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domenica 23 settembre 2018

Menù Lib(e)ro - Secondi piatti di mare: Baccalà alla napoletana

Ci sono diversi modi in cui i libri di cucina della mia collezione sono arrivati in Trattoria. Molti sono stati comprati durante i viaggi, per portare a casa un souvenir diverso che ci desse la scusa di provare nuove ricette. Altri, forse in fondo la maggior parte, sono stati regalati. Quello che ho scelto oggi per il nostro amato Menù Lib(e)ro che alla pagina 10 ci propone i secondi di mare, fa parte di questa categoria. Correva l'anno 2015 e il progetto del Risikitchen era lì che si concretizzava ed io, Aiu', ero alla ricerca di un editore che credesse in lui. L'editore l'avevo pure trovato e un giorno di Ottobre ebbi un colloquio con lui in quel di Milano. Da quel colloquio ne uscii con molti sogni, un bel sorriso e questo libro... 


Questo libro quindi fa compagnia agli altri scelti dalla nostra carovana per dar supporto alla nostra Chef Carla Emilia. E anche se il libro mi è stato regalato a Milano, la ricetta cucinata e mangiata a Barcellona, uno scorcio di Napoli ve lo lascio lo stesso! 


Ingredienti (per 6 persone):
  • 1 kg di baccalà già ammollato e tagliato a pezzetti
  • farina q.b.
  • olio per friggere q.b.
  • 3-4 spicchi d'aglio
  • 4 cucchiai di olio d'oliva
  • 500 g di salsa di pomodoro
  • 50 g di capperi
  • 150 g di olive nere di Gaeta
  • 1 manciata di prezzemolo tritato
  • sale
  • pepe

Preparazione:
  1. Infarinate appena il baccalà, poi friggetelo dentro una padella con olio molto caldo.
  2. Accendete il forno a 180º. In una teglia da forno fate soffriggere l'aglio nell'olio, aggiungete la salsa di pomodoro, i capperi e le olive nere. Per ultimo, aggiungete il baccalà, poi il prezzemolo, sale e pepe.
  3. Infornate e fate cuocere sino a che la salsa si sarà ristretta (circa 20 minuti).
Napulè



mercoledì 16 gennaio 2013

Cicatielli

Da quando è qui la nostra Aiuolik incontra sempre più spesso persone a cui piace cucinare, a cui piacerebbe imparare e a cui piace sperimentare... Così il suo lievito madre ha creato una nuova pizzaiola  catalana e una sperimentatrice segoviana che è arrivata persino a preparare il roscón de los reyes per tutta la famiglia. Sono cose che fanno piacere, così come fa piacere un amico che ti dice che "Domenica, se ti va, prepariamo i cicatielli (aka cavatelli)". E alla domanda "Ma li hai mai fatti" ti risponde serafico con "No, ma li ho visti fare". Ecco, appunto, sperimentare.

Prima della domenica già ci si è documentati e si sa già che questa ricetta verrà usata per fare la pasta, per il sugo ci penserà lui con la salsa della mamma (uuuuhhhhh!) della sperimentatrice di roscón. 

Domenica mattina di pioggia, domenica mattina di pasta fresca. Aiuolik arriva che il sugo è lì che cuoce tranquillo a fuoco lento. Il piano di lavoro è pronto e si inizia!

Il risultato non è forse quello dei pastificatori napoletani, ma per essere la nostra prima prova siamo contenti così soprattutto perché i commensali hanno mangiato tutto con molto gusto (però no, il pane con la pasta no, per favore!).

Ingredienti:
  • per la pasta
    • 500 gr. di farina
    • 200 ml. di acqua
    • una presa di sale
  • per il ragù
    • trito di prezzemolo e aglio
    • olio extravergine d'oliva
    • passata di pomodoro
    • costine di maiale
Preparazione:
Pasta. Preparate la pasta fresco disponendo la farina a fontana su una spianatoia, unite il sale e tanta acqua quanto basta a rendere il panetto sodo ma modellabile. Lavorate a piene mani e lasciate riposare l'impasto per 30 minuti avvolto nella carta trasparente.


Ricavate tanti pezzi con una spatola e, schiacciandoli con i palmi delle mani, formate con ognuno dei lunghi cilindri spessi circa mezzo cm.


Tagliate da ogni cilindro dei pezzetti larghi circa 3 o 4 cm, modellateli con 3 dita trascinandoli con decisione verso di voi. Lavorate sempre su un piano infarinato per evitare che i cicatielli si uniscano fra loro.

