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sabato 18 maggio 2024

G di Granchio / Rukus / Isole Salomone

Mancavano solo loro, le Isole Salomone e forse ci voleva proprio Salomone a far sì che in quest'isola ci si arrivasse in gruppone! Aiu' ci arriva coi TeleCookers e chi arrivano assieme a loro? Elena e Resy! Ma com'è bello questo viaggio! E come sono bellissime e bravissime le nostre viaggiatrici. Non ho parole, ancora una volta siamo riuscite in qualcosa che al principio neanche pensavamo. Abbiamo colorato il mondo intero... Aiu' (la nostra contabile) non ha ancora tirato i conti di quante ricette e quanti ingredienti sono stati usati. Per ora sa solo che c'è stata almeno una ricetta da tutte le nazioni di questo bellissimo mondo. Ed è bello che Aiu' finisca con una G perché alla fine scriverà a grandi caratteri il "grazie" che si meritano tutte le nostre viaggiatrici, quelle che hanno pubblicato solo una ricetta e quelle che sono arrivate instancabilmente sino alla fine!

Aiu' ci teneva tanto a questa tappa che, aveva lasciato tutto pronto. Il granchio prenotato in pescheria da ritirate il sabato, il latte di cocco comprato al ritorno da lavoro il martedì e gli spinaci la mattina del sabato. Così, nonostante tornasse da un viaggio di lavoro, è riuscita a far tutto. Questa è la nostra eroina!

G di GRAZIE!!!

sabato 17 febbraio 2024

V di Ventresca / Ventresca encebollada / Spagna

Oggi parliamo di ritardi. Della nostra eroina si possono dire tante cose sulla sua pazienza, sulla sua necessità di tener tutto sotto controllo, ma di sicuro nessuno dirà che è una persona che non rispetta le scadenza e che arriva in ritardo. Così, oggi si sente pure un po' colpevole a pubblicare a un solo giorno dalla fine della V questa ricetta.

Avremmo voluto farvi conoscere qualche nuova nazione, ma, non avendo trovato nessuna ricetta in mondi ancora inesplorati, abbiamo deciso di omaggiare la terra che 12 anni fa ha accolto la nostra Trattora. Piatto molto molto buono, ve lo consigliamo!


V di Velocità

sabato 16 dicembre 2023

S di Sgombro / Mackerel curry / Papa Nuova Guinea

Oggi parliamo di fretta. "La prisa mata" dicono in Marocco, ovvero la fretta uccide. Però quello che molti dimenticano è che la frase intera recita "la prisa mata y la pachorra remata", ovvero la fretta uccide ma la flemma uccide una seconda volta. Tutto questo per dire che la nostra eroina è sempre di corsa e così questo post che sarebbe dovuto uscire ieri prima che lei uscisse per una serata con amici, esce oggi dopo la serata con gli amici, 2 lavatrici, una sessione coi TeleCookers e il pranzo :-) 

Questo piatto ci porta in Papa Nuova Guinea, regione non ancora visitata dalla carovana del mondo d'ingrediente quando Aiu' la scelse per la S e quando la preparò. Nel mentre arrivò Elena a colorare questa regione e Aiu' cercò un nuovo piatto. In effetti il piatto c'è e ci avrebbe fatto colorare il Singapore, ma il problema è che trovare lo sgombro a Barcellona non è impresa facile. Eccoci dunque atterrare in Papa Nuova Guinea con questo curry curioso.


S di Solidarietà

domenica 5 novembre 2023

R di Rana pescatrice / Masgouf / Iraq

Oggi parliamo di cavie. Ad Aiuolik sembra normale invitare la gente a casa e farle provare piatti sconosciuti a lei e alla maggior parte della gente su questa terra. Eppure sono anni e anni che lo fa e, per il momento, a parte rarissimi casi, le è sempre andata bene (o è sempre andata bene a chi si è fidata di lei). Anche stavolte le sue "cavie" erano ben contente di provare qualcosa di diverso, curiose di sapere quale fosse la lettera in questione e in quale parte del mondo ci si trovava.

Se è vero che i parenti che li ritroviamo e gli amici li scegliamo, beh, allora in fondo è anche un po' normale che gli amici che accettino un invito a pranzo in Trattoria siano disposti a correre qualche rischio!


