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domenica 19 febbraio 2023

B di Bottarga di tonno / Spaghetti con salsa moresca / Italia

Viste le sue origini sarde, quando ha iniziato a pensare agli ingredienti con la B, la nostra eroina ha pensato subito alla bottarga, quella di muggine. Ma da buona sarda amante della cucina e della sperimentazione (di ricette e non solo, visto la sua vita fuori da questi monitor), le ricette con la bottarga tipiche della sua terra sono già state pubblicate. Peccato, perché proprio da poco è arrivato in Trattoria un bell'esemplare di bottarga di muggine sarda. 

Chi si ferma è perduto (e la nostra eroina a furia di porte in faccia l'ha capito da tempo) e così ha pensato di cercare ricette tipiche con la bottarga di tonno. Così per la prima volta in questo viaggio, anche la nostra Aiu' fa tappa in Italia, "nell'altra isola", la Sicilia e ne approfitta per salutare i suoi amici siciliani.


B come piano B


domenica 12 agosto 2018

Menù Lib(e)ro - Primi piatti di mare: Pasta al nìvuro di sìccia

C'è un commissario famoso in Sicilia, in tutta Italia e persino all'estero. Anche qui in tanti quando scoprono che sono italiana mi dicono che anche loro (o le loro madri o mogli o zii o ....) guardano Montalbano. Io a dir la verità di film di Montalbano ne ho visto pochi e considerando la miriade di libri che il prolifico Camilleri ha scritto, anche di libri ne ho visto una percentuale infinitesima. Ciononostante questo libro nella mia libreria non poteva mancare.


Ed è da questo libro che ho scelto di accompagnare la Chef Anna per la pagina "primi piatti di mare" del nostro Menù Lib(e)ro.


Ma prima della ricetta vi lascio uno scorcio a tema, in ricordo anch'essa di un birra post-conferenza pero questa volta in compagnia dello Spazzolatore Folle.


Ingredienti (per 4 persone):
  • 400 g di linguine
  • 600 g di seppie
  • 4 spicchi d'aglio
  • vino bianco
  • 200 g di concentrato di pomodoro
  • 2 dl di olio extravergine d'oliva
  • sale e pepe
  • ricotta salata
Preparazione:
  1. Pulite le seppie privandole delle veschichette col nero e conservandole da parte. In una terrina schiacciate le vesciche e diluite il nero con dell'acqua. 
  2. Tagliate le seppie a listarelle e fatele rosolare in una padella con 2 cucchiai di olio e l'aglio tritato.
  3. Quando sono ben cotte, sfumate con poco vino e aggiungete il pomodoro e il nero delle seppie.
  4. Allungate con altra acqua, aggiustate di sale e di pepe macinato al momento e continuate la cottura a fuoco moderato per circa 15 minuti.
  5. A parte lessate la pasta, scolatela al dente e mescolatela al sugo nella padella per pochi istanti.
  6. Servite subito ben caldo con una spolverata di ricotta salata a scagliette.

Aiuolik sono!

venerdì 3 gennaio 2014

Cozze alle mandorle

Con tutte le ricette di repertorio del nostro abbecedario, ci troviamo costretti a far uscire oggi questo piatto che in realtà ho preparato in una domenica novembrina di iper-attività. Ricordate il couscous al sapore di mare? Ricordate anche dissi "il fatto che non so cucinare per 1, non significa che mangi per 2?". Ricordate anche (quanto fosforo oggi!) che secondo me si potrebbe vivere mangiando ogni giorno una pietanza diversa? Ecco, unite tutte questi ricordi e otterrete che:
  1. gli ingredienti per il couscous erano troppo rispetto ai suoi mangiatori (= Aiu')
  2. di mangiare 2-3 giorni di seguito lo stesso couscous (per quanto buonissimo) Aiu' (= io) non ne aveva proprio voglia
Quindi? Quindi:
  • parte dei gamberi e un po' della zucchina sono stati tramutati in risotto gamberi e zucchina (che pensavamo esistesse già nei nostri archivi e invece no, altra ricetta da aggiungere!);
  • parte delle arselle sono state convertite, assieme al buon brodo rimasto, in fregola alle arselle con bottarga (why not?);


  • memore di quanto visto una sera in tv (in Italia) e grazie alla ricetta trovata qui, ecco un piatto nuovo per la nostra Trattora e per la nostra Trattoria e per tutti voi!
E questa ricetta sembra essere diventata quella del riciclo delle cozze :-) Infatti, una piacevole mattina di Dicembre,  preparavo la paella de marisco e le cozze erano decisamente troppe. Che fare? Beh, la ricetta era già qui e gli ingredienti in Trattoria c'erano tutti! Esperimento gradito da tutti i commensali!

