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venerdì 1 settembre 2023

N di Nepente / Stufato di cinghiale al Nepente di Oliena / Italia

Oggi parliamo di dove acquista gli ingredienti la nostra eroina. Questo gioco racchiude in sé diversi giochi e diverse sfide:

  1. Trovare un ingrediente con la lettera che tocca e, possibilmente, un ingrediente speciale (senza tralasciare quelli caratteristici della lettera)
  2. Trovare una ricetta tipica di qualche parte del mondo con l'ingrediente al punto 1
  3. Selezionare tra i paesi del mondo quelli che ancora non sono stati colorati
Insomma, capite bene che la testolina della nostra eroina è sempre lì che rimugina su ingredienti, paesi e chiede a Google, a Bard, ad amici, parenti suggerimenti e idee... perché si sa, i progetti che vincono sono quelli in cui si collabora tutti assieme. 
Il punto è che, a seconda dell'ingrediente, non è che la nostra eroina accede alla app del suo supermercato di fiducia e procede con l'ordine. Ci sono ingredienti e ingredienti. Alcuni li porta a casa il supermercato di fiducia, altri il colosso mondiale dell'e-commerce, altri li cerchiamo direttamente al mercato o nelle botteghe barcellonesi (che magari consegnano pure a domicilio, ma non necessariamente, la nostra eroina giusto oggi si è fatta la sua ora di passeggiata per recuperare una O che vi presenterà presto). E poi c'è lui, l'ingrediente del giorno, che è arrivato a Barcellona nello zainetto della Trattora di ritorno dalla Sardegna e comprato in aeroporto. Never give up, direbbe quello!

Ricetta che la nostra eroina poi manco conosceva, ma per questo ci sono gli amici che bazziccano per il nuorese e le hanno consigliato questo stufato ricco di sapori... Ah sì, quasi dimenticavamo un dettaglio, anche per comprare il cinghiale la nostra eroina si è fatta 1 ora di passeggiata, ma perché le piace camminare, sia chiaro, che nessuno pensi che la metro di Barcellona ha smesso di funzionare! Unire l'utile al dilettevole, direbbe quello!


N di Novità

domenica 30 aprile 2023

F di Fregola / Fregola con granseola al Vermentino / Italia

Aiu' non ha fatto in tempo a finire di raccogliere le ricette con la E che i suoi amati (amati???) TeleCookers erano già arrivati alla F, complice, però, lei stessa. No no, non stiamo farneticando, non più del solito per lo meno. Durante la sua visita in terra sarda in settimana santa e con la testa che non smette di pensare a ingredienti e lettere, la nostra eroina ha trovato una F perfetta, figlia della sua terra natia e ha pensato di farla provare ai suoi amici TeleCookers che in Sardegna non ci sono (ancora) stati.


Così consegnato l'ingrediente ai membri VIP del team, bisognava trovare una data in cui potessero esserci tutti, senza partite di calcio, scacchi, o pallavolo dei mini-TeleCookers e senza altri intoppi nelle vite adulte. Il 29 era perfetto per tutti e considerando che il post con la ricetta esce il giorno dopo, la data era l'ideale per essere i primi a inaugurare la F.

F come Felicità

domenica 19 agosto 2018

Insalata di polipo alla sarda

Ricordo un pomeriggio d'estate a casa di mio nonno. Eravamo seduti a prendere un po' di fresco in balcone e mentre mio padre e suo padre chiacchieravamo, io bimba sfogliavo una rivista che avevo trovato lì. Non so perché, non so cosa attirò la mia attenzione, ma mi ritrovai a leggere un articolo che parlava di polpi. Credo avessero fatto un qualche tipo di studio. Ricordo solo la conclusione dell'articolo: il polpo è un animale intelligente.
Quel ricordo è rimasto impresso nella mia memoria e un po' tutti tra familiari e amici mi hanno sempre preso in giro perché io spiegavo a tutti che il polpo è un animale intelligente.
Da poco in ascensore a lavoro, con il mio collega che saliva con me in ufficio ci siamo trovati a parlare di polpi (misteri di un centro tecnologico in estate) e lui ha detto "sì, perché la gente non lo sa, ma il polpo è un animale intelligente". Avrei voluto abbracciarlo :-) Dopo tanti anni avevo trovato qualcuno che sapeva la verità sul polpo!!!


Ecco, dopo tutto questo preambolo e questa ode al polpo e alla sua intelligenza, ora pare un po' brutto metterlo in pentola per cuocerci questo piatto. Ma nonostante l'angolo della cultura, questo rimane pur sempre un blog di cucina e di ricette si deve parlare

Questa ricetta parla sardo e l'abbiamo presa da questo libro...


Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 polipo di almeno 1 kg
  • 1 bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 2 spicchi d'aglio
  • sale
  • pepe
Preparazione:
  1. Portate a ebollizione dell'acqua in una pentola capiente e, tenendo per la testa il polipo, immergetelo per tre volte consecutive nell'acqua bollente.
  2. Cambiate l'acqua della pentola, salatela e mettete a freddo il polipo.
  3. Portate lentamente a ebollizione, mettete un coperchio e lasciate cuocere per oltre 1 ora e mezza. Pungete il polipo con i rebbi di una forchetta per essere sicuri che sia diventato tenero.
  4. A cottura ultimata, scolate il polipo e lasciatelo raffreddare, quindi tagliatelo a pezzetti e disponeteli in un'insalatiera.
  5. Emulsionate un bicchiere d'olio, due cucchiaiata d'aceto, l'agio e il prezzemolo tritati, sale e pepe.
  6. Versate il condimento sul polipo, mescolata e lasciatelo riposare almeno un'ora prima di servire.
So smart, so good...


domenica 29 aprile 2018

Malloreddus furriaos

La settimana scorsa abbiamo scelto un libro bilingue e questa settimana facciamo lo stesso. Il libro in questione ci parla in sardo e in italiano. Sì, questa settimana Aiu' (cioè io) ha deciso di portarvi nella sua terra natia, nella sua isola, per farvi provare un piatto che neanche lei conosceva (per questo esistono i libri e la voglia di sperimentare, no?).


Per preparare la ricetta vi servono pochissimi ingredienti e, soprattutto uno, è veramente tipico della mia Terra: i malloreddus. Sicuramente nella vostra città li troverete facilmente, magari sotto il nome di "gnocchetti sardi". Anche qui volendo andare a cercarli sicuramente si trovano, ma io me li porto direttamente in valigia. Non saranno a km 0 però almeno sono gli originali, che è la cosa importante.


E anche se la ricetta è della zona del nuorese, vi lascio con questa immagine della mia città (con il mio faccione come regalo).


Ingredienti (per 1 Aiuolik):
  • 80 g di malloreddus
  • 50 g di pecorino freschissimo
  • 50 g di caprino freschissimo
Preparazione:
  1. Sciogliete i formaggi in una padella antiaderente, dopo averli tagliati a piccoli pezzi.
  2. Cuocete la pasta al dente, scolatela e fatela saltare nella padella, mescolando bene con i formaggi fusi.
  3. Una volta amalgamati tutti gli ingredienti, servite ben caldo.
Nota: "furriaos" significa "rigirati con energia" e quindi è chiarissimo il nome della ricetta!

Pappa e citti

martedì 28 aprile 2015

L'Abbecedario Culinario Mondiale: Pizzetta sfoglia

Chi avrebbe mai detto che questa ricetta, nata per caso in Trattoria per sopperire al desiderio di pizzetta sfoglia di Aiu', sarebbe poi finita persino nell'abbecedario! Noi no che non l'avremmo mai detto, tant'è che il post non l'avevamo mai preparato. Però, pensa che ti ripensa, la nostra eroina ha detto a se stessa che sì, questa ricetta per la tappa antartica va benissimo. Niente prodotti freschi!


Quindi la nostra Brii si trova un'altra ricettina per la sua tappa che a quanto pare sta iniziando a prendere forma e timidamente le viaggiatrici propongono qualcosa! E noi con loro :-)

Ingredienti (per circa 10 pizzette):
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • passata di pomodoro
  • capperi sotto sale (lavati e scolati)
  • filetti di acciughe sott'olio
  • latte a lunga conservazione (per spennellare)
Preparazione:
Accendete il forno a 180º, stendete la pasta sfoglia sul piano da lavoro, con un tagliapasta rotondo preparate la base, mettetevi sopra un cucchiaino scarso di passata di pomodoro, 1 cappero e un filetto d'acciuga.  Chiudete con un altro cerchio di pasta sfoglia, premete bene sui bordi e spennellate con un poco di latte. Infornate per circa 15-20 minuti e lasciate raffreddare su una gratella.


lunedì 24 febbraio 2014

Cruxionis

Tra una ricetta europea e l'altra, tra le nostre bozze giaceva questa ricetta sarda sardissima (come si vede già dal nome). Ricetta in uno dei tanti momenti social-culinari ormai diventati un classico tra Aiu' e i suoi amici spagnoli. Siccome la curiosità riguardo la pasta va sempre per la maggiore, quella volta lì, Aiu' propose questi ravioli che lei aveva conosciuto grazie alla nonna di Uncle tanti anni prima (e ricetta trovata qui).

