dal peperoncino fresco e aggiungeteli al resto della pasta.

Cucinare con il curry rosso

Ingredienti:
  • 1 cucchiaio di pasta di curry rosso 
  • 500 gr. di pollo in pezzi
  • 20-30 gr. di pasta di pesce
  • 4 foglie di lima
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna (o di palma)

Preparazione:
Scaldare l'olio in una padella dal fondo grosso. Versate la pasta di curry rosso e cucinate per 4-5 minuti. Aggiungete le foglie di lima tagliate in piccoli pezzi. Aggiungete il pollo e mescolatelo bene nella salsa, aggiungere acqua in modo che rimanga coperto. Cucinare a fuoco allegro per 5 minuti o fino a che la carne diventi tenera. Aggiungete la pasta di pesce e lo zucchero e mischiate bene. Fate cucinare altri 2 minuti, togliete dal fuoco e servite.


Gamberi al latte di cocco

Ingredienti:
  • 25-30 gamberoni
  • 50 gr. di burro
  • 2 cipolle tenere
  • 2 spicchi d'aglio
  • 2 peperoncini thai
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 4 foglie di lima
  • 200 ml. di latte di cocco
  • 1 cucchiaino di salsa di pesce

Preparazione:
In una padella dal fondo spesso fate fondere il burro e soffriggetevi la cipolla tagliata a rondelline. Aggiungete l'aglio sminuzzato, i peperoncini puliti tagliati e senza semi, la curcuma, le foglie di lima e la salsa di pesce. Fate insaporire per 1 minuto. Aggiungete il latte di cocco e il sale e fate cuocere per 8 minuti da quando bolle. Aggiungete i gamberi, togliete le foglie di lima e servite.

Curris

mercoledì 31 ottobre 2012

Abbecedario Culinario Italiano: Peperoncini ripieni

Per quel che abbiamo notato, la Calabria è sempre associata al cibo piccante, dalla famosa nduja al più classico e (forse) immancabile peperoncino. Perciò quando abbiamo letto che questa ricetta, che noi mangiamo abitualmente in Sardegna (a parte Aiuolik che deve evitare il piccante), è di origine calabrese, ci abbiamo creduto. 

Così, mentre i blog a poco a poco si colorano di arancione e mostrano mostri e affini, noi siamo fedeli al nostro abbecedario e lasciamo questo secondo e ultimo contributo ai nostri Luca e Sabrina. E voi cosa aspettate a preparare qualcosa per la V di Vibo Valentia e a lasciarlo come commento a questo post? Suvvia, tutti ai fornelli, c'è tempo sino a domenica!

Ingredienti:
  • 500 gr. Peperoncini rossi piccoli e tondi
  • 350 gr. di tonno sott'olio
  • 35 gr. di capperi sotto sale (capperi MuVarA, of course!)
  • 5/6 acciughe sott'olio
  • olio extra-vergine d'oliva q.b.
  • 500 ml. aceto di vino
Preparazione:
Utilizzando dei guanti, pulite i peperoncini togliendo un piccolo dischetto attorno al picciolo e i semi.Ponete nel mixer, il tonno, i capperi opportunamente lavati e le acciughe. Tritate tutto sino ad ottenere un composto omogeneo. Assaggiate e regolate le dosi degli ingredienti in base al vostro personale gusto.Portate ad ebollizione una pentola con acqua e aceto (metà e metà), sbollentate i peperoncini per 5 minuti e metteteli a testa in giù in un canovaccio.
Riempite i peperoncini con il composto di tonno/capperi/acciughe, poneteli nei vasetti sterilizzati, coprire d'olio e chiudete.

Veraci

lunedì 24 settembre 2012

Salutiamoci: Sardine agli aromi

Era da un po' che sbirciavamo tra gli ingredienti del mese di Salutiamoci sperando di riuscire a provare qualche ricetta per l'occasione. Di fatto però, leggendo gli ingredienti vietati, sconsigliati ma ammessi e consigliati, la cosa diventava di volta in volta più difficile...perché noi, lo ammettiamo pubblicamente, di ingredienti vietati ne usiamo tanti e, anche se non lo ammettessimo pubblicamente, basterebbe dare un'occhiata alla ricette che pubblichiamo giornalmente.