R come Ridere

venerdì 29 settembre 2023

P di Pesce Persico / Liboké de poisson / Repubblica democratica del Congo

Oggi parliamo di come arrivano fin qui gli ingredienti. La testolina della nostra eroina è sempre lì in movimento e, tra un libro, una proposta europea, una riunione in una lingua a scelta tra spagnolo, inglese e italiano, i suoi 5-6 km giornalieri e altre mille cose, ogni tanto spunta fuori un ingrediente. A quel punto, appena possibile, la Trattora apre il suo file xls online e lo aggiorna con l'ingrediente  e, quando si ferma un attimo, cerca la ricettina adatta al nostro viaggio-gioco. Da quando poi ci è venuta la mania di colorare il mondo, si cerca pure "dove piazzare" quell'ingrediente. Per questa operazione un grazie va a Mr. Google e a suo figlio Bard che spesso e volentieri (?) rispondono a domande tipo "in which country is typical to eat X", "which is a typical dish with X in Y?" e così ad libitum cambiando X con l'ingrediente del momento e Y con lo stato ricercato... E la ricetta di oggi arriva grazie a Bard che ci ha fatto sapere che nella Repubblica democratica del Congo, un piatto tipico è proprio questo.

Poi, come sapete c'è pure un altro passo, se non due o tre: come si dice in Spagnolo "pesce persico"? (Si dice, perca, ndA). E poi un altro classico a cui il nostro Google si è abituato "donde puedo comprar perca en Barcelona?"... e fu sera e fu mattino e siamo appena alla P o forse dovremmo dire "il più è fatto"!.


P come Potere

giovedì 21 settembre 2023

O di Orata / Dorada a la donostiarra / Spagna

Oggi parliamo di ospitalità. Sra. Doriana racconta sempre che quando era piccola casa sua era un porto di mare perché Tziu Antoni aveva sempre un letto e un piatto di cibo per tutti. Ecco, Aiu' ha ereditato anche questo da Tziu Antoni (non solo la passione per le olive!). Così in previsione di un viaggio di lavoro, mentre la sua collega non era convinta di recarsi a Brussels la notte prima per evitare la levataccia per prendere il primo volo, dato che lei vive a Girona, Aiu' disse "vieni a dormire da me e andiamo assieme con il primo volo". E, ovviamente, se uno va a dormire in Trattoria, la cena è assicurata.

Allora vi vediamo lì che pensate com'è che per una collega di lavoro abbia preparato un piatto spagnolo. A parte che non è che dobbiamo spiegar sempre tutto per filo e per segno ma, visto che siete voi, sappiate che la collega non è spagnola e il piatto viene dal País Vasco comunque sia abbastanza lontano da qui (= Catalogna). Aggiungete anche che si trattava di una cena in un giorno feriale in cui la nostra Trattora aveva quell'altro suo lavoro (quello che le dà da mangiare) e poi bisognava andar a dormire presto. E se questa giustificazione non vi piace, accontentatevi e sappiate che l'orata era buonissima!

O come Oggi

venerdì 26 maggio 2023

G di Gamberi / Shrimp New Orleans / USA

Facciamo outing. Se alla nostra eroina le parlate di gamberetti, le viene in mente Bubba (Gump) e il suo sogno di tirar su una impresa di gamberetti. Forse il sogno americano, agli occhi della nostra Trattora è semplicemente quello. Avere un desiderio, un sogno, un progetto e poi raggiungerlo, anche se sappiamo tutti che Bubba lo ha raggiunto postumo. Potremmo continuare a parlare dell'amicizia e della bontà di Forrest che appoggiò la causa, ma forse sarebbe troppo pure per la nostra eroina in uno dei suoi momenti sdolcinati (pochi, per fortuna). 

Ci si potrebbe far notare che forse forse la ricetta di Bubba non è la più tradizionale del mondo, ma spiegateglielo alla nostra eroina che deve cercarne un'altra. Non sia mai! E niente, ci piace precedere questa ricetta con il pensiero che è vero che la vita è come una scatola di cioccolatini, come dice il buon Forrest, ma non per il motivo da lui detto "non sai mai quale ti può capitare", bensí perché bisogna essere bravi a guardare i disegni e le scritte sul retro e scegliere solo i cioccolatini che ci piacciono. Se poi siete come la nostra Aiu', provateli pure un po' a caso, ma poi non lamentatevi!