Tutto molto social come sempre: c'è chi seleziona la musica su Spotify, chi adora impastare, chi s'incanta a guardare la macchina per la pasta che tira la sfoglia, chi mette il ripieno... Il risultato dei super-mega-ravioli: enormi e ciccioni. Dimensioni a parte, buonissimi!

Ingredienti:

  • per il ripieno 
    • 1 kg ricotta di pecora 
    • 3 tuorli d'uovo 
    • la buccia grattugiata di un limone 
    • la buccia grattugiata di un arancia 
    • 2 buste di zafferano 
    • 200 gr. di zucchero 
    • 100 gr. di farina
  • per la pasta 
    • 500gr farina 
    • 500gr semola fine 
    • 3 albumi d'uovo
    • 2 uova intere acqua 
    • sale q.b. 

Preparazione:
Lavorate la ricotta con una forchetta e rendetela un pò cremosa. Pian piano aggiungete quindi tutti gli ingredienti.  
Preparate la pasta con la farina, la semola, le uova, l'acqua e il sale. Lavoratela sino a quando non sarà ben elastica Stendetela con la macchina per la pasta e formate delle strisce. Con un cucchiaio posizionate delle palline d'impasto su una striscia di pasta. Prendere un'altra striscia e ricoprire sigillando bene con le dita e schiacciando attorno alle palline per far aderire bene. Tagliate con la rotellina i ravioli, cospargeteli di semola e pungeteli con un ago in modo che tutta l'aria fuoriesca. 
Lasciate riposare prima di cuocerli. Cuoceteli in abbondante acqua bollente per circa 10-15 minuti (dipende dalla grossezza della pasta).
Condite con sugo semplice di pomodoro e una spolverata di pecorino sardo.

Chuť domova

venerdì 10 gennaio 2014

Confettura di mirto

Il facilone è colui che pubblica qualcosa su Internet senza pensare a chi poi leggerà. EsempioPer accompagnare i formaggi: marmellata di pomodori, miele, pesto e marmellata di mirto. Ecco, quest'ultima era veramente buona e Aiu' ha pensato a tutte le bacche del suo giardino e al fatto di non averci mai pensato prima!

Il credulone è quello che legge qualcosa su Internet e ci crede "perché è scritto su Internet". Esempio: Sign.ra Doriana leggendo il post gamberotto crede che la marmellata di mirto sia buona come assicura Aiu' e si incuriosisce.

L'entusiasta è quello a cui proponi qualcosa e subito ci si butta a capofitto senza pensare alle conseguenze. Esempio: Sign.ra Doriana chiede ad Aiu' "Se procuro il mirto, proviamo a fare la marmellata?" e Aiu', pur sapendo che il "proviamo a fare" significa "tu e Una Mela fate" e pur non avendo idea della ricetta, risponde "sì!".

La persona di parola è quella che se dice una cosa la fa. Esempio #1: Sign.ra Doriana ha procurato le bacche. Esempio #2: Aiu' ha preparato la marmellata, ovvero la confettura, coinvolgendo Una Mela.

Il saggio è quello che apprende dai propri errori e si impegna a non commetterli di nuovo. Esempio: Aiu' e Una Mela concordano sul fatto che "mai più un'altra confettura di mirto".

Il predicatore è quello che sparge il verbo perché altri non caschino negli errori di sempre. Esempio: questo post e questo avviso: non fate la confettura di mirto a meno di non avere tanto tempo a disposizione, tanta forza nelle braccia e tanta pazienza. 

La ricetta nasce dalla fusione di quelle trovate qui, qui e qui.



Ingredienti:

  • 500 gr. di bacche di mirto
  • 300 gr. di zucchero
  • succo di 1 limone
  • 1 mela piccola tritata

Preparazione:
In una pentola capiente mettete le bacche di mirto lavate, aggiungete lo zucchero e il succo di limone, mischiate e lasciate macerare tutta una notte.
Il giorno seguente, mettete la pentola sul fuoco e cuocete sino a far sciogliere completamente lo zucchero. Togliete dal fuoco, filtrate il liquido e con il passapomodoro tritate le bacche. Prendete quindi la parte che rimane nel passapomodoro e passatelo in centrifuga per massimizzare la quantità di liquido.

Nota: abbiamo provato a passare direttamente in centrifuga, ma il risultato è che le bacche non vengono "strizzate" a dovere. Se non avete la centrifuga dovete accettare l'amara realtà di buttare parte del frutto.
La vostra cucina in un certo momento avrà questo aspetto :-)


Una volta estratto tutto il liquido, aggiungete la mela tritata e rimettete sul fuoco. Mantenete sul fuoco sino a che il liquido prenderà la giusta consistenza che verificherete con la prova piattino.