Ragù. Fate soffriggere il trito di prezzemolo e aglio in poco olio extravergine d'oliva. Aggiungete le costine di maiale, fate rosolare su tutti i lati e quindi versate la passata di pomodoro. Aggiustate di sale, abbassate la fiamma e fate cuocere a fuoco lento per almeno 3 ore.

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolate e condite con abbondante ragù. Impiattate e servite calda.

Verse pasta

venerdì 13 luglio 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Paccheri di Masaniello

Ultima tappa MuVarA di questa tappa a Napoli dell'abbecedario

Salsicce e friarielli li abbiamo riciclati perché sono un must e i friarielli se non li mangi in Campania dove li mangi? La calamarata perché è una pasta super-tipica e poi l'effetto calamaro-vs-calamaro ci affascina troppo. Il panuozzo perché è super-buono e ad Aiuolik piace tanto (e se non fosse che non sta bene di stomaco se lo sarebbe anche preparata, le è venuto 'sto desiderio...).
E i paccheri di oggi? I paccheri di oggi ci sono per un motivo affettivo. Ancora ricordiamo l'entusiasmo di Uncle nel volerli preparare, ancora ricordiamo la sua gioia quando girovagando in rete trova la ricetta, ancora ricordiamo le sue mani che mettono in posa gli ingredienti...e per chi si fosse dimenticato qualcosa qui si trova il post originale.


Ingredienti (per quattro persone):
  • 1 cavolo (300 gr.)
  • 100 gr. di pomodorini pachino
  • 400 gr. di code di gamberoni
  • prezzemolo
  • aglio in camicia
  • peperoncino (Masaniello consiglia quello di Tropea)
  • 4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva,
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 400 gr. di paccheri napoletani di Gragnano (e questi noi li avevamo!)
Procedimento:
Sbollentate il cavolo con un cucchiaio d’olio, dopo aver eliminato le parti dure e tagliato a tocchetti. Lasciate sbollentare per circa 15 minuti. Trascorso il tempo di cottura del cavolo, aiutandosi con un filtrino recuperate il tutto e mettete da parte anche l’acqua di cottura. Mettete in una padella il rimanente olio, l’aglio, un pizzico di prezzemolo tritato, il peperoncino e i gamberoni e a fiamma viva. Fate quindi sfumare il vino. Aggiungete il cavolo e continuate la cottura a fiamma dolce per altri 5 minuti, dopodiché aggiungete i pomodorini tagliati a spicchio e lasciate cuocere per altri due minuti.
A parte mettete l’acqua in una pentola, portatela a ebollizione, salatela e versate i paccheri. Fateli cuocere per circa 8 minuti. A cottura ultimata versate la pasta nella padella e a fuoco dolce continuate la cottura aiutandosi con qualche mestolo di acqua dove avete sbollentato il cavolo. Fate legare il tutto.
Infine guarnire il piatto con una leggera spolverata di prezzemolo tritato.

Natura

giovedì 12 luglio 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Panuozzo

Dove è stata inventata la pizza? A Napoli! E così non si può non parlare di pizza, disse tra sè e sè la nostra Aiuolik. Aveva già selezionato la ricetta giusta, riguardato la foto e poi...eccolo lì, il mitico Signor Panuozzo, quello di cui la nostra eroina ancora si chiede com'è che fuori da Napoli non sia stato esportato!? Com'è che lo conservano gelosamente e non ce lo lasciano assaporare? Com'è che le catene di pizzerie napoletane hanno portato in tutto il mondo il calzone fritto, e il panuozzo no? Mistero della fede...Fattostà che in Trattoria il panuozzo è arrivato, preparato dalle sapienti mani di Uncle e poi riprodotto anche in versione a lievitazione naturale dalla nostra eroina.

Detto questo, vogliamo ricordare a tutti voi che ci leggete (insomma, 5-6 ci sarete lì davanti al monitor!) che avete tempo ancora sino a domenica per partecipare a questa tappa dell'abbecedario, ospitato per questa regione da Lo. Suvvia, che sarà mai, dovete solo cucinare qualcosa di napoletano!

