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venerdì 10 gennaio 2014

Confettura di mirto

Il facilone è colui che pubblica qualcosa su Internet senza pensare a chi poi leggerà. EsempioPer accompagnare i formaggi: marmellata di pomodori, miele, pesto e marmellata di mirto. Ecco, quest'ultima era veramente buona e Aiu' ha pensato a tutte le bacche del suo giardino e al fatto di non averci mai pensato prima!

Il credulone è quello che legge qualcosa su Internet e ci crede "perché è scritto su Internet". Esempio: Sign.ra Doriana leggendo il post gamberotto crede che la marmellata di mirto sia buona come assicura Aiu' e si incuriosisce.

L'entusiasta è quello a cui proponi qualcosa e subito ci si butta a capofitto senza pensare alle conseguenze. Esempio: Sign.ra Doriana chiede ad Aiu' "Se procuro il mirto, proviamo a fare la marmellata?" e Aiu', pur sapendo che il "proviamo a fare" significa "tu e Una Mela fate" e pur non avendo idea della ricetta, risponde "sì!".

La persona di parola è quella che se dice una cosa la fa. Esempio #1: Sign.ra Doriana ha procurato le bacche. Esempio #2: Aiu' ha preparato la marmellata, ovvero la confettura, coinvolgendo Una Mela.

Il saggio è quello che apprende dai propri errori e si impegna a non commetterli di nuovo. Esempio: Aiu' e Una Mela concordano sul fatto che "mai più un'altra confettura di mirto".

Il predicatore è quello che sparge il verbo perché altri non caschino negli errori di sempre. Esempio: questo post e questo avviso: non fate la confettura di mirto a meno di non avere tanto tempo a disposizione, tanta forza nelle braccia e tanta pazienza. 

La ricetta nasce dalla fusione di quelle trovate qui, qui e qui.



Ingredienti:

  • 500 gr. di bacche di mirto
  • 300 gr. di zucchero
  • succo di 1 limone
  • 1 mela piccola tritata

Preparazione:
In una pentola capiente mettete le bacche di mirto lavate, aggiungete lo zucchero e il succo di limone, mischiate e lasciate macerare tutta una notte.
Il giorno seguente, mettete la pentola sul fuoco e cuocete sino a far sciogliere completamente lo zucchero. Togliete dal fuoco, filtrate il liquido e con il passapomodoro tritate le bacche. Prendete quindi la parte che rimane nel passapomodoro e passatelo in centrifuga per massimizzare la quantità di liquido.

Nota: abbiamo provato a passare direttamente in centrifuga, ma il risultato è che le bacche non vengono "strizzate" a dovere. Se non avete la centrifuga dovete accettare l'amara realtà di buttare parte del frutto.
La vostra cucina in un certo momento avrà questo aspetto :-)


Una volta estratto tutto il liquido, aggiungete la mela tritata e rimettete sul fuoco. Mantenete sul fuoco sino a che il liquido prenderà la giusta consistenza che verificherete con la prova piattino.

Nota: essendo più una gelatina che una confettura, se passate il momento giusto, otterrete una consistenza collosa.

Togliete dal fuoco e invasate immediatamente in vasetti sterilizzati e che metterete sottovuoto lasciandoli capovolti qualche minuto.

Li għeja

mercoledì 30 ottobre 2013

Confettura di pere

Vi mancavano le nostre confetture? Beh, se considerate che questo post giaceva tra le bozze dal 2011, capite bene quanto manchino anche a noi! Di fatto alla nostra Aiu' piacciono le confetture home made e quasi non riesce a mangiare quelle comprate, se non quelle senza zuccheri aggiunti. Avete presente quelle nelle confezioni monodose-compattose che ogni albergo vi mette lì davanti per la colazione? Ecco, quelle Aiu' non le può proprio più mangiare. Nonostante questo suo astio (l'età si fa sentire anche nei supereroi) di mettersi lì a mescolare frutta su un fornello che, per definizione, emana calore, la nostra eroina non ne è ha molta voglia, soprattutto se si affaccia alla finestra, vede il sole di Barcellona, prende i pattini, la bici o delle semplici scarpe e se ne va in giro. Che ci volete fare, ci sono cose che cambiano...

Però in ricordo del tempo che fu e della confettura che fu e stanca di vedere quella foto ancora non pubblicata, la nostra eroina ha deciso di pubblicare la ricetta della confettura. Mangiata e dimenticata, ormai, ma la cui ricetta sempre risulterà utile (o almeno speriamo) per chi vorrà passare qualche ora davanti a un fornello e a un pentolone :-)

Ingredienti:
  • 1 kg. pere
  • 800 gr. zucchero
  • 1 mela
  • succo di 1 limone 

Preparazione:
Sbucciate le pere, tagliatele a pezzi, eliminate il cuore, quindi mettetele in una casseruola e coprite man mano con il succo di limone. Aggiungete lo zucchero e la mela sbucciata e tagliata sottile. Fate cuocere, mescolando spesso. Superata la prova piattino, spegnete il fuoco e mettete in barattoli precedentemente sterilizzati. Chiudete e mettete in acqua bollente per altri 10 minuti. Estraete dall'acqua, capovolgete i barattoli su un canovaccio e lasciate raffreddare. Conservare al fresco.

