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domenica 23 luglio 2023

M di Maiale / Char siu bao / Cina


C'è un tempo per fare le leggi e uno per rispettarle... Qualche tempo fa, La Dirección dei TeleCookers chiese di preparare i famosi bao cinesi, quei paninetti ripieni di carne che meglio che non ne mangi troppi che dopo la bilancia t'insulta. Aiu'/La Jefa guardò il calendario e le disse "dobbiamo aspettare a fine Luglio per la M di Maiale", poi guardò meglio e disse "dev'essere il 22 perché poi io parto. La Dirección accettò e Aiu' si segnò la ricetta. La vita però, si sa, evoluziona e il nostro abbecedario pure e così sono apparsi entrecôte, filetti e altre parti specifiche dei nostri animali e quando la nostra capa è andata a cercare la ricetta che aveva salvato quel dì, scoprì con rammarico che il ripieno era a base di "belly pork", ovvero, miei cari lettori, La Jefa avrebbe dovuto dire ai suoi amati TeleCookers di aspettare la P di Pancetta. Eh no, non se l'è sentita proprio. Così ha cambiato bao e questo che vi proponiamo usa il maiale e, se vogliamo essere ancora più precisi il muscolo (sempre M è!).

Così in una sera di Luglio, i nostri amici misero a marinare la carne e un sabato mattina caldo caldissimo erano davanti a Zoom dalle 10 alle 13 pronti per questa nuova avventura. Un piatto degno della filosofia dei TeleCookers: usa ingredienti strani, preparazione lunghetta con tanti passaggini divertenti. Jefa contenta, TeleCookers contenti, pance piene. What else?



M di Meraviglioso

domenica 18 giugno 2023

I di Indivia / Endives au Jambon / Belgio

Nella nostra amata lingua italiana, nonostante la nostra terra inizi proprio con la I, di ingredienti con I se ne trovano veramente pochi. Così scegliere quale tra i 4 ingredienti trovati andasse bene per i nostri TeleCookers non è stato né facile né difficile, era già scelto by default dalla vita o forse dalla lingua italiana.

L'indivia, conosciuta anche come insalata belga, effettivamente è un prodotto che si consuma in Belgio (non come l'insalata russa che in Russia non l'hanno mai vista) e così viene da sé che senza allontanarci molto dai nostri confini, questa ricetta ci porta nel centro della comunità europea. Del resto è lì che tra qualche giorno si troverà anche la nostra eroina.

I come Itinerante

venerdì 5 maggio 2023

F di Feta / Feta Saganaki / Grecia

Una delle prime F a essere venute in mente alla nostra eroina è proprio questa. Non sappiamo come, forse per continuare la lista di formaggi trovati finora e provati in diverse ricette o forse perché questo formaggio greco alla nostra eroina è sempre piaciuto. 


La ricetta non nasconde nessun mistero, è di una semplicità disarmante. Eppure la nostra eroina la voleva in questo viaggio perché era nella lista di ricette di piatti provati in giro per il mondo. Perché ovunque andasse sia ad Atene che a Salonicco, nei menù appariva sempre e l'eroina l'ordinava sempre. Poi ci chiediamo perché al ritorno dai viaggi (di lavoro e non) la trattora mette su qualche chiletto... (In raeltà non se lo chiede nessuno) Ma a una come lei a cui piace provare nuovi sapori, non potete chiedere di rimanere a dieta anche quand'è in giro.

Nota di cronaca. Ci tenevamo a pubblicare oggi questa ricetta perché un'amica greca di Aiu' si è sposata oggi e a noi piaceva omaggiarla così, con un piatto della sua terra.


F di Famiglia

venerdì 21 aprile 2023

E di Edam / Marinert Edamerost / Norvegia

Qui in Trattoria, con la E ci vengono in mente per lo più formaggi. Approfittando che la nostra capa in questi giorni era a Utrecht, la ricetta di oggi usa come ingrediente principale un formaggio olandese... 

Siccome però i nostri amici olandesi non è che siano proprio i migliori in fatto di cucina, la ricetta che vi proponiamo è norvegese.. vabbe' non si può avere tutto dalla vita, tipo pranzare in Olanda qualcosa di diverso dal pane in tante sue versioni (che poi detto da una a cui piace fare il pane...). Detto questo, vi portiamo in Norvegia che male non fa.