Ingredienti:
  • 1/2 dose per pizza (per la pizza MuVarA, clicca qui)
  • condimenti a piacere, noi abbiamo provato con
    • melanzane grigliate
    • bresaola, rucola e grana, il nostro preferito (infatti non abbiamo neanche una foto che lo immortala terminato!)!
    • prosciutto cotto, mozzarella, rucola e grana
Preparazione:
Preparate l'impasto della pizza come di consueto. Quando è pronto preparate degli sfilatini e cuoceteli. Togliete quindi dal forno, tagliate lungo l'asse longitudinale e riempite a piacere.

come te Nessuno mai

mercoledì 11 luglio 2012

Abbeceario Culinario d'Italia: Calamarata

Continuiamo il nostro tour napoletano riciclando le ricette del venerdì napoletano e questa volta vi presentiamo un primo piatto super-buonissimo per il quale dovete assolutamente usare la pasta che porta il nome dell'altro ingrediente principale: calamari. Il bello di questa ricetta sarà poi quello di scoprire qual è la pasta e quali i calamari, ma sarete così ammaliati dal suo sapore e dal suo profumo che tutto questo diventerà irrilevante!


Ingredienti (per 5 persone):
  • 3 calamari medio / grandi
  • mezza fetta di pesce spada
  • 1 sardina
  • 500 gr. di pasta calamari
  • aglio 1 spicchio
  • olio evo
  • 800 gr. di passata di pomodoro
Preparazione:
Pulite i calamari privandoli degli occhi e dell'osso, lavateli e tagliateli a rondelle delle stesse dimensioni della pasta. Tagliate a cubetti il pescespada, deliscate la sardina e tagliatela a striscioline. Tritate l'aglio e fatelo soffriggere, aggiungete i calamari, il pescespada e la sardina. Fate soffriggere tutto per circa 10 minuti. A questo punto aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco, lasciate sfumare e aggiungete la passata di pomodoro. Lasciate cuocere sino a completa cottura dei calamari (circa mezz'ora) a fuoco moderato.
A parte, cuocete la pasta, scolatela al dente e ultimate la cottura con il sugo.



Nudo



martedì 10 luglio 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Salsicce con friarielli

Anche se Aiuolik a Napoli non c'è mai stata (shhh, non ditelo in giro!), qualche anno fa, in un'altra vita, Uncle ci andava in trasferta settimanalmente e così i lettori più attenti e più vecchi forse ricorderanno una cerca rubrica chiamata "Il venerdì napoletano"...ecco dunque che nei prossimi giorni per il nostro abbecedario, gentilmente ospitato in questa regione dalla nostra gallina preferita, ricicleremo alcune ricette, a cominciare da questa!

Ingredienti per 6 persone: 
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 peperoncino piccante
  • olio extra-vergine d'oliva
  • 12 salsicce
  • 1 cucchiaio di strutto
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale q.b. 

Preparazione: 
Innanzitutto preparate i friarielli in padella. Mondate e lavate i friarelli e senza sgocciolarli e metteteli in una padella dove avrete fatto rosolare l'aglio e il peperoncino in abbondante olio d'oliva extra vergine. Per non farli attaccare (diventerebbero amari e avrebbero un pessimo sapore) rigirateli di tanto in tanto. A parte, dopo averle bucate con una forchetta, mettete le salsicce in una padella con un cucchiaio di strutto e, a fuoco piuttosto vivo, fatele rosolare rigirandole di tanto in tanto. Se il condimento accennasse a bruciare versatevi un dito di vino bianco. Quando le salsicce saranno rosolate, aggiungete un pò d'acqua e ultimatene la cottura (occorrerà in tutto circa un'ora). Prima che siano rosolate completamente unitele ai friarelli. Servite ben caldo appena le salsicce saranno completamente rosolate.

Napulè

lunedì 9 luglio 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Crocchè a quattro mani

In attesa di pubblicare il resoconto di un'esperienza a n mani (con n, per ora, per voi, incognito), oggi un post per l'abbecedario che uscirà a blog unificati. Capita infatti che un amico, un Gamberotto, un neo-food-blogger passi per Barcellona e ti dica "cuciniamo qualcosa assieme?" e così ci si ritrova a guardare il calendario dell'abbecedario e a decidere di preparare assieme qualcosa per la N di Napoli, speriamo che Lo apprezzi!

In principio, l'UB aveva pensato alla pastiera, ma trasportare la ricotta sin qui su un volo Ryanair sarebbe stato a dir poco impossibile. Poi si era pensato al babà (del resto trovare rum da queste parti è facilissimo) ma poi abbiamo visto quello di Cannella e sapevamo già che non potevamo competere. Così sfogliando libri e girovagando per la rete, ad Aiuolik sono venute in mente le crocchè che Uncle si era caricato in valigia da Napoli per potarli in Sardegna...e a quel punto, crocchè!

La ricetta l'abbiamo cercata in rete e abbiamo seguito questa.