Pirn

lunedì 29 luglio 2013

Abbecedario della Comunità Europea: Marmelade

Ecco la Trattora di ritorno, un po' più abbronzata di quando era partita e un po' più riposata. E che cosa troviamo tirando su la saracinesca della Trattoria più famosa del Web (era da un po' che non lo scrivevamo)? Ancora una ricetta per il nostro abbecedario, ancora una ricetta per la nostra tappa inglese. Sì, perché ci sono cose che cambiano e cose che non cambiano :-)

Questa settimana chiudiamo in bellezza con 3 ricette dolci, la vita è amara e così bisogna concederci qualche momento dolce, ogni tanto!

Iniziamo oggi con la marmellata! E non veniteci a chiedere: marmellata di cosa? Perché la marmelade, la marmellata appunto, è solo di arance, tutto il resto è jam, o confettura se siete italiani (come noi). La ricetta in realtà è dell'italianissimo Artusi e la ricicliamo dal nostro primo progetto, però insomma, sempre di marmelade si tratta!

Ingredienti: 
  • 12 arance
  • 1 limone di giardino
  • zucchero bianco e fine quant'è il peso degli aranci
  • acqua metà del peso delle arance
  • rhum genuino, quattro cucchiaiate 

Preparazione: 
Con le punte di una forchetta bucate tutta la scorza degli aranci, poi teneteli in molle per tre giorni cambiando l'acqua sera e mattina. Il quarto giorno tagliateli a metà ed ogni metà a filetti grossi mezzo centimetro circa, gettandone via i semi. Pesateli e solo allora regolatevi per lo zucchero e per l'acqua nelle proporzioni indicate. Metteteli al fuoco da prima colla sola acqua e dopo dieci minuti di bollitura aggiungete il limone tagliato come gli aranci. Subito dopo versate lo zucchero e rimestate continuamente finché il liquido non avrà ripreso il forte bollore, perché altrimenti lo zucchero precipita al fondo e potrebbe attaccarsi alla cazzaruola. Per cogliere il punto della cottura, versatene a quando a quando qualche goccia su di un piatto, soffiateci sopra e se stenta a scorrere levatela subito. Aspettate che sia tiepida per aggiungere il rhum, e versatela nei vasi per custodirla come tutte le altre conserve di frutta, avvertendovi che questa ha il merito di possedere una virtù stomatica. 

Breakfast!

lunedì 1 agosto 2011

Abbecedario culinario: M come Mostarda mantovana

ne hanno scritta una per Francesca che non si trovava,
per Giulia che era brava, per Silvia che ignorava che Luca si bucava,
per Anna che sapeva fare l'amore,
per Gianna Gianna Gianna che aveva un coccodrillo ed un dottore,
a Marinella volata su una stella lassu', e che due palle ci aveva fatto Lisa dagli occhi blu.
Cosi' dopo signora Lia e passerotto non andare via, ecco la mia dedicata alla Maria.
[Maria Maria - Articolo 31]

Per la rubrica "i casi della vita", ecco la mostarda mantovana tratta dal libro Questo l'ho fattio io. Sì, perché questo libro ci è stato regalato a Natale 2010 e Aiuolik nello sfogliarlo decise che la prima ricetta che avrebbe provato sarebbe stata la mostarda mantovana. Così si mise a prepararla ma, non sappiamo cosa sia successo, la ricetta non riuscì e così quando la stessa Aiuolik pensò alle lettere per l'abbecedario alla M scelse mostarda, perché le piacciono le sfide, lo sapete ormai!

Così in contemporanea con la mostarda all'uso toscano di sua Maestà che vi abbiamo presentato la settimana scorsa, abbiamo realizzato la mostarda mantovana con la ricetta presa dal libro di cui sopra. E questa volta la mostarda è riuscita e così eccola entrare di diritto nell'abbecedario...

Ingredienti:
  • 1 kg. di mele
  • 400 gr. di zucchero
  • 1 cucchiaino di senape
Preparazione:
Lavate le mele, privatele della buccia con un coltello e tagliatele a fette sottili. Versate le mele in una terrina e cospargetele con lo zucchero. Lasciatele riposare per 48 ore.
Filtrate il composto, versate lo sciroppo ricavato in una casseruola capiente e fatelo cuocere per 5 minuti. Ancora caldo, versatelo sulla frutta tenuta da parte e mescolate.
Ripetete l'operazione per 2 giorni consecutivi, quindi unite la senape al composto raffreddato, mescolate bene e invasate in vasetti sterilizzati.

M come...
...Mai dire Mai

lunedì 25 luglio 2011

Abbecedario culinario: M come Mostarda all'uso toscano

I want you, I want you, I want you.
I think you know by now
I'll get to you somehow.
Until I do I'm telling you so
You'll understand.
[Michelle - The Beatles]

E' vero per la L non ci siamo impegnati molto e un po' ci è dispiaciuto però il fatto di avere già due ricette belle e pronte e non dover stare a tirare la sfoglia e a metter su il ragù, ci ha un po' impigriti... Se può farvi piacere, però, per la M dovremo lavorare sodo perché noi di mostarde non ne sappiamo proprio niente. L'unico nostro tentativo avvenne in concomitanza con la scelta delle ricette per l'abbecedario e non fu affatto un successo e così, per sfidarci, alla M scegliemmo proprio lei la mostarda.