Nota: essendo più una gelatina che una confettura, se passate il momento giusto, otterrete una consistenza collosa.

Togliete dal fuoco e invasate immediatamente in vasetti sterilizzati e che metterete sottovuoto lasciandoli capovolti qualche minuto.

Li għeja

mercoledì 2 ottobre 2013

Insalata di fregola

Visto che a quanto pare domani è previsto un cambio del tempo, dobbiamo fare presto per offrirvi, cari clienti della Trattoria più famosa del Web, le ricette estive che stanno ancora qui nella bozza. Poi, se il cambio climatico sarà veritiero, metteremo via anche il costume da bagno e tutto il resto.

La nostra amica Ceci, venuta in visita in Sardegna quest'estate, è rimasta colpita dall'insalata di riso, ma non dalla sua esistenza in sé (no, qui in Spagna non ve n'è traccia), quanto piuttosto dalla sua abbondanza. "Oggi rimaniamo a pranzo al mare, preparo un po' di insalata di riso" (anche perché, secondo dove vai, non trovi neanche un baretto con più di due tipi di panini imbottiti, grrrr). "Dai, vi fermate a pranzo? Ho preparato insalata di riso per tutti". O ancora, "per antipasto ho preparato un po' di insalata di riso ai frutti di mare". 

Premessa di costume (non da bagno) a parte, un giorno Aiu' decide di prepararsi per il pranzo del giorno dopo un po' di insalata di riso. Il riso era già stato pesato, l'acqua iniziava a frigolare giungendo alla bollitura e Aiu' pensò: "esiste quella di riso, quella di couscous, quella di couscous gigante, quella di pasta, come sarà quella di fregola?". Facile, si rimette a posto il riso, si aspetta che l'acqua raggiunga il punto di bollitura e si getta dentro un po' di fregola. Il resto, al giorno dopo :-)

Che dite? Lo volete sapere ora? Beh, se questa ricetta super semplice è arrivata in Trattoria, vuol dire che alla Trattora è piaciuta!

Ingredienti (per 1 Aiuolik e mezzo):
  • 3 manciate di fregola
  • 1 pomodoro
  • mais
  • due manciate di olive nere
  • 160 gr. di tonno sgocciolato
  • 3 carote
  • 1 cetriolo piccolo
  • 1 uovo sodo
  • olio extravergine d'oliva
  • sale

Preparazione:
Cuocete la fregola in abbondante acqua salata, scolate al punto e lasciate raffreddare. In un insalatiere mischiate tutti gli elementi tagliati a pezzi, aggiungete quindi la fregola, condite con un po' di olio e sale e mettete a raffreddare per qualche ora.

Σαρδηνία

mercoledì 28 agosto 2013

Preparati per noi: Astice alla cagliaritana

Ci voleva un "preparati per noi" e non solo perché stiamo parlando dell'astice (in castigliano, bogavante) che alla nostra eroina piace tanto. Ci voleva perché ci fa ricordare quei 10 giorni scarsi passati in terra natia con i parenti, gli amici, la sabbia bianca e fine e il mare pulito e caldo.


E poi sì, insomma, è sempre bello quando qualcuna cucina qualcosa per noi. Non trovate?
E così torna su questi monitor Una Mela che in una calda mattina di Luglio ha preparato questo astice alla cagliaritana, un po' di campanilismo ogni tanto non guasta mica!

Ingredienti (per 4 persone):
  • 2 astici
  • 1 limone
  • 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • sale
  • pepe
  • per il court-bouillon
    • 30 gr. di burro
    • 1 carota
    • 1 cipolla
    • 1/2 bicchiere di Vermentino di Sardegna
    • un ciuffo di prezzemolo
    • 2-3 foglie di alloro
    • 1 rametto di timo
    • sale
    • pepe in grani
Preparazione:
Mettete in una pentola capiente gli ingredienti per il court-bouillon e portate a ebollizione. Tuffateci dentro gli astici e lasciateli per circa mezz'ora. Quindi scolateli, apriteli con un coltello affilato ed estraete la polpa. 
Tagliata la polpa a fette e disponetele su un piatto di portata. Emulsionate l'olio, l'aceto, il succo di limone, il sale e il pepe. Irrorate con questa salsa le fette di astice e lasciate insaporire prima di servire.