L'ingrediente di Settembre però ci permette di riesumare una ricetta già vista su questi monitor, che, oltre a essere buonissima, calza a pennello, o almeno così ci sembra :-)


Nel mentre, ricordatevi che da oggi l'abbecedario va a Trieste ospitato da Gì Fiordisale!

Ingredienti:
  • sardine
  • sale grosso
  • succo di limone
  • olio extravergine d'oliva
  • aglio
  • rosmarino
  • peperoncino
  • origano
Preparazione:
Sciacquate velocemente le sardine sotto acqua corrente in modo da togliere un po' di squame. Tagliate quindi loro la testa, dividetele in due ed estraete la lisca. In una pirofila, mettete a strati le sardine coprendole di sale tra uno strato e l'altro. Lasciatele per qualche ora in modo che rilascino il liquido. Lavatele dunque accuratamente, asciugatele e mettetele in un'altra pirofila coprendole di succo di limone. Lasciatele marinare per tutta la notte, quindi toglietele dal limone e, senza lavarle, conditele con olio, abbondante aglio tagliato a tocchettini, peperoncino, rosmarino e origano. Lasciate insaporire ancora qualche ora e servite.

Trattoria

mercoledì 15 agosto 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Burrida a sa casteddaia

Continuiamo la nostra tappa sarda dell'abbecedario con il pranzo di nozze (virtuale) generosamente offerto dalla Trattoria più famosa del Web! Ieri abbiamo iniziato un pane tipico dell'Ogliastra e oggi vi offriamo un antipastino tipico del capoluogo della Sardegna, ovvero della città dei Trattori, Cagliari!


Stiamo parlando della burrida e la ricetta che vi presentiamo appartiene alla categoria "Preparati per noi"perché si tratta della ricetta di Una Mela, che, ancora una volta, ringraziamo!

Ingredienti:
  • 1 kg. di gattuccio già spellato (qui lo si trova al mercato già spellato)
  • 2 spicchi d'aglio
  • 10 noci
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1/4 l. di aceto
  • sale
Preparazione:
Pulite il gattuccio e tenete da parte il fegato. Tagliate a pezzi piuttosto piccoli e lessate in acqua salata in ebollizione per circa un quarto d'ora. Sbollentate il fegato in un tegamino a parte. Tritate i gherigli di noce con qualche goccia di aceto perché non risultino untuose. Scaldate in un tegame 4 cucchiaiate di olio e mettete l'aglio, spappolatelo e aggiungete il fegato (meglio se già spappolato). Unite il trito di noci e fate cuocere a fuoco lento per amalgamare bene. Aggiungete l'aceto e fate sobbollire fino a quando la salsina diventerà liscia e omogenea. In una terrina sistemate a strati il gattuccio e ricoprite ogni strato con la salsa. Fate riposare almeno 2 ore. Conservate in frigorifero, è più buono se mangiato dopo 2-3 giorni.

Qualità

venerdì 17 febbraio 2012

Blinis al riso selvatico

Amici e amiche che passate di qua, clienti virtuali e reali della Trattoria, quando leggerete questa ricetta non chiedetevi quando è stata preparata, perché noi proprio non ce lo ricordiamo...

Ricordiamo una Trattoria in Sardegna, del riso selvatico pervenutoci da Londra e un'Aiuolik che legge la ricetta posta sul retro della confezione e, benché ignara di cosa sia un blinis (beata ignoranza!), decide di provare...per poi scoprire che cos'è il blinis (w la cultura!) e per scoprire che non è affatto male!