Ingredienti:

  • 1 kg. di patate a pasta gialla
  • 2 uova più 1 per indorare
  • 4 cucchiai di parmigiano
  • 100 gr. di salame tipo napoli tagliato a listarelle
  • 200 gr. di fiordilatte tagliato a bastoncini
  • prezzemolo
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • sale
  • pepe
  • 3 cucchiai di farina
  • 60 gr. di burro
  • olio per frittura 

Preparazione:
Lavate le patate, lessatele e sbucciatele ancora calde. Passatele più volte con un passaverdura a buchi fitti e schiacciate il passato finché non diventerà una pasta filante. 

Nota: in mancanza del passaverdura, noi le abbiamo schiacciate a fondo con una forchetta.

Unite il burro ammorbidito, il parmigiano, il prezzemolo tritato, sale e pepe, quindi i rossi d'uovo ad uno ad uno. Lavorate l'impasto con le mani unte d'olio e formate dei crocchè in forma di fuso di ca 8 cm. di lunghezza, introducete nel mezzo dei crocchè un bastoncino di fiodilatte e un paio di listarelle di salame,passate i crocchè prima nella farina, poi nelle chiare d'uovo montate a neve e mescolate ad un uovo intero, infine nel pangrattato. Friggete i crocchè in abbondante olio bollente, asciugateli su carta assorbente e serviteli caldi.

Napoli

lunedì 27 luglio 2009

Pasta napoli


Non è certo la prima ricetta che nasce per caso. Il fatto è che quella sera Aiuolik è tornata a casa più tardi del previsto e con nessuna voglia di entrare al market a comprar qualcosa, per cui ci si doveva arrangiare con quello che si aveva in Trattoria. Così si decise per "una pasta semplice semplice al tonno" e per enfatizzare il "semplice semplice" i Trattori iniziarono a nominare ulteriori ingredienti. Quando arrivano a pensare di metterci pure delle acciughe, Aiuolik pensò "e perché non anche dei capperi?" e da lì poi la curiosità: ma la pasta capperi e acciughe sarà mica buona? Sì, insomma, la pasta come la pizza Napoli (ma si chiamerà così in tutta Italia o solo qui in Sardegna?). A quel punto, il tonno è tornato in dispensa e i Trattori si sono tolti ogni dubbio. Ebbene? Sì, la pasta napoli è proprio buona! Per renderla ancora più Napoli, i nostri Trattori hanno scelto di usare una pasta Napoli-doc: gli scialatielli!


Ingredienti (per due Trattori):
  • 4 acciughe
  • 1 manciata di capperi sotto sale made in MuVarA
  • 1 mozzarella di bufala
  • 250 gr. di pomodorini
  • 180 gr. di scialatielli
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio extra-vergine d'oliva
Preparazione:
In una padella capiente soffriggete l'aglio, aggiungete le acciughe e fatele sciogliere. Aggiungete quindi i pomodorini assieme ai capperi lavati e strizzati. Fate cuocere il sugo e nel mentre preparate la pasta (gli scialatielli impiegano circa 15 minuti). Scolate al dente, saltate in padella nel sugo, togliete dal fuoco e aggiungete la mozzarella tagliata a tocchetti.


W il made in Italy!

lunedì 28 luglio 2008

British monday: Tutto il mondo è paisà

Ladies and Gentlemen, Madam and Messieour, Hombres y Mujeres...Aiuolik is back!


Innanzitutto Aiuolik voleva ringraziare tutti per l'affetto dimostrato e per averle fatto compagnia con i vostri commenti durante la sua permanenza in Scozia.



Purtroppo la permanenza è stata breve, purtroppo il tempo per marinare il lavoro è stato meno del previsto e per via del lavoro ha dovuto partecipare ad eventi sociali senza poter scegliere di suo pugno quale locale e quale cibo testare...

Per esempio oggi vi raccontiamo l'esperienza dell'ultima cena scozzese del nostro super-erore preferito...

Dovete sapere che una cosa che Aiuolik evita durante i suoi viaggi è di recarsi in locali italiani. Giovedì quindi era ben contenta di recarsi al "The butterfly and the pig" (il nome gliel'avrà dato Zarrillo?) in compagnia dei suoi 14 colleghi di provenienza argentina, messicana, portoghese, greca e tedesca (Aiuolik unica rappresentante italiana!). Aiuolik era contenta perché "The butterfly and the pig" è un locale "very scottish" con tanto di musica dal vivo...

Il fato ha però voluto che il locale non potesse contenerci tutti e quindi bisognava sceglierne un altro... I tedeschi, i più numerosi, i più anziani e i più pignoli della compagnia, avevano fretta di trovare un altro locale e alla vista di "Fratelli Sarti, il meglio del buono" si sono letti il menù e hanno deciso che il locale era perfetto. Il resto della compagnia si è dunque lasciato guidare.