Hummer 

mercoledì 26 giugno 2013

Fregola con buttifarra

Alla domanda "che cosa ti manca della Sardegna?", Aiuolik si trova sempre un po' a disagio e non sa bene che rispondere. Forse anche perché come direbbe Daniele:
A domandarti come stai,
si corre sempre un certo rischio.
Il rischio che risponderai
e questo normalmente sai, non è previsto! 
La risposta infatti sarebbe più articolata di un semplice elenco di cose ma questo richiederebbe troppo tempo e, anche, troppe spiegazioni.
Diciamo invece che cosa non le manca: la cucina! Come???? Sì, perché la cucina la fa chi cucina, gli ingredienti si possono recuperare per varie vie, comprandoli qui, per esempio, o portandoli con sé in valigia dopo un viaggetto in terra sarda. Quindi, dato che chi cucina è Aiu', gli ingredienti, quelli che mancano perché qui inesistenti, possono sempre viaggiare in valigia con lei, di quando in quando. E se qualcosa non si può portare (come la salsiccia o le pizzette) allora si mangiano in loco. La vita va avanti, fossero questi i problemi!


Ecco dunque che grazie allo zio Luca, un pacco di fregola fatta a mano è giunta in valigia sino a Barcellona e la nostra eroina l'ha preparata per i suoi amici nella versione suggerita da chi quella pasta l'ha creata: ovvero con la salsiccia. A dir la verità, qui Catalunya e Sardegna si mischiano assieme e al posto della salsiccia campidanese nel piatto dei nostri amici è arrivata la buttifarra catalana, ottimo sostituto :-)

Ingredienti:
  • fregola (70 gr. per persona)
  • buttifarra
  • vino bianco
  • passata di pomodoro
  • brodo di carne
  • olio extravergine d'oliva
Preparazione:
Fate rosolare la buttifarra ridotta a pezzetti e senza la pelle in una padella con l'olio. Versate quindi la fregola e fatela tostare. Versate un po' di vino e fate evaporare. Coprite con passata di pomodoro e quindi aggiungete abbondante brodo. Fate cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti. Servite calda.

Sardinia meets Catalunya

mercoledì 1 maggio 2013

Preparati per noi: Filindeu

C'era una volta la rubrica "Preparati per noi", ovvero quella che compariva dopo un invito a pranzo o a cena in cui i Trattori assaggiavano qualcosa di particolare, insolito, mai provato. Ora con la Trattora a Barcellona, mantenere la rubrica è un po' più difficile, anche perché l'interesse è quello di cucinare qualcosa di spagnolo o catalano direttamente con gli amici del luogo.

Nel suo viaggio Spagna-Italia-Inghilterra-Germania-Austria-Spagna senza passare dal via, la tappa italiana era, ovviamente (ma non troppo, conoscendo la nostra eroina), in terra sarda e così Una Mela una sera le ha preparato il Filindeu che lo zio Luca aveva portato direttamente da Nuoro qualche giorno prima.

Che cos'è il filindeu? Questo:


Ovvero, una pasta finissima che richiede una lunga preparazione e molta manualità e che viene cucinata in brodo e accompagnata da formaggio freschissimo, un po' acidulo. Diciamo che dandovi la spiegazione vi abbiamo anche dato la ricetta :-) Ma siccome siamo tipi precisini (almeno qualche volta), la ricetta la riportiamo anche come di consueto e come ci si aspetta da un blog serio come il nostro!

Ingredienti (per 4 persone):
  • 1 l. di brodo di pecora
  • 120 gr. di filindeu
  • 160 gr. di formaggio fresco
Preparazione:
Portate il brodo a ebollizione e versatevi il filindeu a pezzi di 2-3 cm. Lasciate cuocere per circa 3 minuti e aggiungete il formaggio precedentemente tagliato a cubetti. Lasciate cuocere ancora 2 minuti affinché il formaggio si sciolga. Togliete dal fuoco e servite.

Sardinien

mercoledì 24 aprile 2013

Sapori di casa #3

Ecco la nostra eroina tornare a parlare di un po' di sapori di casa, quelli che a volte mancano in terra straniera. E per raccontarli si mette la sua veste da Gamberotta!

Essere Gamberotti implica essere disposti a porsi delle sfide. 

Così per esempio, una sfida è stata ed è: "mangiare in un ristorante italiano ubicato in X, con X ≠ 'città italiana' ". E i nostri eroi hanno già superato la prova per X = {Francoforte, Hong Kong, Glasgow, Barcellona}

Un'altra sfida è stata invece "ordinare e mangiare la pizza di Telepizza", anche questa terminata con successo e documentata

La sfida che ancora mancava era "mangiare in un ristorante sardo ubicato in X, con X ≠ 'città sarda', con supersfida "X ≠ città italiana' ".  Ecco, ancora mancava ed eccoci a raccontarvi la nostra prima esperienza.