Ingredienti:
  • 250 gr. di riso selvatico
  • 900 ml. di acqua
  • 150 gr. di farina
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 300 ml. di latte
  • 1 uovo grande
  • 2 cucchiai di burro ammorbidito

Preparazione:
Mettete il riso nell'acqua bollente, chiudete con il coperchio e fate cuocere per 40-45 minuti, sin quando il riso non avrà sgranato e assorbito tutta l'acqua. Mettete da parte e fate raffreddare.
Mescolate la farina con il sale e il lievito e quindi sbatteteli con il latte, l'uovo e il burro. Infine, aggiungete il riso. Cuocete nella piastra da pancakes sinché entrambi i lati non si saranno rappresi.
Fate raffreddare e servite con panna acida e salmone.

...e quando in piena notte arrivi a questo punto della ricetta e scopri che la foto non è stata salvata e la card è stata formattata che fai?
  1. lasci perdere e vai a dormire...
  2. scrivi il post per un'altra ricetta, del resto ce ne sono tante ancora da pubblicare...
  3. la pubblichi lo stesso...i blinis in fondo ci sono piaciuti!

Accidenti!

mercoledì 30 novembre 2011

Abbecedario culinario: Voul au vent al tonno

Well Since I Come Home,
Well My Body's Been A Mess,
And I Miss Your Tender Hair,
And The Way You Like To Dress
[Valerie - A. Winehouse]

Ci spiace, oggi abbiamo poco tempo per soffermarci in chiacchiere...eppure ne avremmo tanta voglia... Però ci dispiaceva lasciarvi lì senza neanche una ricettina e non ci sembrava neanche giusto nei confronti della V, dato che la ricetta era pronta pronta! 

La ricetta è presa dal libro "L'Enciclopedia della cucina italiana", volume antipasti e la sua realizzazione è stata di gradimento per i nostri ospiti, il che è sempre un piacere!

Ingredienti:
  • 350 gr. di pasta sfoglia
  • 150 gr. di tonno sott'olio
  • 2-3 acciughe sott'olio
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 50 gr. di burro
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di Cognac
  • 1 ciuffo di prezzemolo

Preparazione:
Stendete la pasta aiutandovi con un matterello a uno spessore di 2 cm. circa e ritagliatevi tanti dischi di 10 cm. di diametro, nella metà dei quali ricaverete, servendovi di uno stampino rotondo più piccolo, un anello. Sovrapponete tutti gli anelli ai dischi di pasta interi, spennellate la superficie con un poco di latte, quindi sistemate i vol au vent su placca coperta di carta da forno e fateli cuocere nel forno precedentemente riscaldato a 200° per 15 minuti, finché saranno gonfi e dorati. Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare.

Nota: come dicevamo a Fragoliva le dimensioni del diametro dipendono molto dalle scelte di ognuno. Noi vi riportiamo quanto scritto nel libro da cui abbiamo preso la ricetta, ma tutto poi dipenderà dagli stampini in vostro possesso ;-)

Mondate e asciugate il prezzemolo, sciacquate i capperi e sgocciolate il tonno, tenendo da parte l'olio di conservazione. Fate rassodare l'uovo, sgusciatelo e separate il tuorlo dall'albume.
Passate al mixer il tonno, le acciughe, i capperi, il burro, il prezzemolo, il tuorlo e il Cognac, aggiungendo l'olio del tonno tenuto da parte, se il composto dovesse risultare troppo denso.
Mettete il composto nei voul au vent servendovi di una siringa da pasticcere (o di un cucchiaino).

V come...
...Voi!

lunedì 28 novembre 2011

Abbecedario culinario: Voul au vent ai gamberetti

perché dai miei trent'anni ti aspettavi un uomo
col senso del dovere
perché chi s'innamora non deve dirlo a nessuno 
[Cara Valentina - M. Gazzè]

La V arriVa in Trattoria in un momento di Viaggi, spostamenti e cambiamenti... E' ancora prematuro per dirVi tutto tutto tutto, Vi anticipiamo solo che mentre Voi leggete questo post, la nostra eroina di fiducia è molto probabilmente su un aereo o nel terminal di un aeroporto di ritorno alla Trattoria che aVete conosciuto fino a oggi...