Risolto il primo problema, ovvero recuperare la senape bianca in polvere (grazie a tutti coloro che ci hanno consigliato su FB, alla fine l'abbiamo presa da Suq con il sussidio di Sign.ra Doriana e Una Mela!) rimaneva da metterci lì frutta alla mano e preparare la mostarda. Vista la paura di sbagliare della nostra eroina e vista soprattutto la sua ignoranza in materia, per il primo tentativo ha chiesto aiuto ancora una volta a sua Maestà e così eccovi la sua mostarda all'uso toscano.

Ingredienti:

  • 2 kg. di uva dolce bianca
  • 1 kfg. di mele reinettes
  • 2 pere grosse
  • 240 gr. di vino bianco (meglio vin santo, dice lui, noi abbiamo usato vermentino)
  • 120 gr. di cedro candito
  • 40 gr. di senapa bianca in polvere
  • cannella in polvere q.b.
Preparazione
Ammostate l'uva come fareste per il vino, e dopo un giorno o due, quando avrà alzato, spremetene il mosto.
Sbucciate le mele e le pere e tagliatele a fette sottili, poi mettetele al fuoco col detto vino e quando l'avranno tirato tutto versate il mosto. Rimestate spesso e quando il composto sarà condensato alquanto più della conserva di frutta lasciatelo freddare ed aggiungete la senapa, sciolta prima con un poco di vino ben caldo e il candito in minuti pezzetti. Conservatela in vasetti con sopra un sottile velo di cannella in polvere.

M come...
...sua Maestà

mercoledì 13 luglio 2011

Confettura di albicocche e banane a cottura ibrida

Il fatto di pubblicare a giorni alterni nasce dall'esigenza pratica di voler ritrovare il tempo di passare a far visita ai nostri blog amici, visto che ultimamente il tempo scarseggia. In realtà di ricette in attesa di essere pubblicate ne abbiamo parecchie, ma, tranquilli, non abbiamo nessuna intenzione di abbassare la saracinesca, per cui ci sarà ancora tempo per pubblicarle tutte!

Così la scelta delle ricette da pubblicare deve essere anche dettata dalla stagione e dal momento. Se vi ricordate la settimana scorsa si parlava di albicocche e della necessità di ricette sempre nuove per gestire la loro abbondanza e così oggi parliamo ancora di albicocche. Le ultime, le più mature, avevano il destino segnato già in partenza, per loro avevamo previsto, infatti, una bella marmellata confettura, tanto quella a colazione non deve mai mancare. Il fato ha poi voluto che nel cestello della frutta nel grande frigo della Trattoria si trovassero anche delle banane ormai quasi stremate dalla vita e così abbiamo promesso di dar loro rinnovata energia e abbiamo pensato all'accoppiata albicocche-banane.

Come sapete però fare la marmellata confettura in inverno potrà essere anche un piacere, ma in estate proprio proprio no... Così memori di alcuni post di amiche e/o nostri abbiamo inventato la cottura ibrida. Ovvero: macchina del pane (1° round) e forno (2° round). Alla fine la marmellata è venuta buonissima e della giusta consistenza, ma visto che siamo qui per dire la nostra, il passaggio in macchina del pane si può evitare e metter tutto dentro il forno.

Ingredienti:
  • 800 gr. di albicocche
  • 200 gr. di banane
  • 700 gr. di zucchero bianco
Preparazione:
Lavate accuratamente le albicocche, dividetele in quarti togliendo il seme e mettetele in una pentola capiente. Sbucciate le banane, tagliatele a tocchetti e mettetele nella pentola assieme alle albicocche. Versate sopra lo zucchero e lasciate macerare per circa 12 ore, mescolando ogni tanto.
Trascorso quel tempo, mettete il tutto dentro la macchina del pane e avviate il programma marmellata. Al termine, trasferite il tutto in una leccarda e mettete a cuocere per circa 1 ora in forno già caldo a 200°. 
Versate nei barattoli sterilizzati ancora calda, rovesciate i barattoli in modo da farli entrare sotto-vuoto e lasciate raffreddare.

L come...
....Libertà

venerdì 4 febbraio 2011

Confettura di mandarini e kiwi

Eccoci davanti a un dubbio amletico: confettura o marmellata? Se la marmellata è solo di agrumi, questa sarà forse una marmellura o forse una confettata? A tutte queste domande non sappiamo rispondere, ma sappiamo per certo che in qualsiasi modo la vogliate chiamare, questo prodotto ci fa compagnia durante la colazione ed è buonissima! La ricetta l'avevamo vista qui da Tania e ci eravamo promessi di provarla, dato che qui le nostre colazioni sono a base di pane e marmellata (pane e confettura è un po' bruttino da dire, non trovate?). Secondo noi, questa ricetta è anche l'ideale per chi non ama le confetture troppo dolci. Insomma, approfittatene ora che ci sono tanti mandarini in giro!

Ingredienti:

  • 500 gr. di kiwi maturi e sodi a pezzetti, pesati senza buccia
  • 500 gr. di mandarini a pezzetti, pesati senza buccia
  • 500 gr. di zucchero

Preparazione:
Mettete tutti gli ingredienti in una pentola a bordi alti e portate a bollore a fiamma bassa. Mescolate continuamente fino a quando la marmellata non raggiunge la consistenza desiderata.

