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lunedì 25 aprile 2011

Abbecedario culinario: Farinata di fagioli

ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio
[Futura - L. Dalla]

Questa nostra F è capitata in un periodo un po' sFortunatello, dato che tra il viaggio della nostra eroina e le Festività pasquali, è Finita un po' nel dimenticatoio... Ma in questo giorno di pasquetta, se anche da voi è nuvolo e piovoso come da noi e magari passate di qui, allora gustatevi virtualmente questa Farinata alternativa. Si tratta di una Farinata di Fagioli che, pare!, sia tipica dell'Emilia Romagna, o almeno così ci vogliono Far credere :-) Il Fatto è che mentre sFogliavamo il libro "La Cucina Regionale Italiana - Emilia Romagna" alla ricerca di ispirazione per l'erbazzone, a Fianco alla ricetta di quest'ultimo abbiamo visto questa Farinata e quindi non ce ne siamo privati (mentre per l'erbazzone, come sapete, abbiamo attinto ad altre Fonti).

Così in questa pasquetta patriottica, ecco il nostro secondo contributo alla F e voi che Fate? Cercate di non sonnecchiare e mandateci le vostre Farinate (o Fainé!).

Ingredienti (per 4 porzioni):
  • 500 gr. di fagioli cannellini secchi
  • 2 rametti di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di olio extra-vergine d'oliva
  • 200 gr. di farina di grano duro
  • 2 cipolle
  • 2 dl. di brodo di carne
  • 70 gr. di formaggi misti a fettine
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
Preparazione:
Mettete in ammollo i fagioli per tutta la notte. Il giorno dopo sgocciolateli e lessateli in abbondante acqua con la salvia, il rosmarino e l'aglio pelato, calcolando 45 minuti circa dal bollore. Scolateli e riduceteli in purea con il passaverdura, aggiungete una presa di sale e una macinata di pepe.
In un tegame abbastanza grande scaldate l'olio, versatevi la farina e fatela tostare mescolando su fuoco moderato per 1 minuto o poco più.
Aggiungete le cipolle pelate e affettate al velo e fatele appassire. Versatevi la purea di fagioli, mescolate, versate sopra il brodo e cuocete su fuoco bassissimo (meglio con lo spargifiamma) per circa 1 ora, unendo altro brodo se occorre.
Spegnete il fuoco, cospargete con i formaggi, coprite con un coperchio e lasciate che questi fondano con il calore che si forma all'interno. Servite subito.

F come...
...Fagioli

venerdì 8 aprile 2011

Abbecedario culinario: Erbazzone (quasi) light

And when you ran to me your cheeks flushed with the night
We walked on frosted fields of juniper and lamplight
[For Emily - Simon and Garfunkel]

Respiro profondo e partiamo…

Gli emiliani non ce ne vogliano, ma abbiamo voluto provare a realizzare una versione light dell'Erbazzone, o almeno ci abbiamo provato. L'idea era:

  • eliminare lo strutto dalla pasta (e l'abbiamo eliminato quasi tutto);
  • eliminare il lardo dal ripieno (e al suo posto abbiamo usato olio extra-vergine d'oliva);
  • eliminare il lardo dalla guarnizione (e questo l'abbiamo fatto).
La ricetta della pasta l'abbiamo presa ancora dal libro di Giuliano Bagnoli che proponeva una seconda versione dell'erbazzone. Questa versione utilizza poco strutto e poi burro e latte.

Il ripieno l'abbiamo ottenuto usando l'olio al posto del lardo per far soffriggere le verdure e poi, come da altra ricetta di Bagnoli, abbiamo usato anche un po' di noce moscata come condimento.

Il lardo sopra è stato eliminato del tutto…

Ora gli emiliani che passeranno di qua, in special modo i reggiani, staranno magari inveendo perché questo NON è l'erbazzone. E noi che diciamo ai nostri amici reggiani? Possiamo dire che l'erbazzone reggiano proposto qui era super-buono e super-saporito… Quello che vi proponiamo oggi è una torta di bietole e spinaci :-) Insomma, non per fare gli emiliani anche noi, ma lo strutto nella pasta e il lardo sopra ci stanno divinamente (la parte preferita di Aiuolik è proprio la pasta). I ripieni sono buoni entrambi, ma un po' di lardo in più, un po' di lardo in meno, tanto vale metterne un po' in più…
Così per fare pace con gli emiliani, ci siamo attirati le ira dei vegetariani. Ma noi non siamo né emiliani, né vegetariani, siam semplicemente Trattori!!!