Per finire, parafrasando Forrest (questa è per pochi, ci perdoneranno i più, che sono comunque pochi): "shrimp(u) è chi lo shrimp(u) fa".


G come Giocare

domenica 23 settembre 2018

Menù Lib(e)ro - Secondi piatti di mare: Baccalà alla napoletana

Ci sono diversi modi in cui i libri di cucina della mia collezione sono arrivati in Trattoria. Molti sono stati comprati durante i viaggi, per portare a casa un souvenir diverso che ci desse la scusa di provare nuove ricette. Altri, forse in fondo la maggior parte, sono stati regalati. Quello che ho scelto oggi per il nostro amato Menù Lib(e)ro che alla pagina 10 ci propone i secondi di mare, fa parte di questa categoria. Correva l'anno 2015 e il progetto del Risikitchen era lì che si concretizzava ed io, Aiu', ero alla ricerca di un editore che credesse in lui. L'editore l'avevo pure trovato e un giorno di Ottobre ebbi un colloquio con lui in quel di Milano. Da quel colloquio ne uscii con molti sogni, un bel sorriso e questo libro... 


Questo libro quindi fa compagnia agli altri scelti dalla nostra carovana per dar supporto alla nostra Chef Carla Emilia. E anche se il libro mi è stato regalato a Milano, la ricetta cucinata e mangiata a Barcellona, uno scorcio di Napoli ve lo lascio lo stesso! 


Ingredienti (per 6 persone):
  • 1 kg di baccalà già ammollato e tagliato a pezzetti
  • farina q.b.
  • olio per friggere q.b.
  • 3-4 spicchi d'aglio
  • 4 cucchiai di olio d'oliva
  • 500 g di salsa di pomodoro
  • 50 g di capperi
  • 150 g di olive nere di Gaeta
  • 1 manciata di prezzemolo tritato
  • sale
  • pepe

Preparazione:
  1. Infarinate appena il baccalà, poi friggetelo dentro una padella con olio molto caldo.
  2. Accendete il forno a 180º. In una teglia da forno fate soffriggere l'aglio nell'olio, aggiungete la salsa di pomodoro, i capperi e le olive nere. Per ultimo, aggiungete il baccalà, poi il prezzemolo, sale e pepe.
  3. Infornate e fate cuocere sino a che la salsa si sarà ristretta (circa 20 minuti).
Napulè



domenica 8 novembre 2015

L'Abbecedario Culinario Mondiale: Ginger fish

Eccoci finalmente arrivare nelle Fiji, proprio quando tutte le nostre viaggiatrici stanno già rimettendo tutto nelle valigie, pronte per la prossima tappa. Speriamo che Silvia sia ancora lì che ci aspetta, anche perché confidiamo nei nostri fanalini di coda UB e Simona.


Non sappiamo cosa sia successo in queste 3 settimane da impedire alla nostra eroina di preparare la sua ricetta per l'abbecedario (e sì che in principio ne voleva provare più di una). Forse il fatto che ha iniziato ad andare 2 volte alla settimana in piscina, forse per via del weekend passato a Valencia, forse perché sta lavorando così tanto e su tanti fronti che il tempo per cucinare e per fare spesa "seria" è quello che è. Fattostà che anche se all'ultimo e con una sola ricetta non potevamo certo perderci una tappa del nostro mitico viaggio!

Eccovi dunque questo pesce allo zenzero, la cui ricetta abbiamo trovato qui.