Nota: per verificare la consistenza della marmellata, fate la prova piattino: versate un po' di marmellata su un piattino, soffiate per far raffreddare, se raffreddatasi non scivola è pronta.

Spegnete quindi il fuoco e mettete la marmellata nei vasetti sterilizzati, chiudeteli ermeticamente e capovolgeteli in modo da farli entrare sotto-vuoto. Potete consumarla dal giorno dopo oppure conservarla in luogo fresco e asciutto.

Mi ManKi

martedì 12 ottobre 2010

Confettura di banana con un tocco di cannella

Ricordate le crepes nutellose che abbiamo pubblicato qui? Ecco, in tale circostanza, sotto la luce della luna e quella accecante del faretto di Villa Cobolda, alcuni dei mangiatori discorrevano di quanto ci sarebbero state bene delle fettine di banana per accompagnare crepes e nutella. Al che Aiuolik ha suggerito che magari ci poteva star bene anche la confettura di banana... "Confettura di banana??? Ma non esiste la confettura di banana". Così Aiuolik ha spiegato che invece esiste portando come prove il fatto di averla mangiata in un altro mondo e anche in Trattoria...e poi il principio non dovrebbe essere che ciò che non esiste su Google non esiste e tutto il resto sì? E se interrogate Google ecco che vi risponde! Per fare un quadro completo, aggiungiamo anche che di lì a poco, scordato il capitolo "confettura di banana", sotto la luce della luna e quella accecante del faretto di Villa Cobolda, Pantofoleo raccontava di aver mangiato non ricordiamo più quale tipo di insetto...e nessuno ha battuto ciglio... Mah!

Non sappiamo che pensiate voi della confettura di banana, se però volete sapere la nostra, in Trattoria Aiuolik aveva già sperimentato questa ricetta. Così questa volta ha voluto provare aggiungendo un tocco di cannella, prendendo ispirazione da qui, e con questa confettura la nostra eroina fa colazione proprio in questi giorni...che ci crediate o no :-)

Ingredienti:
  • 1 kg di banane
  • 750 gr. di zucchero
  • 200 ml di acqua
  • 1 grosso limone non trattato
  • 1/2 cucchiaino cannella in polvere

Preparazione:
Preparate lo sciroppo con lo zucchero e l'acqua, aggiungete poi le banane e fate cuocere per circa 20 minuti. Pelate il limone, senza eliminare la pellicina bianca, tagliate la buccia a pezzetti, scottatela in acqua bollente e scolatela. Sbucciate e tagliate a fetta le banane, fatele bollire per un minuto e scolatele. Spremete il limone e versatelo sulle banane assieme alla buccia scottata e alla cannnella. Cuocete, rimestando di tanto in tanto, finché il composto avrà raggiunto la giusta consistenza (verificate con la prova piattino). Versate la confettura ancora calda nei vasetti sterilizzati, chiudeteli ermeticamente e lasciate sterilizzare ancora mettendoli in acqua bollente per 10 minuti. Togliete dal fuoco e capovolgete in modo tale da raggiungere il sottovuoto. Conservate in luogo asciutto sino alla consumazione. Il vasetto una volta aperto va conservato in frigorifero.

 Provare per credere!

lunedì 27 settembre 2010

Marmellata d'uva nera con cottura ibrida

sei diventata
nera nera nera
sei diventata
nera
come il carbon
[Sei diventata nera - Los Marcellos Ferial]

Davanti a qualche grappolo di uva nera abbiamo pensato di farne marmellata. Sapevamo già che il risultato ci sarebbe piaciuto, dato che la ricetta è ormai consolidata in Trattoria (se ve la siete persa, la trovate qui). Dopo il successo della marmellata di susine in forno, però, abbiamo deciso di fare un nuovo esperimento. Poiché la marmellata di uva nera prevede che dapprima si cuocia così com'è, poi la si passi al passaverdura e poi la si cuocia ancora...abbiamo deciso di provare una cottura ibrida, ovvero prima sui fornelli, poi passaverdura, poi forno. La marmellata è venuta ottima e noi abbiamo risparmiato circa un'oretta davanti ai fornelli. Donne moderne...


Ingredienti:
  • uva nera
Preparazione:
Sgranate l'uva, lavatela, mettetela qualche minuto a bagno con un cucchiaino di bicarbonato e quindi risciacquate. Mettetela quindi dentro una pentola e fate cuocere per 1 ora mescolando di quando in quando. Togliete quindi dalla pentola, passate la frutta al passaverdura e mettete la polpa nella leccarda del forno.


Cuocete quindi in forno a 200° per circa un'ora. Togliete dal forno e mettete nei barattoli sterilizzati, quindi fate sterilizzare ancora mettendo i vasetti per 10 minuti in acqua bollente.