Ingredienti:
  • 3 kg cozze
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 mazzetti di basilico
  • 10 spicchi d’aglio
  • 600 gr. pomodori pachino
  • 100 gr. di mandorle pelate
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Preparazione:
Lavate accuratamente le cozze, raschiatele ed eliminate incrostazioni e lacci superflui. Mettetele in una pentola, con circa mezzo litro d’acqua fredda e il vino, aggiungete quindi sette spicchi d’aglio schiacciati e le foglie di un rametto di basilico ben lavate e tritate finemente. Aggiungete un quarto del mazzetto di prezzemolo tritato grossolanamente e un po’ di sale. A questo punto mettete la pentola sul fornello a temperatura bassa. Non appena le cozze cominciano ad aprirsi, aggiungete un po' d’olio, il pepe e completate la cottura. In una padella, con poco olio, fate dorare il rimanente aglio e il prezzemolo, entrambi tritati. Aggiungete quindi i pomodorini tagliati in quarti. Fate cuocere e, a cottura ultimata, aggiungete il rimanente basilico tritato. In un’altra padella, con poco olio, tostate le mandorle tagliate a metà con pochissimo olio. Infine adagiate le cozze su un piatto di portata con un po’ di liquido di cottura delle cozze ben filtrato, aggiungete i pomodorini e completate cospargendo il tutto con le mandorle tostate e un po’ di prezzemolo a crudo tritato.

mussels u lewż

lunedì 15 luglio 2013

Taller de cocina #3: Cannoli (quasi) siciliani


Dopo le quasi trofie di venerdì, Aiu' è stata declassata a "quasi chicote" e quindi continuiamo con il "quasi" e per non far storcere il naso ai nostri amici siciliani, aggiungiamo un quasi anche per questi cannoli, perché in fondo in fondo (e anche in cima) non sono esattamente quelli doc per almeno tre ragioni: non abbiamo usato il marsala nell'impasto, abbiamo usato gocce di cioccolato invece della frutta candita e non abbiamo messo la ciliegina decorativa... Però ci teniamo a sottolineare che l'esperimento a 14 mani (!) è riuscito alla grande, con anche una piccola deviazione sul tema, nata dall'ultimo pezzo di pasta avanzato che il nostro alunno non voleva sprecare e in un momento di creatività ha dato vita a una specie di barca, subito battezzata Costa Concordia (sì, qui in Spagna noi italiani abbiamo molte cose per cui siamo famosi), toma yaaa!


Ingredienti (per circa 24 cannoli):
  • Cialde
    • 250 gr. di farina
    • 30 gr. di zucchero a velo
    • 50 gr. di burro
    • 5 gr. di cacao amaro in polvere
    • 1 cucchiaino raso di sale
    • 1 cucchiaino raso di cannella in polvere
    • 1 cucchiaino raso di caffè in polvere
    • 50 gr. di uova (circa 1 uovo medio)
    • 30 ml di aceto di vino bianco
  • Ripieno
    • 500 gr di riccotta di pecora
    • 200 gr di zucchero
    • 50 gr di cioccolato fondente in gocce
  • Decorazione
    • Zucchero a velo q.b.
    • 1 albume
  • Cottura
    • Olio per friggere
Preparazione:
Mettete la ricotta a scolare in un colino poggiato dentro a una ciotola e riponete il tutto in frigorifero. 
Per fare le cialde, mettete in una ciotola capiente la farina setacciata, il sale, la cannella, il caffè in polvere, il cacao e lo zucchero a velo setacciati. Aggiungete lo strutto, l’uovo e poi, a filo e piano piano, l’aceto mischiato con il marsal. L’impasto dovrà risultare morbido ed elastico ma consistente, un po’ più duro dell’impasto del pane. Impastate il composto per almeno 5 minuti su di un piano di lavoro, fino a che non sarà elastico, liscio ed omogeneo, poi avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettetelo a riposare per almeno un’ora in frigorifero.
Nel mentre preparate il ripieno, prendete la ricotta ben scolata e ponetela dentro ad una ciotola dove aggiungerete lo zucchero. Mescolate delicatamente gli ingredienti senza insistere troppo, poi coprite la ciotola con della pellicola e ponetela in frigorifero per almeno un’ora. Trascorso il tempo indicato, prendete un setaccio a maglie molto fini, poggiatelo su di una ciotola e con l’aiuto di una spatola schiacciate il composto di ricotta e zucchero verso il basso per farlo fuoriuscire; setacciate in questo modo tutto il composto. Una volta ottenuta una crema molto fine, aggiungete le gocce di cioccolato. Conservate la crema di ricotta in frigorifero dentro ad un contenitore col coperchio.
Prendete quindi l’impasto per le cialde dei cannoli e tiratelo in una sfoglia sottile 1-2 mm. Prendete un tagliapasta rotondo del diametro di 9 cm, quindi ricavate almeno 24 sagome che allargherete con le mani rendendole ovali. Arrotolatele sugli appositi cilindri di metallo, avendo cura di spennellare le estremità con l’albume d’uovo prima di sovrapporle.