E di Eloisa

domenica 29 luglio 2018

Menù Lib(e)ro - Antipasti vegetariani: Flores de calabacín rellenos de arroz

Avere un amico vegetariano con cui andar a pranzo di quando in quando mi ha insegnato fondamentalmente una cosa: la cucina vegetariana non è solo cucinare qualcosa che non contenga carne o pesce (no, neanche tonno in scatola e sì, il formaggio sì, non stiamo parlando di cucina vegana). Purtroppo però tante volte ci troviamo davanti a una cucina vegetariana improvvisata, come per esempio è successo a noi in un ristorante a Madrid quasi un anno fa...


Così per questa pagina del Menù Lib(e)ro e per la nostra chef Cinzia, ho pensato di andare a cercare la ricetta in un libro chiamato "Cocina Vegetariana, el gran libro del gourmet". La ricetta mi è piaciuta molto, niente da recriminare, però il libro in sé mi ha deluso abbastanza. Per i secondi vegetariani dovrò scegliere di meglio (per i primi ho già tutto deciso :-) ).


Ora che ci penso, ho imparato più di una cosa da queste uscite vegetariane, sono e rimango un'onnivora!


Fiori di zucca ripieni di riso

Ingredienti (per 6 persone): 
  • 2 cucchiaini di olio d'oliva
  • 1 cipolla piccola (80 g) tagliata finemente
  • 1 spicchio d'aglio tritato
  • 100 g di riso
  • 60 ml di vino bianco secco
  • 375 ml di brodo di verdura
  • 20 g di parmigiano grattugiato
  • 50 g di feta tagliata grossolanamente
  • 18 fiori di zucca (250 g)
  • 150 g di foglie di songino
  • 1/2 tazza di basilico fresco
  • 1/2 tazza di prezzemolo fresco
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • altri 2 cucchiai di olio d'oliva
  • 50 g di parmigiano in scaglie sottili
Preparazione:
  1. Riscaldate l''olio in un pentolino, soffriggete la cipolla e l'aglio sino a che la cipolla diventi bianca. Aggiungete il riso, il vino e il brodo e portate a ebollizione. Abbassate la fiamma, lasciate cuocere a fuoco lento senza coprire per circa 12 minuti o sino a che sia pronto il riso o si sia assorbito il liquido, mescolando di quando in quando. Incorporate il parmigiano e la feta, mischiando bene e lasciate raffreddare.
  2. Tagliate i fiori di zucca e privateli degli stami. Riempiteli con il riso e ripiegate la punta del fiore per chiudere il ripieno. Mettete i fiori ripieni in una teglia da forno oleata, infornate a 240-250º C per circa 15 minuti o fino a che il ripieno sia leggermente dorato e caldo
  3. Nel mentre, mischiate assieme il songino, il basilico e il prezzemolo e condite con l'aceto e l'olio d'oliva.
  4. Servite i fiori di zucca con l'insalata e spolverate con le scaglie di parmigiano.
Se son fiori si mangeranno

venerdì 19 febbraio 2016

L'Abbecedario Culinario Mondiale: Involtini primavera

Potevano mancare gli involtini primavera nella nostra tappa cinese? No, diremmo noi. Quanti involtini primavera abbiamo mangiato in Cina quest'estate? Ehm, zero :-) Ma questi li lasciamo lo stesso alla nostra Carla Emilia che ci ha condotti sin qui!


Ingredienti (per circa 10 involtini):
  • 250 g di carne di tacchino 
  • 3 fettine di bacon
  • 25 gr. di spaghetti di soia 
  • 1 cipolla piccola
  • coriandolo
  • 75 gr. di foglie di cavolo cappuccio
  • pepe nero q.b.
  • sale q.b.
  • 1/2 spicchi di aglio 
  • 10 cialde di riso 
  • olio di semi per friggere
Preparazione:
Tritate la carne, la cipolla e il cavolo. In una padella antiaderente fate tostare i bacon fino a renderlo croccante, poi tritate anch'esso.
Far rinvenire gli spaghetti in acqua bollente, sgocciolateli e tritateli.
Mettete assieme tutti gli ingredienti tritati e l'aglio schiacciato in una ciotola e mescolate bene.
Bagnare le cialde di riso (una alla volta) per qualche secondo in acqua tiepida. Disponetele ad una ad una sul piano di lavoro in modo da non farla rompere. Versate un cucchiaio di ripieno sul lato della cialda più vicino a sè. Arrotolate dal basso verso l'alto arrivando circa ad un terzo del diametro della cialda. Ripiegate le cialde dai lati verso il centro, in modo da racchiudere il ripieno, poi continuate ad arrotolare in modo abbastanza stretto. 
Friggere gli involtini in una padella dai bordi alti, pochi alla volta facendo attenzione che non vengano in contatto tra di loro. Fateli dorare e serviteli tiepidi con la salsa di arachidi.


lunedì 23 febbraio 2015

L'Abbecedario Culinario Mondiale: Guacamole y Totopos

Anni fa presentammo su questi monitor la guacamole, ma in realtà era solamente una salsa di avocado (anch'essa tipica messicana e quindi anche lei farà ritorno per omaggiare il Messico del nostro abbecedario).