Ingredienti:
per il ripieno
  • 1,5 kg. tra spinaci e bietole
  • 2 cipollotti freschi
  • 2 spicchi d'aglio
  • olio extra-vergine d'oliva q.b.
  • 1 mazzo di prezzemolo
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
  • 2 uova
  • 100 gr. di parmigiano grattugiato
per la pasta:
  • 300 gr. di farina 0
  • 100 gr. di burro
  • 1 noce di strutto
  • 250 cc. di latte caldo
Preparazione:
Mettete nella macchina del pane (o nell'impastatrice) gli ingredienti per la pasta, verificando che la quantità di latte sia sufficiente o non sia eccessiva (nel primo caso, aggiungete latte, nel secondo farina). Avviate il programma impasto e nel mentre preparate il ripieno.
Dopo averli lavati, tagliate le bietole e gli spinaci a fette sottili, metteteli in uno scolapasta con un po' di sale e lasciate scolare per circa mezz'ora. In una casseruola capiente fate soffriggere i cipollotti tagliati a fettine sottili e l'aglio in poco olio, quindi aggiungete le verdure e fate cuocere a fuoco allegro per far evaporare l'acqua di cottura. Al termine della cottura, regolate di sale, condite con la noce moscata grattugiata e lasciate raffreddare. Quindi aggiungete il prezzemolo tritato, il parmigiano grattugiato e le uova leggermente sbattute.
Quando la pasta è pronta, dividetela in due parti e spianatela con il matterello (2-3 mm.). Ponete una metà sopra una pirofila da forno in modo che copra il fondo e i bordi, versate il ripieno e spianate la superficie. Coprite con il secondo strato di pasta, chiudete bene i bordi e bucherellate con una forchetta.
Cuocete in forno già caldo a 220° per 30 minuti.

E come…
…Emilia Romagna

mercoledì 30 giugno 2010

Ancora un assaggio...

Ehi come passa il tempo, sembra ieri che abbiamo pubblicato le gelatine-cinquine e invece è già passata una settimana!

Ecco dunque la nostra eroina di ritorno da un altro viaggio di lavoro (eh sì, il duro lavoro!) e stavolta il lavoro l'ha portata in riviera, a Riccione (eh sì, il duro lavoro!) con una tappa a Gradara (eh sì, il duro lavoro!). E proprio in questo borgo (uno dei più belli d'Italia!), sede di un amore proibito di cui forse anche voi avete sentito parlare, la nostra eroina ha gustato la cena di cui di seguito vi riporta alcune pietanze (mancano solo gli antipasti). Se vi capita di andar da quelle parti, il ristorante è il Mastin Vecchio!



Ah! Se ancora non ricordate di quale amore proibito si parli, ecco un aiutino:

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
[Divina Commedia - D. Alighieri]



Eccovi dunque la carrellata di foto, domani riprenderemo la normale attività in Trattoria con ricettine MuVarA-made ;-)




A Gradara abbiamo gradito!

lunedì 29 marzo 2010

Gnocco

Avendolo visto solo in foto non sappiamo dire se ci sia venuto bene o male. L'aspetto è abbastanza diverso da quello della nostra Cuoca Pasticciona preferita, il sapore ottimo (soprattutto riscaldato il giorno dopo, parola di Aiuolik)... Il fatto è che non avendo mai assaggiato lo gnocco (il gnocco, mah!?) è difficile dire che ci sia venuto bene o somigliante a quello vero che a quanto racconta la nostra Cuoca Pasticciona è tipico emiliano. Del resto come abbiamo detto non l'abbiamo mai visto o assaggiato, va anche aggiunto che non conosciamo neanche nessun emiliano gnocco :-))) [altro esempio di polisemia, dopo quello del tartufo, ndA].

Insomma, per farla breve, la ricetta l'abbiamo presa qui, di seguito, al solito la nostra versione, che cambia leggermente nei tempi di lievitazione più che nei modi a parte l'aver usato la macchina del pane per l'impasto.