E Aiuolik? Aiuolik è stata subito segnalata ai proprietari come una compatriota e ha quindi scoperto che i simpatici fratelli Sarti sono di provenienza napoletana ('o sole e 'o mare come in Sardegna!) e cena italiana fu!

Per la cronaca, Aiuolik ha anche dovuto scegliere il vino per i suoi amici consigliando un nero d'Avola come rosso e un tocai come bianco (il vermentino era caldo, ahiloro!).

Il locale dei Fratelli Sarti è sicuramente molto caratteristico e dà agli stranieri quello che gli stranieri vogliono e pensano degli italiani: prosciutti appesi al soffitto, pacchi di pasta ovunque, barattori di passata di pomodoro everywhere :-)
A onor del vero va detto che dai Fratelli Sarti non si mangia affatto male (anche se Aiuolik si è rifiutata di mangiar pasta e ha optato per un'orata). Aiuolik, timidamente, ha preferito non fare un reportage fotografico di tutte le portate però la bruschetta l'ha fotografata e quindi bruschetta sia anche in Trattoria!

Ingredienti:
  • pane
  • pomodoro
  • basilico
  • olio extra vergine d'oliva
  • sale
Preparazione:
Tagliate i pomodori a pezzetti, conditeli con olio sale e basilico e lasciateli marinare un po'. Tagliate quindi il pane a fette e abbrustolitelo sulla brace. Versate su ogni fetta di pane il pomodoro condito e servite.

Italian do it better!

venerdì 6 giugno 2008

Il venerdì napoletano: Panuozzo

Il nostro piccolo Stitch ha adorato questo oggetto per circa 1 anno arrivando persino a stamparsi il ricettario. Lilo e il resto della famiglia hanno cercato di fargli evitare l'acquisto un po' perché scettici dei risultati, un po' per l'ingombro e un po' perché c'erano cose più urgenti da comprare...

La sorella inglese mangia come un uccellino ma a una cosa non sa resistere: la p(a)izza!

E così l'uno a Marzo e l'altra a Maggio per il loro compleanno hanno ricevuto lui, il fornetto della Ferrari!

E così l'uno in Sardegna e l'altra a Londra hanno provato in nostra compagnia gli effetti di questo oggetto del desiderio.

L'abbiamo provato con le pizze che si trovano pronte al banco frigo, con quelle surgelate, con quella fatta in casa, con il calzone e ogni volta è stato un successo...

...e in vena di sperimentazioni abbiamo provato anche lui, il panuozzo, conosciuto grazie a questo post di Imma. Aiuolik ancora non si spiega perché il panuozzo non sia stato esportato, almeno in Italia, perché è veramente buonissimissimo! Grazie Imma per avercelo fatto conoscere!!!

Ingredienti:
  • 1/2 dose per pizza (per la pizza MuVarA, clicca qui)
  • condimenti a piacere, noi abbiamo provato con
    • melanzane grigliate
    • bresaola, rucola e grana, il nostro preferito (infatti non abbiamo neanche una foto che lo immortala terminato!)!
    • prosciutto cotto, mozzarella, rucola e grana
Preparazione:
Preparate l'impasto della pizza come di consueto. Quando è pronto preparate degli sfilatini e cuoceteli. Togliete quindi dal forno, tagliate lungo l'asse longitudinale e riempite a piacere.


Va via come il pan(uozzo)!

venerdì 16 maggio 2008

Il venerdì napoletano: Fagottino di friarielli

La settimana scorsa abbiamo erroneamente (ignorantemente potremmo dire!) attribuito il prosciutto cotto alla piastra alla Campania e quindi a Napoli. In realtà grazie ai vostri commenti abbiamo scoperto che in molte parti di Italia si usa mangiare il prosciutto cotto alla brace e in molte altre no...ma si stanno attrezzando dopo il nostro post :-)

Il venerdì napoletano di oggi è ancora un "trucco" nel senso che l'ingrediente principe è sicuramente molto usato a Napoli, in Campania e al sud Italia (isole escluse ci verrebbe da dire), ma la costruzione del piatto che presentiamo è un'invenzione della nostra Aiuolik...che fra l'altro, per chi fosse interessato, domani torna in Patria!
Ingredienti:
  • pasta sfoglia
  • un mazzetto di friarielli
  • olio extra-vergine d'oliva
  • peperoncino
  • 1 tuorlo d'uovo
Preparazione:
Mondate e lavate i friarelli e senza sgocciolarli e metteteli in una padella dove avrete fatto rosolare l'aglio e il peperoncino in abbondante olio d'oliva extra vergine. Per non farli attaccare (diventerebbero amari e avrebbero un pessimo sapore) rigirateli di tanto in tanto.
Tirate via i friarielli dall'olio e poneteli sopra la pasta sfoglia che avrete precedentemente disteso su una pirofila. Chiudete il fagottino, spennellate con il tuorlo d'uovo e cuocete in forno caldo a 180° per 20 minuti circa.