Aiuolik si trovava in UK per celebrare la Pasqua e con l'Incredibile Burp erano propensi ad andare a mangiare in uno di quei pub inglesi che alla nostra eroina piacciono tanto. Un sunday roast e una pinta di Ale, perché no... Perché gli amici italiani di Burp non la pensavano alla stessa maniera e hanno suggerito caldamente di provare un ristorante sardo! E sfida sia!


Su consiglio di un altro italiano (non sardo!) che ci era già stato, il nostro pranzo pasquale è avvenuto presso il ristorante Little Sardegna
Se arrivate, come noi, per primi, può capitarvi che la pompa di calore ancora non sia accesa e che il bagno sia occupato dalla cameriera che crede che siate uno dei suoi colleghi che vuole farle uno scherzo. Ma, freschetto a parte, lungi da noi lamentarsi di chi a lavoro trova ancora il tempo e la voglia di ridere un po' tra colleghi!

Il menù offre antipasti e primi. E i secondi? Sono scritti su apposite lavagne appese alle pareti, assieme ai piatti del giorno. Idea carina per chi cambia spesso piatti del giorno anche in funzione della stagionalità.

Per gli antipasti ci facciamo consigliare dal one-man-band che gestisce il ristorante, prende le ordinazioni, mette la musica (italiana!), intrattiene gli ospiti raccontando aneddoti del suo paese e del suo attuale lavoro. Il nostro amico ci consiglia un antipasto di salumi misti e quando chiediamo che cosa abbia ci risponde "salsiccia, prosciutto, culatello...". "Culatello? Ma non è della zona di Parma?" gli fa notare uno dei nostri commensali e la risposta fu "Ma perché pensi che in Sardegna la mortadella non la mangiamo?". Aiuolik rimane un po' delusa dalla risposta (e dalla presenza del culatello, per quanto le piaccia) e chiede "ma il prosciutto è quello sardo?". Risposta verbale affermativa e antipasto con culatello e prosciutto di Parma. Aiuolik questa non gliel'ha perdonata, e sì che l'ha capito che almeno due commensali sono sardi!


Tutto buono per carità, in particolare la ricotta salata (sì, non è un salume, grazie, lo sappiamo).
Sempre su consiglio del proprietario, ordiniamo dei moscardini che Aiuolik non può giudicare perché non è amante del genere, ma che Burp assicura fossero buonissimi.


Infine, un terzo antipasto a base di pescespada affumicato, questo sì che è stato mangiato anche dall'Intrepida che può assicurare che era buono.


Come primi piatti, scegliamo in maniera indipendente e ognuno ne prende uno diverso per poter assaggiare di tutto un po'.


Culurgiones di patate, molto buoni anche se a noi piacciono con un poco più di menta e la rucola in cima in Sardegna non si è mai vista.


Larighittas con arselle e bottarga. Ottime, voto pieno.


Ravioli al salmone, onestamente a noi sconosciuti (ma il mitico proprietario è del nord Sardegna, per cui  ci affidiamo a lui). Molto buoni, ricchi di ripieno e di condimento.

E per secondo? Siamo a Pasqua, non ci hanno fatto mangiare il sunday roast. siamo in un ristorante sardo e su una delle lavagne compare la scritta "agnello al forno". Nessun dubbio quindi!


Prima di arrivare al dolce e, infine, alla tabella, alcune note di colore. 
Rispetto al freddo inizio senza pompe di calore, il locale si riscalda anche grazie ai clienti che arrivano. C'è solo una coppia inglese, tutti gli altri sono italiani e, a quanto ci sembra, non è la prima volta che capitano da quelle parti.
La cameriera merita una menzione d'onore perché alla richiesta di un cappuccino con latte scremato (non solo italiani nella nostra tavola!), non avendo il latte scremato, non si perde d'animo. Si mette il cappotto, attraversa la strada, va al negozietto di fronte (di quelli che aprono anche durante un bombardamento aereo) e torna con un bric carico carico di...latte scremato!
Il titolare-cameriere-consigliere-musichiere mette musica a richiesta (anche se "Passerotto non andare via" a lungo richiesto dal tavolo a fianco non l'ha mai messo) e quando scopre (!) che due giorni prima era morto Jannacci, mette una canzone di Gaber che duetta con Jannacci. 
La musica è un po' alta, ma abbiamo anche notato che il volume è aumentato quando i due inglesi hanno lasciato il locale e nuovamente diminuito quando, verso le 5, un inglese è entrato per mangiarsi un piatto di cozze.
Musica e riscaldamento a parte, l'ambiente è quello che è, trovare due sedie uguali non è impresa facile ma la tovaglia a quadretti fa tanto trattoria.