Ingredienti:
  • pesce dalla carne bianca (noi abbiamo scelto un luccio), uno per commensale
  • 1 limone
  • 2 cucchiai di olio d'oliva
  • 1/4 di tazza di salsa di soia
  • 1/4 di tazza di olio di mais
  • 3/4 di tazza di vino bianco
  • 1 spicchio d'aglio, tritato
  • 2 cucchiaini di zenzero grattugiato
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • prezzemolo o coriandolo tritato per guarnire
Preparazione:
Pulite il pesce e asciugatelo. Tagliate il limone in due e spremetelo. Versate il succo sopra e dentro il pesce e mettete in frigo per circa 1 ora. Togliete dunque dal frigo e spennellatelo con l'olio d'oliva.
In un recipiente mischiate la salsa di soia, l'olio di mais, il vino, l'aglio tritato, lo zenzero e lo zucchero. Mettete il pesce in una teglia da forno e copritelo con la salsa. Mettete a cuocere a 180º per circa 40 minuti avendo cura di versare della salsa di quando in quando. Togliete dal forno, guarnite con prezzemolo o coriandolo e servite.



lunedì 12 ottobre 2015

L'Abbecedario Culinario Mondiale: Trote con datteri

Il nostro abbecedario è sbarcato a Rabat con la nostra Patrizia già da due settimane e finalmente ci arriva pure la nostra Trattora che ha appena scoperto di avere pure due ricette di repertorio da tirar fuori per questa tappa e così questa settimana ci sentiremo molto "bereber" e vi pubblicheremo ben 4 ricette, che ve ne pare?


Iniziamo dalla prima. Aiu' voleva una ricetta in cui si usasse la tajine e così chiede al suo amico che ne possiede una se è così gentile da lasciargliela usare e lui, che è molto bereber, non dice certo di no e così una sera dopo il lavoro, la nostra Aiu' prepara una cena per amici, con amici, a casa di un amico. Bella la vita! Ma siccome abbiamo deciso di raccontarvi questo aneddoto e siccome la nostra eroina normale normale non è (ma se lo fosse non vi piacerebbe così tanto), iniziamo con la ricetta senza tajine :-)

La ricetta è presa dal libro "Cocina Marroquì" di Anne Wilson.

Ingredienti (per 2 persone):
  • 2 trote medie
  • 1 tazza di datteri tritati
  • 1/4 di tazza di riso bollito
  • 1 cipolla piccola tagliata finemente
  • 1/4 di tazza di mandorle tagliate finemente
  • 2 cucchiai di coriandolo fresco tritato
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
  • olio extra-vergine d'oliva
  • 1/4 di cucchiaino di pepe in polvere
  • 1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
Preparazione:
Riscaldate il forno a 160¨.
Pulite le trote sotto acqua corrente e privatele delle interiora, quindi asciugatele con carta da cucina. Mischiate i datteri, il riso, la cipolla, le mandorle, il coriandolo e la cannella in un insalatiere. 
Con un cucchiaio riempite l'interno delle trote con il composto di risa e chiudetele con uno stecchino in metallo.
Ungete il pesce con l'olio e spolveratelo con il mix di pepe, zenzero, zucchero e cannella.
Cuocete in forno per 20 minuti e servitelo con cannella fresca.



lunedì 23 giugno 2014

Tajine di verdure e seppia

Cucinare per gli altri è bellissimo, cucinare per se stessi un po' meno, ma quando qualcuno cucina per te è sempre un gran bel piacere, anche se la ricetta è semplice e molti di voi si vergognerebbero a pubblicarla nel proprio blog. Ma noi siamo una Trattoria, di quelle a conduzione familiare con le tovaglie a quadretti e i bicchieri piccoli in normalissimo vetro.

Così se un amico prepara un (una?) taijine, anche se super semplice, Aiu' prende il suo iFive e lo fotografa per sé e per gli amici che ancora passano da queste parti e danno un'occhiata alla ricette della Trattoria. Che poi, si tratta di una ricetta non ricetta, ma va bene lo stesso, va bene così.


Ingredienti:
  • 2 seppie grandi
  • 1 peperone verde
  • 1 peperone rosso
  • 1/4 di zucca gialla
  • 1 zucchina grande
  • sale
  • pepe nero in grani
  • couscous

Preparazione:
Tagliate le verdure e le seppie in pezzi di dimensioni comparabili. Mettete le seppie nel fondo della taijine, coprite con le verdure, salate e pepate e coprite con il coperchio. Lasciate cuocere sino a che le seppie saranno morbide. Servite accompagnato con couscous che avrete risvegliato con il sugo rilasciato dalle verdure e dalle seppie.