Scaldate l'olio in un pentolino fino ad arrivare a 170-180° e poi friggete tutte le cialde, mettetele a perdere l’olio in eccesso su di un paio di fogli di carta assorbente e quindi fatele raffreddare completamente prima di estrarre i cilindri di metallo.


Quando saranno fredde, riempite le cialde con la crema di ricotta che avrete messo dentro ad una tasca da pasticciere con bocchetta liscia e larga.


Guarnite con una generosa spolverata di zucchero a velo e servite.

Almost perfect

venerdì 21 settembre 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Pasta pesce spada, melanzane e menta

Chiudiamo la nostra settimana dell'abbecedario in Sicilia con una ricetta inedita che giaceva nelle bozze da più di un anno. Prima però dedichiamo almeno una foto a Palermo, dove la nostra Aiuolik andò nell'ormai lontano 2008 e in cui lasciò un pezzo di cuore...e di cui parlò qui, qui e qui.


A Palermo ritornò poi quasi esattamente un anno fa e che anche con la pioggia le sembrò sempre bellissima, nonostante tutto.


Ma prima che la malinconia la faccia da padrona, veniamo a questa ricetta buonissima che Uncle scovò chissà dove e che decise di provare circa un anno fa, durante una sua breve visita in Trattoria... 

Ingredienti (per 2 Trattori):

  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 melanzane tonda
  • 1 manciata di menta
  • olio di oliva q.b.
  • 400 gr. di pasta
  • pepe q.b. 
  • 100 gr. di pesce spada (circa 1 fetta)
  • 200 gr. di pomodori pachino
  • prezzemolo tritato q.b.
  • sale q.b.

Preparazione:
Tagliate a metà le melanzane e quindi a fette di circa un dito di spessore e infine a cubetti. Mettetele in uno scolapasta con un po' di sale grosso e dopo circa un'ora, sciacquatele, scolatele e mettetele ad asciugare in un canovaccio pulito. Fate scaldare dell'olio in una padella e quando sarà ben caldo mettete a friggere le melanzane. Togliete dall'olio e fate asciugare su un foglio di carta assorbente.
A parte preparate il pesce spada. Eliminate la pelle laterale e tagliate le fette a cubetti che metterete in una padella capiente, in cui avrete fatto soffriggere l’aglio e il prezzemolo. Saltate il pesce spada per due minuti e unite i pomodori tagliati a pezzetti. Fate cuocere bene il tutto e aggiungete la menta e le melanzane, il pepe e aggiustate di sale.
Cuocete la pasta, scolatela e conditela con il sugo, guarnendo il piatto con qualche fogliolina di menta fresca.

Slurp

giovedì 20 settembre 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Melanzane alla parmigiana

Aiuolik le melanzane alla parmigiana in Sicilia non le ha mai mangiate...e allora che pretesto usiamo per parlare di un viaggio in Sicilia della nostra eroina? Sì, perché prima di parlare, dulcis in fundo (per motivi personali, non ce ne vogliano i nostri amici siciliani lì davanti ai monitor!), di Palermo, oggi volevamo approfittarne per ricordare Mondello, dove la nostra eroina è stata quasi esattamente un anno fa, come documentato qui!