Ora però qui in Spagna di guacamole ne abbiamo mangiato tanta, forse perché trovare avocadi (esiste il plurale?) maturi è più facile che in Italia o forse perché qui in un certo qual modo è diventato di moda e si trova in tanti ristoranti e tanti nostri amici lo sanno fare (e buono!).  Così ora che sappiamo la differenza, abbiamo pensato di prepararlo per Lucia e per la sua tappa a Guadalajara. La ricetta l'abbiamo presa qui, dato che Javi ci è stato subito simpatico perché pure lui aveva fatto la salsa di avocado e poi la guacamole :-)

E per accompagnare la guacamole che cosa se non i nachos? Ecco già, che cosa? I totopos! I totopos, questi sconosciuti, dovremmo aggiungere. Comunque, sta di fatto che in questo post è spiegato che totopos e nachos altro non sono che dei derivati (leggi, fritti) delle tortillas e che se hanno la forma triangolare si chiamano totopos. E totopos siano!

Iniziamo dunque con le ricette e iniziamo dai totopos (questo nome ci sta facendo impazzire, ogni volta lo scriviamo in una maniera diversa e ogni volta dobbiamo correggerlo...).

Ingredienti:
  • 500 gr. di farina di mais
  • 1/4 di cucchiaino di sale
  • 3 tazze di acqua calda
  • olio per friggere
Preparazione:
Mischiate tutti gli ingredienti sino a ottenere un impasto omogeneo. Dividete l'impasto in 20 palline. Mettete una padella sul fuoco e iniziate a spianare a una a una le palline con il matterello. Mettete dunque sulla padella ben calda e fate cuocere entrambi i lati per qualche minuto.
Lasciate raffreddare bene e quindi dividete in triangolini. Fate friggere in abbondante olio sino a doratura. Fate assorbire l'olio residuo con carta da cucina prima di servire.


E ora la ricetta della guacamole.

Ingredienti:
  • 2 avocadi maturi
  • 40 gr. di cipolla
  • 80 gr. di pomodori
  • 1 peperoncino rosso
  • 1/2 limone
  • foglie di coriandolo fresco
  • sale
Preparazione:
Tagliate finemente la cipolla, quindi il pomodoro, il peperoncino e le foglie di cilandro. 
Pelate ciascun avocado e schiacciatelo con una forchetta. Aggiungete tutti gli altri ingredienti precedentemente tagliati e condite con sale e il succo del limone.


domenica 25 maggio 2014

Abbecedario Culinario della Comunità Europea: Pomodori ripieni

Il problema di fare una ricetta una sola volta nella vita, perché siamo stra-convinti che di qui che passiamo ad altra vita ci saranno sempre nuove ricette da provare, ci porta a dimenticare le ricette cucinate e provate. Ma per fortuna c'è la Trattoria e ci sono i tag e così la verifica delle ricette greche già pubblicate ci ha portato a riesumare questi pomodori ripieni.

Il fatto poi che ultimamente siamo sempre di corsa e con poco tempo di fermarci a scrivere le nostre consuete quattro fesserie, ci porta a pubblicare questi pomodori di domenica. Ma per l'abbecedario questo e altro e oggi è l'ultimo giorno in Grecia a "casa" di Resy, per cui... who cares?

Ingredienti (per 3 persone):
  • 6 pomodori grandi
  • 12 cucchiai di riso "3 continenti" (ovvero mix di riso basmati indinano, riso rosso francese, riso selvaggio canadese
  • 100 gr. di feta
  • 1 manciata di olive nere
  • origano q.b.
  • erba cipollina q.b.
  • sale q.b.
Preparazione:
Togliete il cappello e svuotate i pomodori, capovolgeteli e riponeteli in frigo per una notte. Nel mixer mettete la polpa dei pomodori, le olive e le spezie, il sale e frullate. Trasferite in una ciotola, aggiungete il riso e mettete in frigo tutta la notte.
Riempite i pomodori, aggiungete la feta tagliata a cubetti e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 1 ora in modo che i pomodori si raggrinziscano. Servite caldi. Ottimi anche freddi il giorno dopo.