Znajomi

mercoledì 15 gennaio 2014

Cotolette di merluzzo

La vita è un continuo morire e rinascere, cadere e rialzarsi...e Aiu' che per anni ha fatto equitazione questo lo sa bene, ma comunque a 40 anni lo sa comunque bene visto che di cose (belle e brutte) gliene sono successe e ancora gliene succederanno...

Così in questo nascere e morire, ci sono tanti libri di cucina in tanti scatoloni in una soffitta sarda e a poco a poco stanno arrivando tanti libri di cucina anche qui, nella nuova (2 anni è ancora nuova? Quasi finisce la garanzia...) sede della Trattoria a Barcellona.

L'ultimo arrivato è quello da cui abbiamo attinto la ricetta di oggi. In realtà il libro di ricette ne ha tante (e di più interessanti) ma c'era del merluzzo in freezer e l'operazione "svuota-freezer" ha fatto sì che la prima ricetta fosse questa. Il libro in questione, arrivando direttamente da Bologna, è Fatto in casa di Alessandra Spisni.

Nota: da rompico... precisina quale è, Aiu' non poteva non fare una precisazione: ovviamente il termine cotoletta è improprio dato che ti costole in un merluzzo se ne vedono ben poche :-)

Ingredienti:

  • 500 gr. di merluzzo in tranci
  • pangrattato
  • 1 bicchiere di latte
  • 2 uova
  • sale
  • strutto
Preparazione:
Mettete il pesce a bagno nel latte con poco sale. Tolto dal latte, mettetelo nel pangrattato e copritelo bene facendogli sopra una montagnetta e lasciate assorbire bene.
Nel frattempo in una terrina battete le uova assieme al latte rimasto dal bagno del merluzzo. Passate ogni trancio nell'uovo e quindi ancora nel pane, lasciandogli aderire bene l'impanatura.
Friggete in padella con lo strutto caldo, riponete sopra della carta da cucina per assorbire l'unto e quindi servite.

aħna simili

venerdì 4 ottobre 2013

Salmone in letto di pomodorini e pinoli tostati

Ci duole informarvi che la vostra eroina preferita, ora che l'età avanza, sta perdendo un po' di colpi e per due volte di seguito si è preparata due piatti (ovviamente diversi, neanche a dirlo) degni di pubblicazione ma, tolti dalla pentola, sono stati divorati o riposti nel tupper del lavoro e nessuna foto è stata scattata. Speriamo non capiti troppo spesso, nel mentre gustiamoci questa ricetta, anch'essa degna di pubblicazione, e questo salmone che, prima di essere addentato, è stato prontamente fotografato e quindi può giungere fino a voi in tutto il suo rosa-splendore.

Ingredienti:
  • 1 trancio di salmone
  • 1 manciata di pinoli
  • 10 pomodorini ciliegia
  • olio
  • sale aromatico

Preparazione:
In una padella antiaderente fate tostare i pinoli per qualche minuto. Metteteli via e nella stessa padella versare un filo d'olio e i pomodorini tagliati a metà. Fate cuocere qualche minuto e quando i pomodori iniziano a squagliarsi e a rilasciare il sughetto, aggiungete il salmone. Fate cuocere su ambo i lati, salate a piacere e qualche minuto prima della cottura completa versate i pinoli.
μνήμη

lunedì 22 luglio 2013

Abbecedario Culinario della Comunità Europea: Fish and chips

Eccola la ricetta inedita per la tappa inglese del nostro abbecedario, un classico dei classici: fish and chips!

Va subito detto che la nostra eroina non è un amante di questo piatto, di solito la pastella è molto pesante il sapore di fritto inizia a nausearla, però per sentirsi un po' di più a Londra può capitare che finisca per ordinarli in un pub, come per esempio riportato in questa foto:


Però dovendo scegliere un piatto tipico, Aiu' non ha avuto dubbi e ha subito cercato in rete una ricetta valida. E qui apriamo una parentesi.