Prima di svelare il dolce...parliamo del prezzo: salato. Circa 50 euro a testa. Certo, come fa notare Burp va detto che abbiamo preso un aperitivo a testa, 3 antipasti in 6, 6 primi, 1 assaggio di secondi, 1 bottiglia di vino, 5 dolci. Caffè (e latte scremato), liquori (mirto e limoncello, of course!) e fetta di colomba gentilmente offerti dalla ditta.

Arriviamo infine al dolce! Per fortuna c'era lei, ai nostri eroi non sembrava vero! I nostri eroi ordinano senza pensarci: le sebadas!!! 


Ce la serve con miele millefiori e un'emulsione sciropposa a base di fichi. Siamo sardi, che ce ne facciamo di un'emulsione che noi non avremmo mai messo? Il formaggio non è ottimo, voto medio-basso però per un eroina che vive a Barcellona e un eroe che vive a Londra, ottima approssimazione del loro dolce preferito!

Tabella di Valutazione
Gusto Prezzo Ambiente Cortesia
L'Intrepida Aiuolik 3.75 3.25 2.5 4.5
L'Icredibile Burp 4 4 3.5 3.5
Media Totale 3.875 3.625 3 4

E per voi che siete ancora qui dopo questo lunghissimo post, informazione di servizio: la nostra eroina tornerà su questi monitor lunedì!

venerdì 25 gennaio 2013

Sapori di casa #3

Questa volta Aiuolik una foto alla valigia la stava per fare davvero. Ma non alla parte esterna (anche se la valigia gialla giallissima ha un suo fascino), bensì al suo contenuto. Perché questa volta la nostra eroina, oltre ai carinissimi regali ricevuti in dono per questo Natale e per il suo compleanno, nella sua valigia ha fatto stare mustaccioli, aranzada, torrone, bottarga, fregola e tanti dolcetti (gueffus, sospiri, torroncini, gatò)...e avrebbe portato con sé anche dell'altro se avesse avuto anche qualche indumento da portare e 15 kg da non superare...

Ma come? Quoque tu, Aiuolik, che dici che puoi benissimo mangiare i prodotti locali (e ti piacciono pure) ti sei caricata di cibo? Ebbene, il tutto è stato fatto "for the sake of the culture", ovvero per condividere con i suoi amici spagnoli un po' di sapori di Sardegna!
Prendiamo i mustaccioli per esempio, quelli sardi, di Oristano, sono entrati in valigia per un motivo culturale. Mentre Aiuolik caricava in valigia i suoi, un po' più a sud, un campano caricava quelli napoletani nella sua per uno scambio culturale in tutta regola! E mentre l'aranzada trovava spazio in quell'angolo lì (per chi volesse farla, vi ricordiamo la ricetta), il campano metteva nella sua il roccocò. Signori, la cultura è cultura!


Oltre a questo scambio equo e solidale, una domenica di Gennaio la nostra eroina ha invitato alcuni amici a casa per un pranzo. A parte la parentesi panettiera che ha riportato la nostra eroina ha produrre i tanto apprezzati taralli...


...il pranzo domenicale poteva dichiararsi sardo! Antipasti a base di bottarga: a fettine coi carciofi...


...in polvere con la mozzarella...


seguiti dal piatto forte: la mitica fregola con arselle di uncle-pigoriana memoria, in versione non brodosa, super buonissima, come quella di sempre. E brava Aiuolik!

Smaak van thuis

venerdì 12 ottobre 2012

Sapori di casa #2

Se qualcuno tra i nostri pochi (ma fedelissimi) lettori fosse un addetto al controllo di un qualsiasi aeroporto italiano potrebbe di sicuro confermare la nostra teoria, ovvero che le valigie sono perfette per trasportare cibo avanti e indietro per il mondo. 
Volendo riassumere il concetto, il cibo lo portano: (a) i blogger curiosi di portare a casa un prodotto che da loro non si trova, (b) i turisti di ritorno da un viaggio, (c) coloro che vogliono far provare le specialità della loro terra ai loro amici, (d) gli amici dei blogger per far loro provare qualche prodotto nuovo, oppure (e) gli emigrati di ritorno a casa dopo una vacanza nella propria città natale.