[Foto del Lo Spazzolatore Folle :-)]

Mondello, al di là dei ricordi, degli amici e di strani incontri...


...ci ricorda prima di tutto le panelle che Aiuolik avrebbe voluto provare in questo abbecedario ma a cui, non trovando qui la farina di ceci (o non sapendo, ancora, dove trovarla) ha dovuto rinunciare. Sì, perché più che dagli arancini (o arancine), più che dal pane con la milza, più che dai frutti di mare, Aiuolik è rimasta incantata dalle panelle e prima o poi le farà pure lei, parola di super-eroina!

La ricetta di oggi fa anche lei parte di quelle ricette "la devo fare", perché, sembrerà strano, ma Uncle non ha mai adorato le melanzane alla parmigiana e così per tanti anni in Trattoria nessuno le ha mai preparate. Poi un giorno Aiuolik scrisse nella lavagnetta in cucina "melanzane alla parmigiana", un nuovo promemoria per dire "le devo fare, non posso avere un blog di cucina e non fare le melanzane alla parmigiana". Così, un anno fa (questo post parla praticamente di cose di un anno fa!) si decise a farle e nella versione "seria", ovvero con le melanzane fritte (sì ok, la cucina salutare, i fritti fanno male, il colesterolo...ma per una volta!!!).

Ingredienti:

  • 1 spicchio d'aglio
  • qualche foglia di basilico
  • 150 gr. di formaggio dolce 
  • 1/4 di cipolla
  • 750 gr. di melanzane
  • olio d' oliva q.b.
  • 80 gr. di parmigiano reggiano grattugiato
  • 700 cc. di passata di pomodoro
  • sale grosso q.b.
  • sale fino q.b.

Preparazione:
Mettete in un tegame la cipolla e l'aglio tritati con poco olio d'oliva. Fate soffrigger per qualche minuto e quindi aggiungete la passata di pomodoro e portate a ebollizione. Lasciate bollire sino a che il sugo non si sia addensato, regolate di sale, aggiungete le foglie di basilico spezzettate e togliete dal fuoco.
Spuntate le melanzane, lavatele e tagliatele a fette di circa 1 centimetro di spessore (per il verso della lunghezza). Mettetele quindi nello scolapasta, a strati, cospargendo ogni strato di sale grosso. Lasciate risposare per circa 1 ora. 
Trascorso questo tempo, sciacquatele in acqua corrente e asciugatele con carta da cucina.
In una padella capiente, mettete abbondante olio e quando sarà caldo, versatevi le melanzane perché friggano (dovranno essere dorate su ambo i lati). Toglietele dall'olio, sgocciolatele e poggiatele su carta da cucina. 
Ungete una pirofila, cospargete il fondo con un po' di sugo e disponetevi sopra le melanzane una a fianco all'altra (senza che si sovrappongano). Versatevi sopra un po' di sugo, cospargete con il parmigiano e disponetevi sopra qualche fetta di formaggio dolce. Continuate così sino a esaurimento delle melanzane, avendo cura di lasciare l'ultimo strato con il sugo e il parmigiano sopra. Infornate in forno già caldo a 200° per 40 minuti.
Semplicità

mercoledì 19 settembre 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Conchiglie in sugo di pisci spata a missinisa

Ieri i ricordi ci hanno portato a Catania e oggi, invece, una ricetta tipica messinese. A Messina la nostra eroina non c'è mai stata, per cui questa volta, solo un ricordo culinario, questa ricetta, appunto.

Questa ricetta fa parte di quelle nate dopo aver comprato un ingrediente e coi Trattori che si interrogano su una ricetta alternativa e sconosciuta e chiedono supporto all'infaticabile Google. Un po' ci mancano quei tempi in cui qualsiasi altro ingrediente avesse suggerito Google al 90% era già presente in Trattoria, pronto per essere usato. Ora, dopo aver riempito buste su buste di cibo, spezie, farine, pelati...la filosofia di Aiuolik è cambiata e si compra tutto all'occorrenza: prima si decide la ricetta e poi si comprano gli ingredienti. Punti di vista. La costante è la ricerca di nuove ricette e questo è l'importante!