Aiu' con una semplice query a Google è subito arrivata qui: ricetta di Jamie Oliver. La maggior parte di voi staranno esclamando "se la ricetta è di Jamie non può che essere quella giusta!". Aiu' invece ha pensato "speriamo che almeno i piatti inglesi li sappia cucinare". Sì, perché girando per un famoso outlet village inglese, la nostra eroina ha visto questo chiosco e ha detto a Uncle: "mangiamo qui?".


Detto e fatto. Che prendere? "Dai, provo la panzanella". Ecco, la panzanella di Jamie non ha niente a che fare con la panzanella toscana, quella vera per intenderci. Se state storcendo il naso e pensando che ce la stiamo tirando, Aiu' ci tiene ad aggiungere che il caso ha voluto che a casa della sorella inglese ci fosse nientepopodimenoche il libro di ricette italiane del nostro belloccio. Ricetta della panzanella? Presente! Corrispondente all'originale? No :-)
Ok, ok, lo sappiamo, è sempre il solito discorso, le ricette si adattano a seconda della cultura per massimizzare il risultato. Ok, ok, andiamo avanti e1 diamo a Jamie la possibilità di insegnarci i fish and chips, e così abbiamo fatto :-)

Comunicazione di servizio: la Trattora tornerà su questi monitor la settimana prossima, non disperate ;-)

Ingredienti:

  • 950 gr. di patate farinose pelate e tagliate in pezzi grossi
  • 2 litri di olio
  • 250 gr. di filetto di merluzzo tagliato in tranci
  • 1 tazza di farina bianca
  • 1 tazza di birra
  • 2 albumi
  • sale

Preparazione:
Mettete tutte le patate in abbondante olio caldo e cuocetele sinché saranno soffici, per circa 4 minuti. Scolate e mettete da parte.
Mischiate la farina, la birra, gli albumi e il sale. Passate ciascun trancio di pesce nel composto e mettete a friggere per qualche minuto sinché non diventerà dorato. Scolate e servite con le patate.

A classic classic

venerdì 8 marzo 2013

Orata al sale in cartoccio

Le ricette spesso nascono così, con semplicità e --ancor più spesso-- per casualità

Capita che un Uncle di nostra conoscenza sia a dieta, una di quelle diete che in tanti criticano in cui devi mangiare tante proteine, certi giorni solo quelle. Anche solo nominare la parola "carboidrati" potrebbe far ingrassare i suddetti soggetti. Ecco, sono cose che capitano

Capita nello stesso frangente che quell'Uncle di cui sopra riceva la visita di un'eroina a caso e che per una volta decidano di non uscire per cena e di cenare a casa al motto di "più proteine per tutti". Così si fa la spesa e ci si ferma al banco del pesce dove giacciono le ultime due orate. Come cucinarle? Beh, al sale, sono buonissime no? Quanto tempo devono cuocere? Nessun problema, la Trattoria più famosa del web sa la risposta

Capita poi che, neanche i nostri Trattori ricordano più il perché, si decida di salare le orate mettendole sopra la carta di alluminio e dopo di avvolgerle con la stessa. Insomma, come creare una cottura ibrida: sale + cartoccio. Il risultato è un'orata al sale senza la famosa crosticina, saporita come un'orata al cartoccio. In medio stat virtus, diceva un tal Seneca.

Ingredienti (per 2 Trattori):
  • 2 orate
  • sale grosso
Preparazione:
Accendete il forno e portatelo a 180° gradi. Sopra una teglia ponete uno strato di carta di alluminio, formate uno strato di sale, mettetevi sopra l'orata, copritela con altro sale e chiudetela con la carta di allumunio. Fate lo stesso con l'altra orata. Infornate e fate cuocere per 30 minuti.

Dourada


mercoledì 20 febbraio 2013

Abbecedario Culinario della Comunità Europea: Batatas esmagadas com bacalhau

Dalle FAQ dell'abbecedario...

Q. Bisogna mettere il link all'abbecedario e/o al blog ospite e/o il logo dell'iniziativa?
A. Il link al blog ospite ovviamente sì, quello all'abbecedario non è obbligatorio, ma gradito e il logo ugualmente siete liberi di metterlo o non metterlo. Ovviamente più lo mettiamo e più la gente ci conosce e più gente si aggiunge alla strana combricola!