Consiglio: nella stessa teglia mettete anche delle patate tagliate a cubetti e cuocete tutto assieme. Le patate assorbiranno il liquido rilasciato dai pomodori e saranno buonissime!

Κυριακή

mercoledì 27 novembre 2013

Abbecedario Culinario della Comunità Europea: Tortilla de patatas

Un classico quasi come la Paella, piatto d'onore che ci accompagna in questa tappa spagnola dell'abbecedario. Sì, perché come qualsiasi italiano sa cucinare gli spaghetti al sugo, così qualsiasi spagnolo sa cucinare la "frittata di patate". Sì, perché se lo vogliamo tradurre il nome sarebbe proprio "frittata di patate".

Questa nota linguistica ci ricorda una disquisizione avuta qui su cosa sia la "tortilla" e così tutti a verificare che dice la Reale Accademia e tutti a scoprire se tortilla vuol dire che è fritta oppure per essere una tortilla basta che ci siano le uova. Del resto tutta la disquisizione nacque dopo che Aiu' raccontava il suo involtino fatto di carne, prosciutto e "tortilla de huevos", specificando, appunto, "huevos" per dire che non c'era nessun altro ingrediente "da tortilla". Alla fine, per quello che abbiamo capito, la tortilla altro non è che una frittata e quindi si frigge, ecco qua!

La tortilla qui va molto, in tante opzioni dipendendo dall'ingrediente. La più classica è quella di patate di cui parliamo oggi e che prima di darvi come ricetta vi proponiamo in varie foto perché la tortilla è vero che la fanno tutti, ma ognuno la fa con la propria ricetta e quindi potrete trovare delle piccole differenze tra quella di un autore e quella di un altro.




Ingredienti: 

  • 1 kg. di patate
  • 5 uova
  • sale q.b.
  • olio per friggere

Preparazione: 
Tagliate le patate a fettine molto sottili. Friggetele in padella in abbondante olio. Togliete dalla padella e asciugatele bene. A parte sbattete le uova, aggiungetevi le patate e versate il tutto in una padella da frittata. Cuocete velocemente ambo i lati e la tortilla è pronta.

Un clásico 

lunedì 7 ottobre 2013

Prosciutto e melone reloaded

Iniziamo questa settimana con una ricetta non ricetta che vi lasciamo solo come idea per qualcosa di diverso "para picar" ovvero per spizziccare e aperitivare prima di una cena di fine estate (o inizio autunno, come i più pigri potrebbero voler sottolineare).

Il prosciutto e melone in fondo ci porta indietro negli anni, sembra quasi una cosa dimenticata, fuori moda e invece poi anche qui a Barcellona te lo ritrovi tra gli antipasti e siccome il melone ci piace e il prosciutto anche, un giorno Aiu' ha deciso di presentarlo ai suoi amici in questa versione post-moderna :-)

Ingredienti:
  • prosciutto crudo (jamón serrano) in fette
  • melone giallo
  • scavino
  • stecchini

Preparazione:
Tagliate in due il melone e scavatelo formando tante palline. Tagliate a pezzetti le fette di prosciutto. Alternate le palline di melone e i pezzi di prosciutto su uno stecchino e infilzate quest'ultimo sulla buccia del melone. Tenete in frigo sino al momento di servire.
pršut in melona

mercoledì 4 settembre 2013

Crema di anguria

Il post di oggi si potrebbe intitolare (se avesse un titolo, anziché il nome della ricetta, of course!) "a qualcuno piace freddo" :-) Pare --infatti-- che agli spagnoli le zuppe/creme fredde piacciano tante e così non solo gazpacho e salmorejo, ma zuppe di tutti i tipi, anche di anguria
Sì, avete capito bene, questa crema non è  un dolce, è un primo piatto. 

Era da tanto, circa 2 anni, anzi esattamente 2 anni a oggi o giù di lì, che la nostra eroina voleva provarla. Perché durante quella prima "comida" col suo attuale capo, con il suo stentato castigliano e il suo inesistente catalano (i maligni aggiungerebbero "un po' come adesso" ma i più benevoli direbbero che di acqua sotto i ponti ne è passata) ordinò la crema di anguria. A pensarci bene (ed è la prima volta che lo pensiamo), una vera eroina: durante un colloquio di lavoro (seppure anomalo) ordina un piatto che magari le fa schifo e che dovrà mangiare a forza. Ma forse quello era un giorno fortunato e la crema di anguria le piacque e forse è anche per quella crema che tutto dopo andò liscio e che ora Aiu' vi scrive da Barcellona :-)

Così, insomma, con solo 2 anni di attesa nella to-cook list, la crema di anguria è arrivata su questi monitor in tutto il suo splendore. A dire il vero, dopo 2 anni, Aiu' non vi può assicurare che questa sia veramente la crema che mangiò quel dì, però anche questa versione (presa qui) alla nostra eroina è piaciuta, per cui beccatevi questa crema!

Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 kg di anguria, privata dei semi
  • 1 yogurt greco
  • 6 foglie grandi di menta

Preparazione:
Tagliate a pezzi piccoli l'anguria, lavate le foglie di menta e asciugatele. Mettete l'anguria, la menta e lo yogurt nel bicchiere del frullatore e frullate. Mettete in frigo 2-3 ore,  mischiatela con un mestolo e servite.

Vattenmelon

mercoledì 3 luglio 2013

Muffin zucchine e parmigiano

Se avete voglia di una ricetta veloce per un aperitivo o per un finger food, i muffin salati fanno al caso vostro. Così la stessa mattina del danubio senza glutine, ci voleva un altro "pica pica", qualcosa da mettere lì in tavola e veder sparire in un batter d'occhio chiacchierando tra amici. La ricetta l'abbiamo presa dallo stesso libricino da cui prendemmo questi altri muffin, la variazione è stata nella farina. 
Come per il danubio, abbiamo usato farina senza glutine. Risultato ottimo, lievitazione perfetta e sapore molto gradevole, nonostante qualcuno continuasse a ripetere "ohi, esta harina chunga" :-)

Ingredienti:
  • 130 gr. di mix di farina senza glutine
  • 2 uova
  • 50 gr. di gruviera grattugiato
  • 6 cl. di latte
  • 6 cl. di olio
  • 50 gr. di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • sale
  • pepe
  • 50 gr. di zucchine grattugiate
  • 3 rametti di basilico sminuzzati
  • 3 rametti di menta sminuzzati
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 180° C.
In una ciotola battete leggermente le uova con l'olio e il latte. Aggiungete la farina, i due formaggi, il basilico e la menta. Strizzate le zucchine grattugiate per eliminare l'acqua di vegetazione e aggiungete alla preparazione. Salate, pepate e mescolate.
Incorporate delicatamente il lievito, distribuite l'impasto negli stampi e infornate subito per 25 minuti.
Lasciate raffreddare prima di togliere dagli stampi e servire.

In muffin we trust!

mercoledì 19 giugno 2013

Muffin noci pere e roquefort

Al boscaiolo non far sapere quando son buone le noci con le pere. Mmm, forse non era così. Riproviamo. Al contadino non far sapere quanto son buone le noci con il formaggio. Mmm no, non fa rima. Vabbe' dai, lo sappiamo tutti che formaggio e pere assieme formano una bella coppia e allora perché separare una coppia che sta bene? Non saremo certo noi a dividere pere e formaggio, anzi, esalteremo la loro unione aggiungendo delle noci. Che poi non è che ci siamo inventati niente, la ricetta l'abbiamo presa da un libro che è stato regalato ad Aiu' e da cui ancora non aveva attinto. Si chiama semplicemente "mini cake salati" e il libro è anche lui mini e venduto in coppia con 8 stampini in silicone a base quadrata.

Nota: il libro lo citeremmo anche come si deve, ma se la casa editrice non lo fornisce nel suo sito, non possiamo fare molto e poi a pensarci bene, se Google non lo conosce allora non esiste. E quello che Aiu' tiene in mano in questo momento? Forse è solo un sogno, uno dei tanti.

Ingredienti:
  • 130 gr. di farina
  • 2 uova
  • 50 gr. di gruviera grattugiato
  • 6 cl. di latte
  • 6 cl. di olio
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • sale
  • pepe
  • 40 gr. di roquefort sbriciolato
  • 50 gr. di pera tagliata a pezzettini
  • 10 gr. di gherigli di noci spezzettati grossolanamente
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 180° C.
In una ciotola battete leggermente le uova con l'olio e il latte. Aggiungete la farina, i due formaggi, la pera e i gherigli di noce. Salate, pepate e mescolate.
Incorporate delicatamente il lievito, distribuite l'impasto negli stampi e infornate subito per 25 minuti.
Lasciate raffreddare prima di togliere dagli stampi e servire. 