Proprio in preVisione di questi eVenti, la nostra Trattora, abituata fin da piccola a pianificare, ha preparato per tempo questi (primi) Vol au Vent (e anche i secondi e i terzi a dirla tutta) in compagnia della zia Shaghy in occasione di una serata tra amici. 

Abbiamo scelto di iniziare da questi, perché sono i preferiti della nostra eroina e dato che è lei a scrivere è anche lei a decidere :-) Però, la Vostra eroina aVrebbe anche una domanda, che cosa si può fare con la salsa rosa aVanzata?

Ingredienti (per 8 voul au vent):
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 270 gr. di gamberetti precotti sgusciati
  • salsa rosa
  • 2-3 foglie di lattuga
Preparazione:
Stendete la pasta aiutandovi con un matterello a uno spessore di 2 cm. circa e ritagliatevi tanti dischi di 10 cm. di diametro, nella metà dei quali ricaverete, servendovi di uno stampino rotondo più piccolo, un anello. Sovrapponete tutti gli anelli ai dischi di pasta interi, spennellate la superficie con un poco di latte, quindi sistemate i vol au vent su placca coperta di carta da forno e fateli cuocere nel forno precedentemente riscaldato a 200° per 15 minuti, finché saranno gonfi e dorati. Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare.
Preparate il ripieno mischiando i gamberetti con la salsa rosa e aggiungendo quindi le foglie di lattuga tagliate finissime. Mescolate bene e, aiutandovi con un cucchiaino, riempite i vol au vent.

V come...
...Viaggiare

martedì 22 novembre 2011

Abbecedario culinario: Uova ripiene alla crema di salmone

Queste uova le abbiamo pubblicate non troppo tempo fa eppure non ne ricordiamo più il sapore perché sono finite in men che non si dica e così la nostra eroina riuscì ad assaggiarne solo una. Quindi possiamo affermare che gli scenari possibili sono i seguenti: (i) sono molto buone; (ii) i commensali erano molto affamati; (iii) i commensali avrebbero mangiato qualsiasi altra cosa; oppure (iv) non c'era nient'altro da mangiare... La (iv) possiamo scartarla da subito perché sappiamo che così non era. La (iii) è piuttosto vera almeno per l'80% dei partecipanti a tale evento. La (ii) è sicuramente vera perché più dell'80% dei partecipanti a tale evento è sempre affamato. La (i) è quindi vera? Secondo noi sì, per quel poco che ricordiamo di quel boccone mangiato in una calda sera d'estate... Ma vista da questo punto di osservazione, qualche dubbio ci viene! 

Scherziamo, ovviamente! Le uova così, a detta di tutti coloro che le hanno mangiate, qualsiasi fosse la loro nazionalità, erano proprio buone...altrimenti non sarebbero finite qui!

Ingredienti:
Preparazione:
Preparate le uova sode, fatele raffreddare, sgusciatele, dividetele in due nel senso della lunghezza e privatele del tuorlo. In un contenitore mettete assieme il salmone a pezzettini, il formaggio fresco e parte dei tuorli e mischiateli con il minipimer fino a ottenere una crema. Riempite gli albumi con la crema al salmone formando una pallina al vertice della quale porrete una fettina di acciuga e un cappero lavato e strizzato.
U come...
...Umorismo

lunedì 14 novembre 2011

Abbecedario culinario: Uova ripiene

Nota: non abbiamo trovato canzoni dedicate a donne il cui nome inizia con la U...se qualcuno ne è a conoscenza ci faccia sapere!