Ottima col caprino!

martedì 14 settembre 2010

Confettura di susine rosse al forno

L'abbiamo già detto più e più volte (ma come siamo noiosi!), la frutta qui in Trattoria non viene consumata in abbondanza. Sarà che qui in Trattoria facciamo solo un pasto al giorno, sarà che un frutto a fine cena ci sembra possa essere sufficiente...fattostà che quando la frutta abbonda bisogna trovare delle soluzioni diverse dall'appesantire le buste che l'omino dell'umido porta via nei giorni pari. Così, siccome la colazione la si fa in Trattoria e siccome è ormai consuetudine mangiare pane e marmellata (o confettura che dir si voglia), abbiamo svelato dove finisce la frutta in eccesso. Fare la marmellata in estate ha però un grandissimo lato negativo: fa caldooooooo!!! Così quando abbiamo letto questo post di Tania, abbiamo pensato, più di provare non sarà! Certo, dovete accendere il forno, ma a meno che la cucina non sia la vostra unica stanza, potrete tranquillamente fare le vostre cose altrove, magari in giardino al fresco. Morale della favola, fare la marmellata e nel mentre pensare a tutt'altro è stato per noi un gran successo!

Ingredienti:

  • 1kg di susine rosse mature e sode a pezzetti
  • 250g di zucchero 

Preparazione:
Lavate e asciugate le susine, tagliatele a metà ed eliminate il seme. Tagliatele a pezzetti, unite lo zucchero e mescolate. Trasferitele nella leccarda, infornate in forno già caldo a 200° per circa 1 h, ovvero fino a che la marmellata non raggiunge la consistenza desiderata, mescolando verso la fine della cottura. 

Nota: noi l'abbiamo lasciata a metà del forno per la prima mezz'ora e in alto nella seconda metà. Fate però attenzione a non metterla troppo in alto per evitare che bruci.

Per verificare la consistenza, fate la prova piattino, ovvero versate un po' di marmellata su un piattino, lasciate raffreddare leggermente e mettete il piattino verticale, se la marmellata non scivola, è pronta. Mettete quindi la marmellata nei vasetti sterilizzati, chiudeteli, metteteli in acqua bollente per circa 10 minuti, estraeteli dall'acqua, capovolgeteli su un panno e lasciate raffreddare.

Rosso di sera...

Nota: la foto è veramente brutta, perdonateci ma abbiamo solo questa!

giovedì 26 agosto 2010

Confettura di pesche

Da parecchio tempo ormai in Trattoria c'è l'abitudine di fare colazione con un paio di fette di pane spalmate di marmellata (a volte burro) e un bicchiere di succo 100% frutta. Fin qui niente di strano. Immaginiamo che la stessa cosa accada in tante altre abitazioni. Il fatto è che da parecchio tempo ormai in Trattoria si fa colazione con il pane della Trattoria e le marmellate/confetture della Trattoria. Così ogni 2-3 giorni si panifica (w il lievito madre sempre arzillo e pronto all'opera!) e ogni volta che si ha un surplus di frutta si preparano le confetture.

Questa volta il surplus di frutta era dato dalle pesche di cui abbiamo già parlato qui e quindi confettura di pesche sia! Per la ricetta ci siamo fidati di Gennarino e di questo link.


Ingredienti:

  • 1 kg di pesche passate (pesate sbucciate e denocciolate, vedi dopo)
  • 800 gr di zucchero

Preparazione:
Sbucciate le pesche, tagliatele a pezzi, eliminate il nocciolo, quindi mettetele in una casseruola, senza aggiungere acqua, e fate cuocere, mescolando di tanto in tanto finché non si sarà ristretto il succo che avranno mandato fuori. Passatele nel passaverdura, pesatele e rimettetele sul fuoco con lo zucchero. Mescolate spesso e, superata la prova piattino, spegnete il fuoco e mettete in barattoli precedentemente sterilizzati. Chiudete e mettete in acqua bollente per altri 10 minuti. Estraete dall'acqua, capovolgete i barattoli su un canovaccio e lasciate raffreddare. Conservare al fresco.

Nota: il nostro primo barattolo l'abbiamo consumato pochissimi giorni dopo la preparazione, ma abbiamo scoperto che la confettura è migliore se mangiate dopo qualche tempo (il secondo barattolo docet).

Buona pesca!

martedì 27 luglio 2010

Pesche sciroppate


Che fare quando il vostro vicino di casa vi chiama e vi regala una cassetta di pesche? Per prima cosa, lo sanno anche i bambini!, si dice "grazie" e poi si inizia a pensare a come vincere la lotta contro Sign.ra Maturazione e Sign.ri Vermi

In Trattoria per prima cosa si è pensato alla marmellata e poi, perché no, alle pesche sciroppate. Della prima vi parleremo in un prossimo post, delle seconde vi parliamo oggi. Essendo la prima esperienza trattora di frutta sciroppata, abbiamo chiesto un aiutino a mamma Google che ci ha portato dagli amici di Giallo Zafferano, ovvero a questo post.


Va detto che per fare le pesche sciroppate servono pesche belle sode e va anche detto che le nostre iniziavano a non esserlo più tanto. Abbiamo così usato le meno mature e abbiamo lasciato le altre per la marmellata.