(Y)

mercoledì 15 maggio 2013

Muffin würstel e parmigiano

Per la rubrica "c'era una volta in Trattoria", a grande richiesta, dei muffin che risalgono a una Trattoria fa (ovvero a prima del trasloco in terra spagnola) e che coincisero con un piccolo rinfresco di arrivederci da parte di un'eroina in partenza, appunto, per la Spagna.

La ricetta la dobbiamo alla nostra alchimista Laura e a questo suo post, il resto alle mani della nostra eroina, ai pirottini e ai porta muffin :-) Ah sì, menzione d'onore anche alle bocche mangianti!

Ingredienti:

  • 250 gr. farina 00
  • 1 bustina di lievito per pizze e torte salate
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo a temperatura ambiente leggermente sbattuto
  • 250 gr. latte a temperatura ambiente
  • 50 gr. di burro morbido
  • würstel q.b.
  • parmigiano q.b.
Preparazione:
Mescolate in una ciotola gli ingredienti secchi ed in un’altra ciotola gli ingredienti liquidi tranne il pesto. Versate gli ingredienti liquidi sopra quelli secchi e mescolate velocemente. Aggiungete le farce il pesto, mescolate brevemente, riempite i pirottini da muffins per 3/4 ed infornare a forno già caldo a 180° per circa 25 minuti.
Kolbász és parmezán

mercoledì 31 ottobre 2012

Abbecedario Culinario Italiano: Peperoncini ripieni

Per quel che abbiamo notato, la Calabria è sempre associata al cibo piccante, dalla famosa nduja al più classico e (forse) immancabile peperoncino. Perciò quando abbiamo letto che questa ricetta, che noi mangiamo abitualmente in Sardegna (a parte Aiuolik che deve evitare il piccante), è di origine calabrese, ci abbiamo creduto. 

Così, mentre i blog a poco a poco si colorano di arancione e mostrano mostri e affini, noi siamo fedeli al nostro abbecedario e lasciamo questo secondo e ultimo contributo ai nostri Luca e Sabrina. E voi cosa aspettate a preparare qualcosa per la V di Vibo Valentia e a lasciarlo come commento a questo post? Suvvia, tutti ai fornelli, c'è tempo sino a domenica!

Ingredienti:
  • 500 gr. Peperoncini rossi piccoli e tondi
  • 350 gr. di tonno sott'olio
  • 35 gr. di capperi sotto sale (capperi MuVarA, of course!)
  • 5/6 acciughe sott'olio
  • olio extra-vergine d'oliva q.b.
  • 500 ml. aceto di vino
Preparazione:
Utilizzando dei guanti, pulite i peperoncini togliendo un piccolo dischetto attorno al picciolo e i semi.Ponete nel mixer, il tonno, i capperi opportunamente lavati e le acciughe. Tritate tutto sino ad ottenere un composto omogeneo. Assaggiate e regolate le dosi degli ingredienti in base al vostro personale gusto.Portate ad ebollizione una pentola con acqua e aceto (metà e metà), sbollentate i peperoncini per 5 minuti e metteteli a testa in giù in un canovaccio.
Riempite i peperoncini con il composto di tonno/capperi/acciughe, poneteli nei vasetti sterilizzati, coprire d'olio e chiudete.

Veraci

mercoledì 5 settembre 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Carciofi alla romana

In una delle sue tante vite, Aiuolik pensò che tra i tanti progetti blogghistici, culinari e, quindi, mangerecci, ci potesse essere quello di riprodurre i piatti mangiati in giro per l'Italia e per il mondo durante i suoi viaggi di lavoro... Qualcosa in questo senso (molto poco rispetto ai viaggi) è stato fatto, basti pensare al Cordon Bleau o al Lecsó o alla Croque Madame o alla zuppa di cipolle, ma in realtà quel progetto non è stato mai perseguito del tutto, anche se...lunga vita alla Trattoria!...non è ancora detta l'ultima parola!

La ricetta di oggi fa parte di questa categoria di ricette. I carciofi alla romana Aiuolik li mangiò a Roma (dove se no?) in un ristorante durante uno dei suoi viaggi. In realtà lei e il suo compagno di mangiata erano entrati lì per mangiare dell'altro (forse un secondo piatto, difficile ricordarselo) ma il cameriere insistette tanto che alla fine cedettero e il pranzo iniziò con un tipico antipasto romano. Qualche tempo dopo Aiuolik lo riprodusse e ora lo riproponiamo per l'abbecedario!