E così ridendo e scherzando, ma soprattutto divertendoci!, siamo arrivati alla U. Questa lettera ci ha dato un po' di filo da torcere, perché ci abbiamo messo un bel po' a decidere che cosa mettere come testimonial... Inizialmente non ci è venuto in mente niente, ma proprio niente! Poi abbiamo pensato all'Uva, ma l'idea di mettere l'Uva nell'abbecedario ci preoccupava un po'. A parte la confettura d'uva (buonissima!!!) e a parte il vino (che non sappiamo fare) che ce ne facevamo dell'Uva? Mmmm, mumble mumble, meglio pensare a qualcos'altro. Così ci sono venute in mente le Uova. Però ci sembravano troppo banali (e avevamo già anche delle ricette pubblicate) e quindi ci siamo presi ancora del tempo per decidere... Abbiamo pensato agli Uccelletti, ma oltre alle quagliette e alle ire di vegetariani e vegani non ci è venuto in mente molto altro, così siamo tornati sulle nostre Uova, banali ma almeno versatili. Del resto ci sono fior fior di libri che dedicano interi capitoli alle Uova (come il nostro amato Artusi).

Iniziamo quindi riciclando una ricetta già apparsa su questi monitor, nonché (almeno crediamo) un classico degli antipasti italiani: le Uova ripiene!

E tu che leggi, ricordati che puoi partecipare anche tu e non puoi certo dire che questa non sia una lettera facile facile alla portata di tutti!

Ingredienti (dosi ad gustibus):
  • uova
  • acciughe
  • capperi sott'aceto
  • tonno
  • olio extra-vergine d'oliva
Preparazione:
Cuocete le uova sode secondo la modalità che preferite (5 minuti sul fornello con l'acqua che bolle o 7 minuti al microonde con il cuociuova di cui vi abbiamo parlato qui). Fatele raffreddare in acqua fredda, sgusciatele e tagliatele in due parti lungo il lato più lungo. Togliete quindi i tuorli e tenete da parte gli albumi. Con il frullatore a immersione frullate assieme i tuorli, i capperi, le acciughe e il tonno, aiutandovi con un po' d'olio. Riempite gli albumi con il composto così ottenuto e guarnite con un cappero.

U come......UFO robot!

mercoledì 9 novembre 2011

Preparati per noi: Palline di ricotta e tonno

Ecco un altro "preparati per noi" ed ecco tornare su questi monitor la zia Shaghy, che abbiamo visto da poco con una delle sue decorazioni e che ritroviamo oggi con un antipastino / finger-food semplice semplice, ma che ha un suo perché!

Queste palline sono ideali per un aperitivo, per una cena in piedi o, come è stato per noi, come antipasto.

Ingredienti:
2 cucchiai di capperi sott'aceto
2 acciughe sott'olio
2 scatolette di tonno 80 gr.
300 gr. di ricotta
parmigiano grattugiato

Preparazione:
Tritate insieme tutti gli ingredienti, tranne il parmigiano. Lavorate bene fino a ottenere un composto omogeneo e quindi realizzate delle piccole palline che poi passerete nel parmigiano grattugiato. Disporre le palline nei pirottini e conservare in fresco per almeno 1 ora prima di servire.

T come...
...Tonno

venerdì 28 ottobre 2011

Sformatini ai gamberetti

non combatterò per te né draghi,
né mulini a vento, né demoni dell'inferno...
no, per te non farò niente di tutto questo...
Per te mi venderò,
per te farò il buffone,
mi darò sempre torto
anche quando avrò ragione


Tra i tanti colori del cibo, il rosa non è probabilmente il più facile da trovare nature. Però, come ogni anno, in Ottobre, andiamo a cercare il rosa in natura e lo portiamo in tavola... Due anni fa portammo la mortadella, l'anno scorso il prosciutto e quest'anno? Quest'anno gamberetti. Perché tutto questo? Per ricordare, anche noi nel nostro piccolo, che Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito della Campagna Nastro Rosa organizzata dalla LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori).

Con questa ricetta partecipiamo quindi con tutto il nostro entusiasmo e con la nostra piccola voce, alla raccolta che quest'anno sta tenendo Gialla.