Fino a Settembre, la nostra Aiuolik apparteneva solo alle prime 3 categorie, pur avendo apprezzato molto le persone appartenenti alla categoria d. In valigia Aiuolik ha portato veramente di tutto, dal lievito madre, al fideos, alla farina --quella buona coi semini--, a dolci di tutti i tipi, a prodotti sardi da far assaggiare ad amici... A Settembre però, essendo ora anche lei un'emigrata, il punto c e il punto e sono andati a braccetto. Sì, perché lei di fatto era in Sardegna in vacanza (si fa per dire) e di ritorno ha pensato di portare ai suoi amici spagnoli un po' di prodotti tipici da compartire in un'apposita cena.


E a Ottobre, finalmente la cena. 
Per iniziare carasau da accompagnare con olive e salumi spagnoli (la peste suina non ci permette di fare altrimenti). A seguire malloreddus alla campidanese, cioè non proprio alla campidanese...diciamo un po' alla catalana dato che la salsiccia è stata sostituita dalla buttifarra (e qui sentiamo già le urla in patria che gridano al sacrilegio!)...però il pecorino era sardo. Sì, Aiuolik ha trovato il pecorino sardo qui a Barna!


Da veri italiani, non ci poteva di certo fermare a un primo piatto e così con l'aiuto del napoletano del gruppo (che proprio quel giorno ci salutava prima di partire per altri lidi) in Trattoria sono comparse melanzane (tanteeeeeee), mozzarelle (le ultime presenti nel negozio a voler essere precisi), tanta salsa di pomodoro, altra buttifarra e tanto parmigiano. Sì, avete capito bene: melanzane alla parmigiana per tutti. Anzi, per più che tutti, visto che il lunedì a pranzo tutto i colleghi di Aiuolik hanno provato le melanzane alla parmigiana rimaste (ovvero un'intera teglia!). 


Nella foto di sopra avete già visto i liquori e di certo ora vi aspettate che ora si parli di loro...e invece no, prima un po' di pizza alla Nutella, giusto connubio tra la napoletanità di cui sopra e la Nutella avanzata in ufficio :-)


E per finire sì, mirto e fil'e ferru con accompagnamento di sospiri, anche loro, al mirto!

Unione

venerdì 5 ottobre 2012

Sapori di casa #1

Un recente studio scientifico dimostra che la totalità degli italiani residenti all'estero a cui piace cucinare sono richiesti nelle cucine proprie e altrui per cucinare qualche piatto tipico italiano. 

Siccome, sebbene abituati al giornalismo italiano, siete lettori attenti e sagaci, prima di proseguire, eccovi qualche chiarimento:
  • Q: perché non è riportato nessun riferimento bibliografico allo studio scientifico? 
  • A: perché queste è la sua unica fonte
  • Q: su quanti italiani residenti all'estero è stato condotto lo studio?
  • A: due
  • Q: in quali paesi è stato condotto lo studio?
  • A: Inghilterra e Spagna Catalogna (Catalunya is not Spain!) 
Così mentre l'esperimento pilota in Inghilterra vede il nostro Uncle sfornare più pizze di una normale pizzeria di Napoli, la nostra eroina a Barcellona, in seguito al successo del taller di cucina di cui parlammo qui, è stata invitata a casa di amici a preparare e cucinare i ravioli di ricotta e spinaci (ottimo! La ricotta si trova anche qui!).


Aiuolik ha accettato di buon grado l'invito anche perché giusto il giorno prima dell'evento, era arrivata  nella nuova sede della Trattoria, direttamente dalla vecchia sede della Trattoria, la macchina per la pasta. Purtroppo però in un momento di estremo "divide et impera" nel pacco non erano stati inseriti alcuni oggetti essenziali tra cui il fermo del motore e la manopola, che arriveranno a metà mese assieme allo zio Luca.
Aiutata dal più coraggioso degli uomini presenti, la nostra eroina è andata oltre e il mattarello non è servito!


Rispetto alla ricetta originale c'è stato un piccolo cambiamento, dato che qui trovare il granito è praticamente impossibile, Aiuolik ha suggerito di cercare la semola (che lei qui non ha mai visto) e i suoi amici (molto orgogliosi di ciò) hanno però trovato solo la semola che si usa per il semolino. Aiuolik ha preferito usare la farina 00.


Ma se voi pensate che dopo 100 e passa ravioli, il lavoro della nostra eroina fosse finito lì, vi sbagliate. Si è mai vista una cena senza dolce? No...e quindi...tiramisù! Anche qui, una variante, poiché a due dei commensali non piace il caffè, si è usato il colacao...


E mentre il sugo cuoceva a fuoco lento (come da tradizione), non ci siamo risparmiati neanche la preparazione di un po' di panna cotta (senza praline), per la cena del giorno dopo!

Taller