Ingredienti (per 4 persone):
  • 8 carciofi
  • 1spicchio d'aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • mentuccia
  • 1 limone
  • olio extra-vergine d'oliva
  • sale
  • pepe


Preparazione:
Con un coltello affilato tagliate il gambo dei carciofi e pulitelo, eliminate le foglie esterne più dure e la barba interna. Disponeteli in una terrina con abbondante acqua acidulata con succo di limone. Preparate un trito con l'aglio, il prezzemolo e poca mentuccia. Scolate i carciofi, asciugateli e riempite l'interno con il trito, chiudeteli bene e aggiustate di sale e pepe. 
In una pentola ampia distribuite i carciofi, versatevi abbondante olio e acqua fino a coprirli interamente. Cuocete coperto a fiamma bassi sino ad ammorbidirli. Servite i carciofi scolati dal liquido di cottura e raffreddati. 

Riprodurre

lunedì 27 agosto 2012

Muffin al pesto


La tappa sarda dell'abbecedario ci ha portato un po' oltre le nostre aspettative e così, ancora una volta, abbiamo ricette da tirare fuori dal cilindro, ma considerato che in questi giorni di super-caldo la nostra super-eroina si è accontentata di semplici frullati, frutta e pasti super-veloci (o cucinati da altri) in realtà abbiamo sono state aggiunte poche (o nessuna?) nuove ricette alla lista di quelle da pubblicare!

Così andiamo a ripescare tra le bozze questi muffin che risalgono a quando ancora la nostra eroina si trovava in Sardegna e che portò ai suoi (ora ex) colleghi per salutarli prima di lasciarli e di andare a far ricerca in un'altra terra, quella da cui oggi vi scrive e che in 8 mesi le ha già dato qualche soddisfazione, compresa quella di essere ancora in contatto con gli ex-colleghi di cui sopra, compreso colui che, ne siamo certi, di questi muffin non ne ha mangiato neanche uno :-)

La ricetta la dobbiamo alla nostra Alchimista preferita e a questo suo post!

Ingredienti:

  • 250 gr. farina 00
  • 1 bustina di lievito per pizze e torte salate
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo a temperatura ambiente leggermente sbattuto
  • 250 gr. latte a temperatura ambiente
  • 50 gr. di burro morbido
  • 120 gr. di pesto alla genovese

Preparazione
Mescolate in una ciotola gli ingredienti secchi ed in un’altra ciotola gli ingredienti liquidi tranne il pesto. Versate gli ingredienti liquidi sopra quelli secchi e mescolate velocemente. Aggiungete le farce il pesto, mescolate brevemente, riempite i pirottini da muffins per 3/4 ed infornare a forno già caldo a 180° per circa 25 minuti. 

Rewind

giovedì 16 agosto 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Coiettas 'e cauli

Continuiamo il nostro viaggio mangereccio all'interno della Sardegna con un antipastino di terra per il nostro abbecedario. In realtà se questo fosse un vero matrimonio e un vero pranzo di nozze, tra gli antipasti di terra non potrebbero mancare un mix di salumi (prosciutto, lonza, lardo, salsiccia) e formaggi (pecorino stagionato e fresco, pecorino da spalmare, caprino) il tutto servito sopra un piatto di pane carasau e tante olivette verdi in salamoia. In Trattoria però siamo tipi alternativi e così abbiamo scelto queste foglie di cavolo ripiene, beh un po' di verdura ci vuole ogni tanto :-)

Per accompagnare questo piatto, abbiamo scelto una foto di una Sardegna, anche lei, alternativa, niente mare, ma miniera, quella di Porto Flavia nel Sulcis.


Ingredienti:
  • 8 foglie di cavolo verza
  • 400 gr. di macinato di manzo
  • 1 uovo
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 250 gr. di passata di pomodoro
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cipolla
  • olio extra-vergine d'oliva
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
Preparazione:
Sbollentate per 3 minuti le foglie di cavolo intere. 
A parte mischiate assieme la carne, l'uovo, il prezzemolo, l'aglio e mezza cipolla tritati. Salate il tutto.
Scolate il cavolo e mettetelo a raffreddare su un canovaccio.
In un tegame fate soffriggere la restante cipolla, aggiungete la passata di pomodoro, quindi il vino. Portate a ebollizione e lasciate restringere per 10 minuti.
Nel mentre preparate gli involtini mettendo su ciascuna foglia di verza un cucchiaio abbondante di carne. Chiudete con uno stecchino.
Infine, cuocete gli involtini nella salsa di pomodoro, coperta, per 25 minuti, avendo cura di girare gli involtini a metà cottura. Serviteli irrorandoli con la salsa.