Q. le ricette già postate valgono?
A. Ovvio che sì! Lo scopo del viaggio è quello di raccogliere quante più ricette possibili e di essere in tanti, tantissimi a viaggiare e a divertirci assieme!

In accordo con questa seconda domanda, noi andiamo a rispulciare una ricetta di qualche tempo fa in attesa (lunedì, come da copione) di pubblicare la ricetta inedita mangiata cucinata apposta per questo viaggio!

Ma prima...l'angolo dei ricordi.
In Portogallo la nostra eroina c'è stata due volte e oggi parleremo della prima: Porto.

Correva l'anno 2001 (se la memoria non ci inganna) e la nostra Intrepida, in compagnia di 3 valenti studenti si recò in quel di Porto per una competizione europea. Computer a parte, i 4, a cui si unirono anche 3 udinesi, trovarono il tempo di passeggiare un po' per Porto. Anzi, per il porto di Porto (battutona!).

Erano tempi pre-digitale per cui non abbiamo sottomano foto da presentarvi, ma nella mente di Aiuolik è scolpito il lungofiume con da una parte le case dei pescatori con le loro ceramiche e dall'altra le fabbriche del liquore che porta lo stesso nome della città. Bellissimo.

Del cibo pochi ricordi se non che Aiuolik chiese consiglio a un indigeno per mangiare qualcosa di tipico senza spendere troppo (epoca di vacche magre e di missioni non pagate!). L'omino (che non parlava inglese) ci disse di seguirlo e noi lo seguimmo tutti contenti. Il problema nacque quando scoprimmo che la meta era un bar di serie B (o forse C) con 3 tavolini (di quelli tondi in metallo, avete presente?) in croce e qualche sbevazzone al banco. Optammo per cercarci noi un locale, con la scusa che in 7 non ci saremmo stati :-) Finimmo in un posto sicuramente troppo turistico e forse neanche economicissimo e bevemmo persino della Sangria (beata ignoranza!).

Dell'altro viaggio parleremo lunedì (ma in realtà già parlammo), dall'altro viaggio portammo anche il libro da cui prendemmo la ricetta che oggi vi riproponiamo a base di...baccalà, what else?

Ingredienti (per 4 persone):
  • 1 kg. di patate
  • 100 gr. di pane
  • 1,5 dl. di olio extra-vergine d'oliva
  • 2 spicchi d'aglio
  • 2 cipolle tagliate a rondelle
  • 1 foglia di alloro
  • 600 gr. di baccalà
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
Preparazione:
Lasciate in ammollo il baccalà per 3-4 giorni. Togliete tutte le spine e tagliatelo a cubetti. Pelate le patate, tagliatele e cuocetele in acqua salata. Tagliate il pane in piccoli cubetti. Mettete 1 dl. di olio d'oliva in una padella, scaldate e aggiungete l'aglio, la cipolla e l'alloro. Mescolate e, dopo circa un minuto, aggiungete il baccalà. Continuate a mescolare finché il baccalà è cotto e aggiustate di sale e pepe. Scolate le patate e schiacciatele con una forchetta, unite il pane e il resto dell'olio d'oliva. Aggiustate di sale e servite con il baccalà in cima.

Bacalhau

lunedì 4 febbraio 2013

Abbecedario Culinario della Comunità Europea: Pstruh v batôžku

In Slovacchia la nostra Trattora non ci è mai stata, ma tziu Antoni sì, quando ancora si chiamava, assieme all'odierna Repubblica Ceca, Cecoslovacchia. Lì si fece pure degli amici con i quali corrispondeva, ognuno nella propria lingua, ognuno con la sua grafia ordinata di una volta, ognuno con un vocabolario al suo fianco. Non sappiamo che cosa mangiò tziu Antoni in Cecoslovacchia, non gliel'abbiamo mai chiesto, ma questo post lo dedichiamo a lui, ovunque si trovi ora.


Aiuolik, figlia di una diversa generazione e senza una grafia ordinata, per la ricetta dell'Abbecedario Culinario della Comunità Europea con tappa in Slovacchia, appunto, ha deciso di cercare una ricetta in lingua originale. Per la traduzione niente vocabolarietto dai caratteri minuscoli, ma il caro vecchio (punti di vista) traduttore di Google. La ricetta originale la trovate qui, dove si trova il traduttore di Google lo sapete tutti, dove trovate la nostra versione: qui sotto :-)

Ricordatevi che avete ancora due settimane per partecipare alla tappa slovacca ospitata da Terry! La prima tappa è stata un successone, non vorrete deluderci proprio ora che viene il bello?