Ovviamente, questa ricetta partecipa al nostro abbecedario e anche voi, orsù!, lasciate la vostra ricetta a Fragoliva!

Ingredienti:
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 4 spicchi d'aglio
  • 2 carote tenerissime
  • 1/2 cipolla
  • 1 sedano
  • qualche foglia di basilico
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 4 cucchiai di olio
  • 2 tazze di salsa di pomodoro
  • 50 gr. di capperi (MuVarA, of course!)
  • 20 olive verdi (MuVarA, of course!)
  • 1/2 bicchiere d'acqua
  • 1,5 kg. di pescespada (in trancio)
  • 180 gr. di conchiglie (o pasta a vostra scelta)
Preparazione
Tritate finemente il prezzemolo, l'aglio, le carote, la cipolla e il cuore del sedano. Unite le foglie di basilico, sale e pepe e fate insaporire il tutto con l'olio per 5 minuti.
Aggiungete la salsa di pomodoro, i capperi, le olive snocciolate e l'acqua. Mescolate, tuffatevi il pesce spada a cubetti e portate a bollore. Fate cuocere per 30 minuti a fiamma bassa.
In una pentola capiente cuocete le conchiglie, scolatele al dente e fatele saltare con il sugo.

Super

martedì 18 settembre 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Granita al caffè

L'abbecedario ci riporta alla memoria tanti bei momenti della nostra vita e così la Sicilia ci riporta indietro di qualche anno e ci ricorda, innanzitutto, Catania


Catania per noi vuol dire una conferenza; il tempo trascorso con gli amici in un locale che ogni sera cambiava look e ambientazione con il proprietario un po' stralunato, ma proprio per questo simpatico; le lunghe chiacchierate con un amico; la gente in piazza tutta la notte; dell'ottimo cibo e il talk che Aiuolik tenne una mattina non prima di aver fatto colazione con questa granita...


Erano tempi pre-blog ma non per questo la voglia di provare a riprodurre quella granita sfuggì alla mente della nostra eroina. In tempi di blog poi quella granita fu prodotta anche in Trattoria e così oggi la riproponiamo per farla partecipare di diritto al nostro abbecedario, ospitato durante questa tappa dalle nostre amiche Fragoliva.

Ingredienti:
  • 3 tazze di caffè forte
  • 100 gr. di zucchero
  • 1/2 l. di acqua
  • panna montata
Preparazione:
In un pentolino fate scaldare sul fuoco l'acqua e lo zucchero sino a quando quest'ultimo sia sciolto. Nel frattempo preparate un caffè piuttosto forte e unitelo allo sciroppo. Travasate il tutto in una terrina e lasciate raffreddare. Versate il composto nella gelatiera e lasciate lavorare per circa 20 minuti.

Nota: In mancanza della gelatiera, versate il composto in una vaschetta da ghiaccio precedentemente raffreddata e mettetelo in freezer sino a quando non sia completamente ghiacciato. Toglietelo quindi dalla vaschetta, tagliatelo a pezzetti e ponetelo nel tritaghiaccio.

Distribuite la granita nei bicchieri e guarnite con abbondante panna montata.


Sicilia

lunedì 17 settembre 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Piscitoccu alla ghiotta

Da una settimana l'abbecedario è sbarcato in Sicilia, nella bella Siracusa, ospitato dalle carissime Fragolive (fra l'altro chiamandosi A B C non potevano non prender parte attiva all'abbecedario!).

Per la nostra ricetta inedita per la Sicilia, abbiamo deciso di attingere da un libro che ci regalò tempo fa lo zio Luca e che ora abbiamo qui a Barna: Nìvuro di sìccia, ovvero le ricette ispirate alle avventure del più astuto commissario siciliano. Ora, fermo restando che a dispetto di ciò che tanti credono, Aiuolik non è una super-fan di Montalbano, questo libro fa parte di alcuni (pochi, ahinoi!) selezionati libri che sono stati trasportati 20 kg oggi, 20 kg domani, sino alla nuova sede della Trattoria. Per ora ci accontentiamo di quelli che abbiamo portato qui...e riniziamo da questi!