Ingredienti:

  • 300 gr. di farina
  • 100 gr. di lievito madre
  • 50 gr. di lardo a cubetti + alcune fettine sottili per la superficie
  • 2 cucchiai d'olio d'oliva
  • circa 100-150 cc. di acqua

Preparazione:
Sciogliete il lievito madre in un bicchiere d'acqua tiepida. Mettete tutti gli ingredienti "secchi" nella macchina del pane, aggiungete quindi l'olio e il lievito sciolto. Lasciate lavorare ed eventualmente aggiungete dell'altra acqua tiepida. Quando il programma impasto è terminato, togliete dalla macchina, formate una palla, coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa tre ore a temperatura costante di circa 35°. Trascorso quel tempo, il composto risulterà bello gonfio, rimescolate bene e stendete (spessore di circa 1,5 - 2 cm.) in una teglia unta con olio. Sforacchiate con una forchetta e stendete un po' di lardo sopra e lasciate riposare per circa un'ora. Infornate in forno già caldo a 200 ° per circa 30 minuti. Quando la superficie risulta dorata il gnocco è pronto. Consumate tiepido.

Meglio gnocco che gnoccolone!

martedì 5 gennaio 2010

Un assaggio della cucina reggiana - Terza tappa

L'anno scorso vi abbiamo lasciato poco oltre la metà del breve giro gastronomico reggiano della nostra eroina. Eccoci allora all'ultima tappa! Dopo la cena sociale e la visita alla Clinica gastronomica, è la volta del ristorante La Zucca, ovvero il ristorante di Rosy e Roby. Ambiente molto accogliente e cibo delizioso, se siete in zona ve lo consigliamo!



E che si è mangiata la nostra eroina in questo ristorante che dalla descrizione è tutto un programma?


Garaganelli in salsa di noci
(spettacolo!!!)


Costine di agnello su letto di funghi

martedì 22 dicembre 2009

Un assaggio della cucina reggiana - Seconda tappa

Mettiamo da parte un attimo il Natale e i suoi dolci e riprendiamo il nostro viaggio culinario iniziato martedì scorso.

Il secondo capitolo di questa esperienza si è svolto a pochi km da Reggio, in una cittadina chiamata Rubiera, in un locale scelto appositamente per il nome: La Clinica Gastronomica. Poteva esimersi la nostra Aiuolik da provare un locale con un nome così? Ovviamente no! E ha fatto bene dato che il locale è molto accogliente, il cibo buonissimo e l'idea di poter scegliere un po' tutto (a parte i primi) dal carrello portato al tavolo ha il suo fascino.

In quell'occasione Aiuolik (oltre all'immancabile gnocco fritto che si è dimenticata di fotografare) ha mangiato:


Minestra nel sacchetto


Lombo di maiale al barolo (arrosto)
lombata di vitello al latte (arrosto)
prosciutto affumicato (bollito)

Appunti di viaggio di Aiuolik. Ricetta da provare: minestra nel sacchetto!

martedì 15 dicembre 2009

Un assaggio della cucina reggiana - Prima tappa

Ecco che pian piano si torna alla normalità in Trattoria. Il libro dell'Artusi è sempre lì fuori dallo scaffale che ci guarda e ci invita a provare nuove ricette. Ma il post di oggi è il primo di una triade che parla di 1 viaggio e di 3 ristoranti. La settimana scorsa, infatti, in pieno progetto artusiano, la nostra eroina ha affrontato un viaggio di lavoro presso la regione natale di sua Maestà (quando si dice, le coincidenze!) e così in tre tappe vi presenta qualche pietanza mangiata in quel di Reggio Emilia.

La prima tappa, quello che, come ormai dovreste conoscer tutti, va sotto il nome di cena sociale, si è svolta presso il Circolo Equitazione Reggio Emilia (CERE). L'unico difetto del locale è la difficoltà nel raggiungerlo, ma grazie a un buon navigatore e a qualche rotonda qua e là, una volta arrivati a destinazione non ve ne pentirete affatto, com'è successo alla nostra Trattora! Ecco quindi il menù (l'immancabile gnocco fritto, ahinoi!, non è stato immortalato)!

ANTIPASTI

Erbazzone, ciccioli, cubetti di mortadella, olive all'ascolana,
ciliegie di mozzarelle fritte, culaccia

PRIMI PIATTI

Rosetta imperiale

Tortelli verdi alla reggiana

SECONDI PIATTI

Medaglioni di filetto al pepe verde, tortino di patate

DOLCE

Torta al cucchiaio

mercoledì 2 settembre 2009

La piadina di Adrenalina

Hai mai pensato a quel progetto
di esportare la piadina romagnola?