Ingredienti:
  • 1 kg. di pesche
  • 1 l. di acqua
  • 400 gr. di zucchero
Preparazione:
Lavate le pesche e scottatele in acqua bollente per 2 minuti. Aiutandovi con una schiumarola estraetele dall'acqua e mettetele a sgocciolare in un colapasta. Ponete le pesche sotto un getto di acqua fredda e quindi sbucciatele. Una volta sbucciate, tagliatele a metà,  togliete il nocciolo e mettetele in barattoli di vetro sterilizzati.
A parte preparate uno sciroppo versando in un tegame un litro di acqua e 400 gr di zucchero, che farete sciogliere completamente e bollire per qualche minuto. Versatelo quindi sulle pesche poste nei barattoli, fino a ricoprirle completamente. Agitate i vasetti per far fuoriuscire eventuali bolle d'aria, e chiudeteli ermeticamente, poi  capovolgeteli e lasciateli raffreddare.
Prendete una pentola capiente e alta (che possa contenere comodamente i vostri vasetti), sistematevi all'interno un canovaccio pulito e adagiatevi i vasetti, avendo cura di dividerli uno dall'altro con il canovaccio  in modo che durante la bollitura non si rompano urtandosi. Riempite la pentola di acqua coprendo completamente i vasetti. Fate bollire per almeno mezz'ora, estraeteli, asciugateli e riponeteli in un luogo buio e fresco. Consumate le pesche preferibilmente dopo un mese.

Vattel'a pesca'!

venerdì 5 marzo 2010

Marmellata di limoni (quasi) perfetta

I wonder how
I wonder why
Yesterday you told me 'bout the blue blue sky
And all that I can see is just another lemon-tree
[Lemon tree - Fool's Garden]

Post serale in Trattoria visto che ieri notte il sonno ha avuto il sopravvento e Aiuolik è andata a dormire senza passare dai suoi clienti.

Questo weekend vi lasciamo con la marmellata di limoni quasi perfetta. "Quasi" perché è quasi uguale a quella perfetta realizzata da Ciboulette! Il fatto è che ad Aiuolik lo zenzero proprio non piace per cui...però l'albero di limoni della Trattoria era carico carico per cui...


La marmellata è buonissima, ma se vi piacciono le marmellate con poche scorze da spalmare agilmente sul pane, allora questa non fa per voi a meno di non ridurre notevolmente la quantità di scorza utilizzata. Ma basta perdere tempo, il post è già in ritardo di suo, per cui diamo il via alla ricetta!

Ingredienti:
  • 1 kg di limoni
  • 650 g di zucchero
  • 1 bacca di vaniglia
  • 50 ml di rhum scuro
Preparazione:
Lavate e asciugate i limoni. Tagliateli longitudinalmente in quattro, poi affettateli molto sottilmente. Mettete i limoni a bagno in acqua fredda per 8 ore, cambiando l'acqua 2 o 3 volte. Passato questo tempo sgocciolateli e cuoceteli in acqua bollente (l'acqua deve fremere) per circa 5 minuti. Scolateli bene passandoli sotto l'acqua fredda, versateli in una casseruola, aggiungete la bacca di vaniglia e lo zucchero. Mescolate e fate riposare finché lo zucchero sarà sciolto (circa mezz'ora).
Cuocete la marmellata per circa 40 minuti a fuoco moderato mescolando spesso, versate il rhum e cuocete ancora 5 minuti. Togliete dal fuoco e versate nei barattoli che avrete sterilizzato facendoli cuocere in acqua bollente per almeno 10 minuti. Chiudete i vasi e poneteli nuovamente sul fuoco nell'acqua bollente per 5 minuti, estraeteli dall'acqua e poneteli su un piano capovolti. Una volta raffreddati, conservate in dispensa.


Nessuno è perfetto!

martedì 8 dicembre 2009

The Aiuolik Innkeeper's Project: Conserve

We are blown by the wind
Just like clouds in the sky
We don't know where we're going,
Don't know why

Ridendo e scherzando siamo arrivati al 20° capitolo di questa saga. Anche se oggi è un giorno festivo, la nostra Trattora non si ferma mica ed è pronta ad affrontare con voi la sfida sul tema delle conserve. Sua Maestà ne propone diverse più o meno elaborate. Noi abbiamo scelto di andare sul classico un po' per gusto personale e un po' per la stagione in cui ci troviamo. Se optate anche voi per questa conserva (che possiamo chiamare senza paura di smentite "marmellata", se avete dei dubbi, fate un salto qui), tenete conto che dovrete iniziare il lavoro 3 giorni prima di quando effettivamente potrete produrla. Tenete anche conto che questa marmellata è semplicemente buonissima!!!

CONSERVA DI ARANCI

Le conserve e le gelatine di frutta fanno molto comodo nelle famiglie, perché entrano spesso nella composizione dei piatti dolci, sono gustate dalle signore alla fine di una colazione e, spalmate sul pane, sono un ottimo spuntino, nutriente e salubre, pei bambini.