La ricetta l'abbiamo presa dal volume Antipasti dell'Enciclopedia della Cucina Italiana

Ingredienti (per 2 sformatini):

  • 125 gr. di gamberetti sgusciati
  • 100 cc. di latte
  • 1/2 mazzetto di erba cipollina
  • 1 uovo
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
Preparazione:
Tagliate i gamberetti a pezzetti. Lavate l'erba cipollina, asciugatela e tagliuzzatela. In una ciotola sbattete il latte, l'uovo, l'erba cipollina, sale e pepe. Incorporate i gamberetti e versate il composto negli stampini imburrati. Cuocete a bagnomaria nel forno già caldo a 180° per 25 minuti circa.


S come...
...Salute!

mercoledì 9 febbraio 2011

Abbecedario culinario: Aspic di tonno e salmone



Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sol
mentre il sole fa l'amore con la luna
[Alice - F. De Gregori]

Il primo tentativo in fatto di aspic non ci aveva affatto convinto e avevamo infatti preannunciato che avremo ancora sperimentato...Del resto l'abbecedario è anche una scusa per imparare qualcosa e visto che i 18 si possono sempre rifiutare, ci siamo ripresentati all'esame. Stavolta però niente stampo antiaderente da plumcake, bensì uno stampo in ceramica da budino. Di sicuro al 30 non ci arriviamo ancora, però questa volta almeno noi personalmente siamo molto ma molto soddisfatti del risultato.

Che dite? Non c'è due senza tre? Ancora non lo sappiamo...anche perché nella fase "mettete per qualche istante lo stampo in acqua bollente", la nostra eroina si stava per ustionare un dito... :-)

Noi quindi non sappiamo ancora dirvi se ci sarà un terzo tentativo, però aspettiamo con ansia (anche se la notte dormiamo bene comunque :-) ) i vostri tentativi come hanno già fatto Claudia e Cocò (in rigoroso ordine alfabetico!). E se anche voi vi stavate chiedendo, come Viola, se il tema era "aspic di verdure", supponiamo che oggi sia chiaro che la risposta è no. Vale tutto ma proprio tutto, per cui anche aspic dolci! Suvvia, lanciatevi nel blobbeggiante mondo della gelatina!

Ingredienti (per uno stampo da 12 cm. di diametro):
  • 2 fette di salmone affumicato
  • 90 gr. di tonno sott'olio sgocciolato
  • 5-6 olive verdi in salamoia sgiocciolate
  • una manciata di capperi sotto sale, più 8-10 capperi per guarnire
  • olio extra-vergine d'oliva
Ingredienti per la gelatina:
  • 1 confezione di preparato per gelatina
  • 125 ml. di acqua
  • 125 ml. di brodo di pesce
Preparazione:
Snocciolate le olive e tagliatele a pezzetti, unite il tonno e i capperi e lavorateli con il minipimer fino a farli diventare una crema omogenea.
Versate in un pentolino il preparato per gelatina, versate l'acqua fredda a poco a poco mescolando continuamente. Mettete sul fuoco e aggiungete lentamente il brodo, sempre mescolando. Portate a ebollizione, fate bollire per 1 minuto e togliete dal fuoco.
Lasciate raffreddare qualche istante, versate un po' della gelatina sullo stampo avendo cura di far arrivare la gelatina anche sui bordi. Mettete in frigorifero e fate raffreddare qualche minuto. 
Tagliate le fette di salmone a listarelle e ponetele sul fondo dello stampo in modo da farle incrociare. Nelle parti scoperte mettete i capperi tenuti da parte per la guarnizione. Versate quindi un poco di gelatina e ponete ancora in frigorifero per qualche minuto. Infine, versate la crema di tonno, "chiudete" lo stampo con uno strato di gelatina e ponete in frigorifero. Lasciate raffreddare per almeno 3-4 ore.
Prima di servire, immergete lo stampo in acqua bollente per qualche istante e rovesciate quindi l'aspic sul piatto.

A come...
...Apriti Sesamo!