Molti di voi penseranno che quando passiamo nelle vostre cucine e vi diciamo "questa la voglio provare" lo scriviamo solo per gentilezza... Invece no! Il fatto è che le ricette da provare superano di gran lunga i giorni a nostra disposizione e anche se mangiamo qualcosa di diverso tutti i santi giorni (per lo meno a cena) diventa difficile provare tutto quello che vorremmo. Ma se la vita ci assisterà, potremmo anche farcela :-)

Tutto questo per dire che il post di Adrenalina Aiuolik lo lesse nell'aprile del 2008 (2008??? Una vita fa! Bloggisticamente parlando, s'intende) e nonostante la memoria sia quella che sia e che l'informazione non fu registrata con nessuno strumento tecnologico, Aiuolik volendo preparare la piadina si ricordò di averla vista proprio lì e grazie a mamma Google ha cercato direttamente nel blog giusto la ricetta, ovvero questa!

Così canticchiando Freak in Trattoria piadina fu!

Ah un dubbio...Ciboulette sei ancora lì che aspetti la ricetta? Eccola, tutta per te (e peraltri 2-3 clienti). Ricordiamo infatti che questa ricetta è stata usata per il nostro Chicken and mango Italian wrap.

Basta chiacchiere, ecco la ricetta così come l'abbiamo leggermente modificata.

Ingredienti per 4/5 piadine:
  • 250g di farina 0
  • 120g di acqua tiepida
  • 40g di strutto (oppure 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva)
  • mezzo cucchiaino di sale
Preparazione:
Mescolate la farina con il sale, aggiungete lo strutto e poco alla volta l'acqua tiepida. Impastate velocemente fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.
Dividitelo quindi in parti uguali e stendetelo con il mattarello in sfoglie sottili di circa 25cm di diametro.
Mettete la sfoglia in una padella antiaderente molto calda e fatela cuocere per circa 1 minuto per lato, bucherellando le bolle d'aria che si formano durante la cottura.


Facciamo dopo il diploma?

lunedì 25 febbraio 2008

Lentamente...le tigelle!


Alla faccia della giornata della lentezza...Fra aeroporto, scadenze e riunioni oggi è stata una giornata devastante sia per Aiuolik che per Uncle Pigor. E ora, in pre-cena, calmi calmi lenti lenti vi proponiamo la ricetta che vi avevamo promesso questa mattina tramite una foto! Ovvero le tigelle!

Prima una premessa, tanto abbiamo tempo, oggi possiamo prenderci tutto il tempo che ci serve! La tigelleria fu regalata a zia Shaghy da Aldebaran per la laurea e da allora ogni tanto ci si riunisce a Villa Cobolda per mangiare un po' di tigelle in compagnia. Questa volta il pretesto è stato il compleanno del leggiadro Pi (mi raccomando, sabato non perdetevi la torta!!!).

Gli ingredienti già li conoscete, ma noi lentamente ve li elenchiamo:
  • 1 kg di farina
  • 250 ml di latte tiepido
  • 2-3 cucchiai di olio
  • 25 gr. di lievito di birra
  • un pizzico di sale
Preparazione:
Impastate tutti gi ingredienti sino a ottenere un composto semiduro.
Stendete quindi l'impasto e tagliate con l'apposito stampo (noi abbiamo usato bicchieri della nutella).

Fate lievitare per 1-2 ore.
Scaldate quindi lo stampo (senza farlo diventare rovente!) e ponetevi quindi le tigelle.
Cuocete girando lo stampo più volte. Togliete quando le tigelle sono dorate.


E se vi state chiedendo che cosa ci abbiamo messo dentro...la risposta è salumi e formaggi, ma anche la mitica farcia, da ricetta proveniente direttamente da Modena.

Ingredienti:
  • 100 gr. di pancetta non affumicata
  • 3 spicchi d'aglio
  • qualche foglia di rosmarino
Preparazione:
Tritate tutti gli ingredienti fino a che non diventa spalmabile.
Accompagnate la farcia con il parmigiano grattugiato.

Scusate la foto...
...ma vanno mangiate
caldissime :-)