A modo nostro!

venerdì 9 maggio 2008

Il venerdì napoletano: Gran tris-cotto

Non sappiamo se questa ricetta sia veramente napoletana, fattostà che Uncle ha visto cucinare il prosciutto cotto per la prima volta nella sua vita in un ristorante napoletano e da lì è nata la curiosità di provare.

Così una sera, abbiamo preso una bella fetta grossa di prosciutto cotto e l'abbiamo cotta sulla piastra su ambo i lati sino a imbrunirli.

L'esperimento ci è piaciuto e di sicuro lo ripeteremo...ma ora la domanda che vi poniamo è: dalle vostre parti si usa? Ovviamente diteci anche quali sono le "vostre parti" ;-)

Semplice ma efficace!

lunedì 5 maggio 2008

Crostata fantasia dello Chef

Prima di iniziare con la ricettina odierna, volevamo accontentare quanti ieri, vedendo il grembiule del nostro Uncle, hanno fatto notare che ora manca il cappello e che vorrebbero vederlo tutto intero il nostro chef...

Innanzitutto il cappello già lo abbiamo anche se il nostro cuoco lo abbina al camice da chef piuttosto che al grembiule.

Per quanto riguarda la foto... Beh, chi ci segue lo sa. Quando abbiamo aperto questo blog abbiamo detto che le nostre foto non ci sarebbero state, ma come abbiamo fatto un'eccezione qui per Aiuolik, con Uncle abbiamo trovato un compromesso e allora eccolo qua in tutto il suo splendore (o quasi!).


Per quanto riguarda la ricettina, invece, è una ricettina "svuota-frigo". C'è chi il frigo lo svuota egregiamente prima di partire in camper, c'è chi lo svuota da incubo prima di tornare a casa dei genitori per le feste comandate e chi (noi!) lo svuota facendosi ispirare dal momento.

Questa ricettina è nata così. Abbiamo aperto il frigo, abbiamo tolto fuori un po' di cose in scadenza e il resto lo ha creato Uncle con la sua fantasia. Non sappiamo se qualcuno saprà/potrà riprodurla, noi per primi, però magari può servire come spunto per qualcuno!

Ingredienti:
  • 1 fetta di prosciutto cotto tagliato grosso
  • 1 mozzarella
  • 1 manciata di friarielli
  • 1 fetta di pecorino
  • 1 uovo
  • pesto alla genovese
  • pasta sfoglia
Preparazione:
Stendete la pasta sfoglia su una pirofila. Tagliate il prosciutto a dadini e mettetelo sopra la sfoglia, tagliate la mozzarella a fette un po' grosse e disponetele sopra il prosciutto. Aggiungere i friarelli lavati e stirati. Fate un altro strato di prosciutto e mozzarella e aggiungete il pecorino tagliato a cubetti. In una ciotola, sbattete l'uovo con il pesto, quindi versatelo sulla crostata.
Chiudete i bordi come di consueto e infornate in forno già caldo a 180° per 20 minuti circa.


W la fantasia!

venerdì 2 maggio 2008

Il venerdì napoletano: Contaminazioni parte 2a

Questo post è dedicato a tutti quelli che oggi non hanno fatto il ponte e quindi non a noi! Eh sì perché noi (per una volta!) abbiamo deciso di starcene un po' tranquilli in Trattoria e di prenderci un giorno di riposo dal lavoro, quello vero! Il fatto è che poi qui in Trattoria di cose da fare ne troviamo, sia dentro che nel giardino, il che è comunque molto diverso dall'andare in ufficio :-)

Dedichiamo quindi questo post a chi non fa il ponte e anche a chi ha apprezzato (cosa che, lo confessiamo, un po' ci ha stupito) il primo post della serie "Contaminazioni" ovvero quello che trovate qui...

Questo di oggi è il suo diretto discendente o meglio la sua evoluzione...Il pane carasau è sempre lui, il fior di latte anche (tranquilli l'abbiamo finito, non vi stresseremo oltre con la bontà di questo formaggio!), ma c'è una new entry: il miele!

