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domenica 10 settembre 2023

O di Ostrica / Ceviche de otras / Eucador

Oggi parliamo di culture. Quando in Trattoria pensiamo alle ostriche ci viene in mente un ristorante di lusso, magari con vista sul mare e un vassoio a più piani con ostriche in guscio e tanto gelo. Ad Aiu' vengono anche in mente le ostriche buonissime comprate da Sra. Doriana e mangiate con un po' di limone prima di un pranzo importante. Quello che non ci verrebbe mai in mente è di mangiare ostriche in spiaggia e di farcele preparare in un baretto (chiringuito). Ma, appunto, parliamo di culture. Ciò che per noi è un cibo prelibato, in Ecuador è qualcosa che puoi comprare in una bancarella in spiaggia ed è lì che puoi comprare il piatto che vi proponiamo oggi. Va anche detto, sempre parlando di differenze culturali, che le ostriche ecuadoregne sono grandi più del doppio di quelle a cui siamo abituati in Europa.

Arrivare a preparare la ricetta ha avuto due blocchi: uno logistico e uno psicologico. Quello logistico era il dove comprare la nostra O e in questo ci hanno aiutato el Becario dei TeleCookers che è andato in giro per Barcellona alla ricerca di ostriche e il nostro amico GMail che ci ha ricordato che anche la granseola la comprammo online. Il blocco psicologico era frutto della cultura. Le ostriche sono un cibo prelibato (e con un costo mica da ridere), siamo sicuri di volerle sacrificare per una ricetta che (come sempre!) non conosciamo? Ma siamo in gioco e giochiamo. Parafrasando ciò che dicevano i Trattori durante la costruzione della prima Trattoria (qualche vita fa) "non saranno 6 ostriche a farci diventare poveri". Siamo in ballo e balliamo!


O di Ottimismo

mercoledì 23 settembre 2015

L'Abbecedario Culinario Mondiale: Flan de coco con caramelo de naranja

'Sto viaggio in Ecuador sembrava non arrivare mai. Eh sì, perché se la nostra eroina passa la maggior parte del suo tempo fuori dalla sua patria adottiva e usa gli aerei come fossero taxi, allora il tempo per stare un attimo coi piedi per terra, cercare una ricetta e quindi farla non si trova mica così facilmente! Del resto il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo.

Quindi, riassumendo, per ancora pochi giorni saremo in Ecuador, Alessandra è stata bravissima come tutte e ci sta ospitando alla grande. Grazie a #lasegretaria Marta tutto è sotto controllo, quindi, insomma, non mi rimane che pubblicare la nostra ricetta (che abbiamo appena finito di mangiare ed è buonissima!).


Perché un dolce se la nostra Aiu' sta cercando di evitarli? Forse perché tra gli ingredienti c'era lui, l'inimitabile, il mai-più-senza di questo abbecedario...


La ricetta l'abbiamo presa qui.

Ingredienti:
  • per il caramello
    • 1 tazza di zucchero
    • 1/4 di tazza di acqua
    • 1/4 di tazza di spremuta d'arancia
  • per il flan
    • 6 uova
    • 350 gr. di latte condensato
    • 400 gr. di latte di cocco
    • 1 tazza di scaglie di cocco
    • 3/4 di tazza di zucchero
    • 1 cucchiaio di scorza di arancia grattugiata
    • 3 cucchiai di amido di mais
    • un pizzico di sale
  • per servire
    • 1 spolverata di scaglie di cocco
Preparazione:
In un pentolino mettete lo zucchero assieme all'acqua e al succo d'arancia, mettete sul fuoco e mescolando fate arrivare a sobollire mantenendo a fiamma molto bassa. Sempre mescolando, mantenete sul fuoco sino a quando si forma il caramello.

Nota: per via dell'arancia, il colore risulterà più chiaro, quindi noterete il formarsi del caramello per via del cambio di consistenza.

Tirate quindi dal fuoco e versatelo nel fondo degli stampi per flan.

Accendete il forno a 180º. Mischiate assieme tutti gli ingredienti per il flan e quando saranno ben amalgamati versate negli stampi.
Mettete quindi a cuocere a bagnomaria dentro il forno per circa 40-50 minuti.
Lasciate raffreddare, prima di rovesciare su un piatto e servire.