Il libro in questione offre veramente tante ricette che Aiuolik avrebbe voluto provare a una a una (per cui, ottima la scelta di portare il libro fin qui!). Alla fine la scelta è caduta su questa ricetta a base di stoccafisso, che, ci insegna il libro, fa parte delle "ricette di Enzo". La citazione montalbanese è la seguente:
"Chioviva a leggio quanno (Montalbano) fermò davanti alla trattoria. Pisci frisco ancora non ce n'era, ma Enzo gli portò 'n tavola per primo pasto col pesto trapanesi e per secunno piscistoccu alla ghiotta, secunno l'antica ricetta missinisi. Tutto sommato, Montalbano non se la sentì di lamentarsi macari se non aviva particolare 'nclinazione per lo piscistoccu"
[Le ali della sfinge - A. Camilleri, Ed. Sellerio, 2006]

Ingredienti (per 6 persone):
  • 1 kg. di stoccafisso
  • 750 gr. di patate
  • 600 gr. di pomodori maturi
  • 80 gr. di olive verdi snocciolate
  • 40 gr. di pinoli
  • 40 gr. di uva sultanina
  • 30 capperi
  • 2 cipolle
  • alloro
  • farina bianca
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe nero

Preparazione:
Lavate e pulite lo stoccafisso, eliminate la pelle, tagliatelo a pezzi, asciugateli e infarinateli. In un tegame, fate rosolare le cipolle tritate finamente in poco olio; quando saranno appassite unite i pezzi di stoccafisso. 
Lasciate cuocere il tutto a fuoco lento e quando i pezzi saranno dorati aggiungete i pomodori sbucciati, privati dei semi e tritati, le olive, i pinoli, i capperi lavati e l'uva sultanina ammorbidita in acqua tiepida e strizzata. Lasciate cuocere per 15 minuti, salate e pepate.
Nel frattempo mettete a cuocere le patate intere in abbondante acqua salata; scolatele ancora un po' dure, sbucciatele e tagliatele a fette spesse. Ungete di olio la base di una teglia, formate uno strato con le patate, aggiungete lo stoccafisso con la salsa di pomodoro e qualche foglia di alloro e ponete in forno già caldo a 220° per 25 minuti. Servite portando la teglia direttamente in tavola.

Siracusa

mercoledì 22 febbraio 2012

Tortino di zucchine, patate e cipolle al forno

Quale potrebbe essere il regalo ideale per un'amante dei libri e della cucina? Un libro di cucina? Beh, sì, ma sarebbe troppo ovvio... Che ne dite di un libro-libro (un romanzo per intenderci) che però alla fine presenta delle ricette? Ecco, potrebbe essere un'idea, se solo esistesse... Ehi,  ma esiste! E infatti questo Natale la nostra amante dei libri e della cucina ha trovato questo libro. Un libro che parla di Sicilia, di famiglia, di campagna e di ricette! Un libro che la nostra Aiuolik ha divorato in pochi giorni e che l'ha lasciata con la fame di conoscenza riguardo alle ricette da provare. Così una sera che aveva voglia di preparare un contorno sfizioso ha pensato di aprire il libro e di prendere ispirazione da lì. La cosa che fa un po' sorridere (e un po' no, perché è anche sinonimo di perdita di stagionalità) è che la ricetta è posta sotto il mese "Agosto" e la nostra Aiuolik l'ha preparata in Febbraio... 

Ingredienti (per circa 8 persone):
  • 1,5 kg. di patate
  • 500 gr. di zucchine
  • 400 gr. di cipolle
  • 80 ml. di olio extra-vergine d'oliva
  • 400 gr. di passata di pomodoro
  • 400 gr. di pecorino fresco
  • qualche cucchiaio di origano
  • 1 tazzina di caffè di mandorle tritate
  • 150 gr. di basilico tritato
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Preparazione:
Sbucciate e tagliate a fettine sottili (1/2 cm. circa) le patate e mettetele in una ciotola. Fate la stessa cosa con le zucchine e le cipolle. Tagliate il formaggio a piccolissimi dadi e mettetelo in una ciotola. Tritate finemente il basilico con le mandorle, metteteli in un bicchiere, ammorbidite con un filo d'olio e mescolate.
Prendete una teglia da forno a bordo alto, distribuite sul fondo 1 cucchiaio di olio e disponetevi uno strato di patate condite con sale e pepe, 3-4 cucchiaiate di passata di pomodoro, 1 di formaggio a dadini, una spruzzata di origano e 1 cucchiaio del trito di mandorle e basilico.
Fate un secondo strato con le zucchine condite nello stesso modo e poi un terzo con le cipolle, aggiungendo lo stesso condimento. Un quarto strato con le patate, poi ancora zucchine e poi cipolle; infine, come ultimo strato, le patate.
Coprite con la carta da forno, infornate e cuocete a calore medio (180°) per circa 1 ora e mezza. Dopo meno di un'ora, provate la cottura con uno spiedino: se entra con facilità attraversando tutti gli strati, togliete la carta e continuate la cottura per almeno 20 minuti, fin quando le patate non prendono un bel colore dorato.
Agosto