Da non perdere!

venerdì 18 aprile 2008

Il venerdì napoletano: Cerealotto con salsicce e friarielli


Dopo una settimana priva di ricette ma interamente dedicata a meme e ritiro di premi...eccoci finalmente a riaprire la Trattoria e ad apparecchiare per servire ai nostri amati clienti un piatto napoletano come richiede la rubrica settimanale (che riusciremo a tenere aperta ancora per un po' secondo i nostri calcoli).

Si tratta in realtà di una rivisitazione, nel senso che, al solito, ci abbiamo messo un po' del nostro. La ricetta Napoli-style prevede che si tratti di un risotto, ma noi questa volta dovevamo sperimentare la nostra confezione di 5 cereali. Ebbene sì, abbiamo fatto l'upgrade, dai 3 cereali di cui vi abbiamo parlato in passato (per esempio qui), siamo passati ai 5 cereali: provateli!
Pensate che la piccola Lilo li ha mangiati da noi (proprio così come ve li presentiamo oggi) e il giorno dopo è andata al market a comprarsene una confezione da far assaggiare ai suoi. Questo perché la pubblicità può fare tanto, ma ancor di più può fare il palato :-)

Ingredienti (per 4 persone):
  • 400 gr. di cereali
  • un mazzetto di friarielli
  • salsicce
  • brodo vegetale
  • olio extra-vergine d'oliva
  • peperoncino
  • 1 bicchiere di spumante
Preparazione:
Innanzitutto preparate i friarielli in padella.
Mondate e lavate i friarelli e senza sgocciolarli e metteteli in una padella dove avrete fatto rosolare l'aglio e il peperoncino in abbondante olio d'oliva extra vergine. Per non farli attaccare (diventerebbero amari e avrebbero un pessimo sapore) rigirateli di tanto in tanto.
Tirate via i friarielli dall'olio e mettete la salsiccia spellata e sminuzzata a soffriggere. A metà cottura della salsiccia, aggiungete un bicchiere di spumante e lasciate sfumare. Quando il vino si è ristretto, mettete i cereali e fateli tostare per qualche minuto.
Aggiungete a poco a poco il brodo. Quando i cereali sono quasi cotti, aggiungete i friarielli e portate a fine cottura.
Servite caldo.

Lilo & Stitch hanno apprezzato!

venerdì 11 aprile 2008

Il venerdì napoletano: Contaminazioni

Oggi un venerdì napoletano un po' particolare. Presentiamo infatti una ricetta-non-ricetta neanche troppo napoletana.

Tra le tante cose che Uncle ha portato con sé in valigia al suo rientro definitivo (forse sì...) c'era una forma di fior di latte. Il fior di latte è buono così com'è infatti, appena disfatti i bagagli l'abbiamo assaggiato in uno spuntino improvvisato...

Ma siccome noi siamo sperimentatori, quel gusto affumicato e quella consistenza fresca e un po' cremosa ci ha ispirato una contaminazione tutta sarda.

In Sardegna infatti usiamo arrostire il pecorino fresco su fette di pane oppure su del pane carasau sì, come quello che piace tanto a Kat e Remy (vedi qui)!. Il pane carasau difficilmente manca in Trattoria e così abbiamo fatto l'esperimento di far sciogliere il fior di latte sul pane carasau.

Il risultato? Buonissimissimo!!!

Disclaimer: non ce ne vogliano i napoletani e non ce ne vogliano neanche i sardi :-)

Da leccarsi i baffi!

venerdì 4 aprile 2008

Il venerdì napoletano: Crocché party

Dopo due premi e due ricette questa settimana si conclude come da recentissima tradizione con un po' di Napoli.

Questa volta niente ricette home made (anzi, Trattoria made!)...

Dovete sapere che il giorno di Pasquetta, Shaghy ha fatto una scorpacciata di patate arrosto, perché le patate le piacciono troppo e quando se le trova lì davanti, sotto qualsiasi forma, non sa resistere.
Allora Uncle le ha fatto una promessa, "venerdì quando torno da Napoli ti portò un po' di crocché".
Cro...che??? :-)

Le crocché sono delle crocchette tipiche del napoletano superbuonissime. Di certo non sono ipocaloriche visto che oltre agli ingredienti (patate, pancetta, mozzarella) sono pure fritte. Ma che non siamo dei salutisti si era già capito!

Così Uncle ha caricato la valigia di contenitori ermetici vuoti e dalla sua ultima (per ora?) trasferta napoletana è tornato con i contenitori pieni.