Ingredienti:
  • 12 aranci
  • 1 limone di giardino
  • zucchero bianco e fine quant'è il peso degli aranci
  • acqua metà del peso degli aranci
  • rhum genuino, quattro cucchiaiate
Preparazione:
Con le punte di una forchetta bucate tutta la scorza degli aranci, poi teneteli in molle per tre giorni cambiando l'acqua sera e mattina. Il quarto giorno tagliateli a metà ed ogni metà a filetti grossi mezzo centimetro circa, gettandone via i semi. Pesateli e solo allora regolatevi per lo zucchero e per l'acqua nelle proporzioni indicate. Metteteli al fuoco da prima colla sola acqua e dopo dieci minuti di bollitura aggiungete il limone tagliato come gli aranci. Subito dopo versate lo zucchero e rimestate continuamente finché il liquido non avrà ripreso il forte bollore, perché altrimenti lo zucchero precipita al fondo e potrebbe attaccarsi alla cazzaruola.
Per cogliere il punto della cottura, versatene a quando a quando qualche goccia su di un piatto, soffiateci sopra e se stenta a scorrere levatela subito. Aspettate che sia tiepida per aggiungere il rhum, e versatela nei vasi per custodirla come tutte le altre conserve di frutta, avvertendovi che questa ha il merito di possedere una virtù stomatica.
Del limone si può fare anche a meno.

Il tocco di Aiuolik:
Innanzitutto, Aiuolik non ha fatto a meno del limone (del resto con un alberello in giardino pronto all'uso, perché farne a meno?). Sul rhum, poi, è andata sul sicuro: Ron Barcelò (il rhum preferito della nostra intenditrice di fiducia, aka Susana).
Inoltre alcune note sulla sterilizzazione dei barattoli: mettete ciascun barattolo e ciascun coperchio in un'abbondante pentola colma d'acqua che porterete a ebollizione. Una volta raggiunta l'ebollizione lasciateli lì per circa 5-10 minuti. Dopodiché, aiutandovi per esempio con le pinze per gli spaghetti (in tal caso avrete fatto bollire anche loro), tirateli fuori e riponeteli capovolti sopra un panno pulito. Dopo qualche secondo sono pronti per essere riempiti, con un mestolo in metallo anch'esso opportunamente sterilizzato. Una volta riempiti, metteteli nuovamente in acqua bollente, fateli bollire per 10 minuti, quindi tirateli fuori e metteteli su un panno capovolti in modo che vadano sottovuoto.
Prima di farvi prendere dall'entusiasmo (come Aiuolik) e di comprare 12 arance, tenete conto che con 12 arance dovrete usare circa 2,5 kg. di zucchero, ovvero vi escono una decina di vasetti medi di marmellata.
Infine, la conserva fatta secondo questa ricetta ha tante scorzette, per cui se vi piacciono le conserve spalmabili e non siete amanti delle scorzette, riducete la dose di bucce. Se invece vi piacciono le scorzette (e l'aranzada, vero Sing.ra Doriana?) questa marmellata fa al caso vostro!

Aiuolik's Psychedelic Breakfast (*)

(*) La frase è in riferimento al brano dei Pink Floyd "Alan's Psychedelic Breakfast" che, pare, fosse dedicato proprio ad Alan Parsons...e se ascoltate il (poco) testo sentirete che nella colazione Alan si mangia la marmelade :-)

mercoledì 30 settembre 2009

Confettura di fichi d'india

Sabato pomeriggio in Trattoria. Lilo e Stitch passano a trovare i Trattori mentre Aiuolik in cucina sbuccia fichi d'india per farne marmellata.

Stitch a quel punto interroga <Marmellata o confettura?>. Aiuolik rimane un po' perplessa perché per lei i due termini si equivalgono. Ma Stitch replica <La marmellata è di agrumi, la confettura di tutta la frutta>. Lilo e Aiuolik pensano che non siamo inglesi (differenza tra marmelade e jam) ma Stitch insiste. I dizionari in Trattoria non mancano e così vengono consultati Zingarelli, De Mauro e Garzanti. A parte il primo che fa una leggera distinzione in accordo con Stitch (ma che dice anche che comunemente i due termini sono usati indiscriminatamente), per i restanti due tra marmellata e confettura non c'è nessuna differenza. Stitch insiste. Si cerca nel web e si arriva a questa pagina di Wikipedia che dice:

Dal 1982, per effetto di una direttiva comunitaria, solo prodotti ottenuti da agrumi possono essere venduti nell'Unione Europea con la denominazione di "marmellata", mentre tutte le altre preparazioni vanno chiamate confettura.

Ora, partendo dal presupposto che non sia Stitch l'autore di questa pagina, aveva ragione lui! E anche sabato siamo andati a dormire avendo imparato una cosa in più!

Veniamo quindi alla ricetta della confettura di fichi d'india. Avendo fatto tante confetture, soprattutto di questi tempi, Aiuolik si è lanciata nella sua produzione senza avere una ricetta precisa. Il risultato l'ha soddisfatta dal punto di vista del gusto (Uncle non fa testo perché non gradisce la marmellata di fichi d'india) e anzi l'ha trovata migliore di quella comprata a suo tempo. Il problema sono i semi, se Ciboulette non mangia quella di fichi per i semini, dubitiamo che mangerebbe questa :-) Diciamo che se ci sarà una prossima volta (per ora la scorta è abbondante) useremo un colino più fitto.

Nota: ringraziamo Uncle's father per la raccolta della materia prima (non lo zucchero, ovviamente!).

Ingredienti:
  • 2 kg. di fichi d'india
  • 600 gr. di zucchero
Preparazione:
Mettete in ammollo i fichi in modo che da eliminare la maggior parte delle spine. Sbucciate i fichi d'inda e metteteli in una pentola capiente.