Quantità

mercoledì 1 agosto 2012

Melanzane impanate fritte

Nel nostro archivio di blogger ci sono ben 44 ricette tra le bozze e non sono nemmeno in fila per 3 col resto di 2! Anzi, a dire il vero sono 43 visto che una ricetta sta uscendo or ora dalle bozze...e non è che ogni giorno cuciniamo 8 portate e le fotografiamo tutte. Più semplicemente, vuoi per l'abbecedario (a proposito, tutti a Pavia!), vuoi perché ora pubblichiamo a giorni alterni (ma torneremo alle nostre attività quotidiane, prima o poi!), vuoi perché la buona usanza di preparare sempre qualcosa di diverso ancora non ci è passata, le ricette si accumulano...anche se --inspiegabilmente-- non abbiamo le foto di tutte le ricette (Aiuolik sbadata e sì che sta sempre attentissima a non cancellar niente!).

Queste melanzane giacevano tra le bozze (se blogspot non ci inganna) dal 10 Agosto 2011, che dire, è giunta l'ora anche per loro di emergere e di uscire nella loro bellezza (si fa per dire, visto che anche le foto non sono eccezionali) su questi monitor. Del resto, le abbiamo fatte in estate, è giusto che compaiano in estate...cerchiamo di mostrare un certo senso foodistico-bloggistico anche noi  ogni tanto :-)

Ingredienti:
  • melanzane
  • farina
  • uova
  • sale 
  • preaparato per impanatura
  • spumante
  • olio per friggere

Preparazione:
Tagliate le melanzane a fettine di 4 o 5mm e le passate nella farina in modo che le melanzane durante la frittura non si impregnino all'interno di olio. Sbattete le uova con un poco di spumante, passateci le melanzane infarinate e quindi passatele nel preparato per impanatura. Passatele nuovamente nelle uova e ancora nel preparato per impanatura.
Scaldate l'olio e appena è caldo immergetevi le melanzane e fatele dorare su ambo i lati.

Pubblicare

lunedì 9 luglio 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Crocchè a quattro mani

In attesa di pubblicare il resoconto di un'esperienza a n mani (con n, per ora, per voi, incognito), oggi un post per l'abbecedario che uscirà a blog unificati. Capita infatti che un amico, un Gamberotto, un neo-food-blogger passi per Barcellona e ti dica "cuciniamo qualcosa assieme?" e così ci si ritrova a guardare il calendario dell'abbecedario e a decidere di preparare assieme qualcosa per la N di Napoli, speriamo che Lo apprezzi!

In principio, l'UB aveva pensato alla pastiera, ma trasportare la ricotta sin qui su un volo Ryanair sarebbe stato a dir poco impossibile. Poi si era pensato al babà (del resto trovare rum da queste parti è facilissimo) ma poi abbiamo visto quello di Cannella e sapevamo già che non potevamo competere. Così sfogliando libri e girovagando per la rete, ad Aiuolik sono venute in mente le crocchè che Uncle si era caricato in valigia da Napoli per potarli in Sardegna...e a quel punto, crocchè!

La ricetta l'abbiamo cercata in rete e abbiamo seguito questa.

Ingredienti:

  • 1 kg. di patate a pasta gialla
  • 2 uova più 1 per indorare
  • 4 cucchiai di parmigiano
  • 100 gr. di salame tipo napoli tagliato a listarelle
  • 200 gr. di fiordilatte tagliato a bastoncini
  • prezzemolo
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • sale
  • pepe
  • 3 cucchiai di farina
  • 60 gr. di burro
  • olio per frittura 

Preparazione:
Lavate le patate, lessatele e sbucciatele ancora calde. Passatele più volte con un passaverdura a buchi fitti e schiacciate il passato finché non diventerà una pasta filante. 

Nota: in mancanza del passaverdura, noi le abbiamo schiacciate a fondo con una forchetta.

Unite il burro ammorbidito, il parmigiano, il prezzemolo tritato, sale e pepe, quindi i rossi d'uovo ad uno ad uno. Lavorate l'impasto con le mani unte d'olio e formate dei crocchè in forma di fuso di ca 8 cm. di lunghezza, introducete nel mezzo dei crocchè un bastoncino di fiodilatte e un paio di listarelle di salame,passate i crocchè prima nella farina, poi nelle chiare d'uovo montate a neve e mescolate ad un uovo intero, infine nel pangrattato. Friggete i crocchè in abbondante olio bollente, asciugateli su carta assorbente e serviteli caldi.

Napoli