Il nostro eroe ha portato con sé: crocché, arancini (Napoli style) e crocchette di pasta (non conosciamo il nome, sorry!).

Così abbiamo organizzato un Crocché party in Trattoria.

Il party era previsto per le 20.30 del venerdì, ma il nostro sponsor ha pensato bene di non acquistare i biglietti per i nostri eroi e così anziché tornare in patria alle 17.10, Uncle ha messo piede in Trattoria alle 20.30. Nel mentre, Aiuolik aveva avvisato i clienti e il party è stato spostato alla mattina successiva...chi si ferma è perduto!

Se non si sperimenta... ...non si conosce!

venerdì 28 marzo 2008

Il venerdì napoletano: Calamarata


Eccoci al nostro appuntamento settimanale con la cucina napoletana. Non sappiamo ancora quanto potrà durare questa rubrica, ma non ci dispiace molto perché il fatto che la rubrica termina significa che anche il via vai di Uncle termina e infatti oggi torna definitivamente (o almeno questa è la novità, non fidiamoci troppo!) :-)

Oggi presentiamo la calamarata nella versione che Uncle ha preparato per Sign.ra Doriana e Una Mela. Abbiamo poi scoperto che versioni di calamarata ce ne sono tantissime (Cuochi di carta docet), ancora una volta chiediamo consigli a chi è più esperto di noi, visto che di pacchi di pasta di calamarata ne abbiamo ancora qui in Trattoria!

Ingredienti (per 5 persone):
  • 3 calamari medio / grandi
  • mezza fetta di pesce spada
  • 1 sardina
  • 500 gr. di pasta calamari
  • aglio 1 spicchio
  • olio evo
  • 800 gr. di passata di pomodoro
Preparazione:
Pulite i calamari privandoli degli occhi e dell'osso, lavateli e tagliateli a rondelle delle stesse dimensioni della pasta. Tagliate a cubetti il pescespada, deliscate la sardina e tagliatela a striscioline. Tritate l'aglio e fatelo soffriggere, aggiungete i calamari, il pescespada e la sardina. Fate soffriggere tutto per circa 10 minuti. A questo punto aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco, lasciate sfumare e aggiungete la passata di pomodoro. Lasciate cuocere sino a completa cottura dei calamari (circa mezz'ora) a fuoco moderato.
A parte, cuocete la pasta, scolatela al dente e ultimate la cottura con il sugo.

Il trucco è distinguere la pasta dai calamari!

venerdì 21 marzo 2008

Il venerdì napoletano: Salsicce con friarielli

I nostri lettori più affezionati o forse solo più "antichi" ricorderanno la nostra rubrica "La comida de el martes" nata per raccontare un po' della cucina spagnola conosciuta e apprezzata da Aiuolik durante la sua breve permanenza a Madrid.


Ora, visto che la trasferta di Uncle in quel di Napoli sembra dover continuare ancora per un po', inauguriamo una nuova rubrica, per la verità iniziata la scorsa settimana. La rubrica si chiama "Il venerdì napoletano" e presenterà ricette, cibo, esperienze mangerecce di Uncle a Napoli.

La scorsa settimana abbiamo presentato gli scialatielli, tipica pasta napoletana. Oggi presentiamo i friarielli, ovvero una verdura che se non siete campani o non siete mai stati in Campania, probabilmente non conoscete. Ai friarielli è dedicato pure un sito Internet, questo: http://www.friarielli.it/ dal quale ci siamo fatti guidare per le ricette.

Ingredienti per 6 persone:
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 peperoncino piccante
  • olio extra-vergine d'oliva
  • 12 salsicce
  • 1 cucchiaio di strutto
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale q.b.
Preparazione:
Innanzitutto preparate i friarielli in padella. Mondate e lavate i friarelli e senza sgocciolarli e metteteli in una padella dove avrete fatto rosolare l'aglio e il peperoncino in abbondante olio d'oliva extra vergine. Per non farli attaccare (diventerebbero amari e avrebbero un pessimo sapore) rigirateli di tanto in tanto.
A parte, dopo averle bucate con una forchetta, mettete le salsicce in una padella con un cucchiaio di strutto e, a fuoco piuttosto vivo, fatele rosolare rigirandole di tanto in tanto. Se il condimento accennasse a bruciare versatevi un dito di vino bianco. Quando le salsicce saranno rosolate, aggiungete un pò d'acqua e ultimatene la cottura (occorrerà in tutto circa un'ora). Prima che siano rosolate completamente unitele ai friarelli. Servite ben caldo appena le salsicce saranno completamente rosolate.

Da provare!