venerdì 23 settembre 2011

Di isola in isola - Parte III

Terza e ultima tappa del nostro resoconto siciliano. Avantieri a Palermo, ieri a Mondello e oggi nuovamente a Palermo...eh già perché il cibo che mangeremo virtualmente oggi è quello che è stato mangiato dalla nostra eroina e dai suoi due compagni di viaggio il giorno del ritorno...


In quella occasione i nostri eroi hanno optato per qualcosa di caratteristico, alla mano e con prodotti tipici. Così cammina cammina, tra un giro di ruota (del trolley), e l'altro siamo arrivati qui.


Posto sicuramente alla mano, degno dei Gamberotti (che sia sul gusto che sul prezzo avrebbero sicuramente elargito grandi voti) e da mangiare? Abbiamo lasciato fare a Tony che è arrivato con un mix appetitoso e pane con la milza per tutti!

Q come...
...Quotidianità

giovedì 22 settembre 2011

Di isola in isola - parte II

Seconda parte del nostro reportage della trasferta in terra siciliana della nostra eroina. Come anticipavamo ieri, la tappa predestinata dell'Aiuolik missione era Mondello.


In realtà di Mondello abbiamo visto molto poco, dato che la nostra eroina forse un po' troppo secchiona non è riuscita a ritagliarsi molto tempo per andare un po' in giro e si è dovuta accontentare dell'hotel e di un misero bagno in piscina solo poche ore prima di tornare sull'altra isola.

Ma per fortuna anche i super-eroi più secchioni il tempo di mangiare lo trovano sempre e così una sera Da Peppino a mangiar ricci e ravioli di cernia ...



Una sera in albergo a socializzare con gli altri partecipanti all'evento (e in particolar modo con O'Professore)...





Una sera Da Calogero a mangiar cozze, pesce alla griglia e uno splendido cannolo di cui la nostra eroina aveva proprio voglia!



Q come...
....Qui Quo Qua!

mercoledì 21 settembre 2011

Di isola in isola - parte I

A volte un'isola è la cura del tempo
A volte un'isola è solo isolamento
[Fuori o dentro - N. Fabi]

Dopo aver dato la precedenza, come è ovvio, al nostro abbecedario e alla sua Q (siamo già alla Q, come corre il tempo!) è tempo di parlare un po' dell'ultimo viaggio della nostra eroina. Questa volta, come dice il titolo di questo post, si è trattato di un viaggio da un'isola a un'altra, dalla Sardegna alla Sicilia, da Cagliari a Palermo!


Di Palermo avevamo già parlato qui quo e qua e ne conservavamo un ottimo ricordo (non solo culinario!). Questa volta in realtà la meta designata era Mondello, ma visti gli orari del volo diretto CA - PA, la nostra eroina e i suoi prodi compagni di viaggio hanno avuto modo di fare una passeggiata sotto il sole (prima, vedi sotto) e sotto la pioggia (dopo, vedi sopra) nel splendido capoluogo siciliano.


A parte le foto di cui sopra, in questo post vorremmo elogiare la creatività dei venditori...


...dei pescatori...


...con una menzione speciale per il geniale Pino!


Come sapete però questo è un blog di cucina e quindi vi diamo un assaggio virtuale del nostro pranzo alla famosa Antica Focacceria S. Francesco.


Nell'indecisione sugli antipasti da prendere, essendo in 3 abbiamo optato per 3 antipasti da dividere da bravi fratellini.




A seguire un piatto di pasta alla Norma,


involtini di pescespada,


e mix involtini...


per finire con dei dolci strepitosi!




Q come...
...Qualità e Quantità