Nota: per sbucciarli potete aiutarvi con coltello e forchetta o se siete supereroi come Aiuolik solo con il coltello.

Mettete la pentola sul fuoco il tempo di squagliarsi la frutta (circa 10-15 minuti). Passatela quindi al setaccio (noi abbiamo usato il passapomodoro) e rimettetela nella pentola aggiungendo lo zucchero. Fate cuocere fintanto che la confettura non avrà raggiunto la giusta consistenza, eliminando via via la schiumetta con l'apposita schiumarola. Levate dal fuoco quando la confettura supera la prova piattino.

Nota: la prova piattino consiste nel prendere un cucchiaino di confettura, versarlo su un piattino e verificare la consistenza mettendo il piattino in verticale. Quando il movimento della confettura è minimo, la confettura è pronta.

Versate nei barattoli che avrete sterilizzato lasciandoli bollire in acqua per almeno 10 minuti. Chiudete bene e mettete nuovamente in acqua bollente per altri 10 minuti. Infine mettete a testa in giù e lasciate raffreddare.

AHRARARA

mercoledì 23 settembre 2009

Marmellata di fichi

Il fico fa bene alla vista:
gli uccelli ne mangian quintali
e quasi nessuno ha gli occhiali

Visto che "l'albero a cui tendevi la pargoletta mano" di carducciana memoria si riferiva a un melograno e non a un fico, abbiamo dovuto optare per una citazione meno aulica ma pur sempre degna di nota! [I Fichi, F. Guccini - chi non la conoscesse, clicchi qui]

In ogni caso, tutto nasce da un albero. Ok, ok non stupitevi troppo, è ovvio che i fichi nascono sugli alberi. Il fatto è che vicino alla Trattoria è ubicato un albero di fichi "solitario" (come il passero di Leopardi, oggi sì che siamo poetici!) e questo albero sono già due estati che è la nostra fonte per la raccolta di fichi. Il nostro Uncle, infatti, armato di opportuno sacchetto un dì di agosto (ovvero un dì di festa...) è andato dall'amico fico e ha portato in Trattoria il frutto della raccolta!
Così Aiuolik, mentre si chiedeva perché le marmellate migliori vanno fatte in estate quando a prepararle si muore di caldo, ha prodotto la collezione autunnale di marmellata di fichi secondo la ricetta "rubata" alla zia di Uncle tempo fa e un po' riadattata.


Ingredienti:
  • 700 gr. di zucchero
  • 1 kg. di fichi sbucciati
Preparazione:
Sbucciate i fichi, tagliateli in quarti e lasciateli macerare circa 2 ore nello zucchero. Cuocete quindi a fuoco lento sino a quando non si addensa, levando di volta in volta la schiumetta con l'apposita schiumarola. Quando la marmellata è quasi pronta, frullatela con il minipimer in modo da eliminare i residui del bianco. Per sincerarvi che la marmellata sia pronta, fate la prova piattino.
Sistemate quindi la marmellata calda nei vasetti precedentemente sterilizzati, richiudete e mettete nuovamente a sterilizzare in acqua in ebollizione per 10 minuti.

Io non capisco la gente...
...che non ci piacciono i fichi!


A noi col caprino ci piacciono tanto!

lunedì 6 luglio 2009

Marmellata di susine gialle

Estate periodo di frutta di tanti tipi e spesso in abbondanza, soprattutto se si è felici possessori di alberi da frutto. Nel nostro giardino in realtà la pianta di susine gialle manca, ma nel giardino del nonno di Uncle ce n'è una carica carica di...frutta! E così parte di quelle susine sono giunte in Trattoria e sono state trasformate in marmellata (come gli amici di FB già sanno!).

Con questa marmellatina partecipiano al meme per il secondo blog-compleanno di Caffeine for two della nostra amica Imma. La colazione da i Trattori, infatti, da un po' di tempo a questa parte (ma le nostre usanze cambiano spesso in fatto di colazione) consiste in un succo di frutta (possibilmente 100% frutta), una fetta di pane e marmellata e, solo per Uncle!, una tazzina di caffè.
Nella foto che vedete all'inizio del post però potrete notare che non abbiamo del pane ma delle fette biscottate, ma questo è solo un fatto contingente dovuto alla presenza in dispensa di fette biscottate da mangiare prima delle farfalline :-)

Per la ricetta della marmellata ci siamo fatti ispirare qui: http://www.cucinare.meglio.it/ricetta-marmellata_di_susine.html con qualche leggera modifica nella quantità e nella tipologia di zucchero.

Ingredienti:
  • 1000 gr di susine
  • 250 gr zucchero di canna
  • 320 gr zucchero bianco
Preparazione:
Lavate e snocciolate le susine, mettetele in una pentola d'acciaio con un bicchiere d'acqua e fate cuocere 15 minuti. Passatelequindi al setaccio, unitevi lo zucchero e rimettete sul fuoco fino a che non si addensa.

Nota: a noi è servita quasi un'ora prima che si addensasse.

Sistemate la marmellata nei vasetti precedentemente sterilizzati, richiudete e mettete nuovamente a sterilizzare in acqua bollente per 10 minuti.

Nota: con queste dosi a noi è venuto un barattolo da 500 gr.

E susina sia!