Trota in zainetto
Ingredienti (per 1 Aiuolik):
  • 1 trota
  • 1 patata media
  • pepe
  • pomodorini
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 limone
  • paprika dolce
  • sale
  • olio extravergine d'oliva
Preparazione:
Preparate un'emulsione con il succo del limone, olio, pepe, sale e paprika. In una teglia, mettete un foglio di alluminio, spennellatelo di olio e formate uno strato con le patate tagliate a fettine molto sottili, la cipolla tagliata e fettine, i pomodorini tagliati in 3 parti, l'aglio tagliato a piccoli pezzi e la scorza del limone grattugiata. Condite con metà dell'emulsione e disponete la trota sopra le verdure. Versate la restante emulsione, coprite con la carta d'alluminio e mettete in forno a 180° per 30-40 minuti.


Nažive ABC

giovedì 31 gennaio 2013

Filetto di merluzzo in letto di ceci, spinaci, peperoni e un po' di riso rosso

Il tema del post di oggi è "Riuscirà mai la nostra eroina a cucinare solo per 1 persona?". Visto il susseguirsi di casi in cui non ci è riuscita, ci sentiamo di rispondere "No", ma visto l'ottimismo che ci contraddistingue, vogliamo continuare a sperare che "Sì, ci riuscirà".

Prima di proseguire, vogliamo però ricordarvi quanto già detto qualche giorno fa, ovvero la nuova massima di Aiuolik "Il fatto che non sappia cucinare per 1, non significa che mangi per 2". Detto questo, capite bene che, poiché il cibo non si butta (al più si ricicla), capita che la nostra eroina si ritrovi a mangiare più e più volte la stessa cosa e, vista la caducità della vita e degli alimenti, più e più volte per più giorni consecutivi. Ovvero, ciò che a lei non è mai piaciuto. Indi, è un problema che con o senza super-poteri la nostra eroina dovrà risolvere :-)

La ricetta di oggi, nata per caso, è una di queste. Il fatto è che ci si poteva limitare a mangiare del filetto di merluzzo, ma il merluzzo da solo è triste. Si poteva dunque accompagnare il merluzzo con del riso rosso, saporito e colorato.  Però, anche se Aiuolik ha un fascino per il rosso, ancora non era convinta. A proposito di rosso "e quel peperone che è in frigo?". Mmm però sì, si potrebbe cuocere il peperone con un po' di brodo, aggiungere il merluzzo e guarnire con il riso... Quasi si era arrivati alla quadratura del cerchio, ma poi no, ecco il colpo di genio "certo che ci starebbero bene dei ceci, che buoni che sono" e siccome qui i ceci vengono spesso accompagnati dagli spinaci, suvvia che si fa, ce ne priviamo? Insomma, aggiungi questo e quello, Aiuolik ha avuto un pranzo sostanzioso con metà della padella, una cena sostanziosa con quasi la totalità della restante padella e un simpatico contorno (senza più merluzzo, dato che erano solamente due filetti) il giorno dopo ancora. Capite bene, che in seguito troverete ingredienti e ricetta ma niente dosi, per quelle fate voi, che sicuramente siete più bravi di Aiuolik, ubi maior...

Una prova? Ecco la padella dopo il primo pranzo, a cui è seguita l'ultima cena :-)


Ingredienti:
  • filetto di merluzzo
  • riso rosso
  • ceci bolliti
  • spinaci bolliti
  • peperone
  • brodo di verdure (o di pesce)
  • scalogno
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
Preparazione:
In una padella capiente, fate imbiondire lo scalogno tagliato fine in poco olio. Aggiungete quindi il peperone, fate rosolare leggermente, coprite con il brodo e lasciate cuocere per 5-6 minuti. In seguito, aggiungete i ceci, gli spinaci e il merluzzo. Fate cuocere il tutto per 10-15 minuti, facendo evaporare il brodo e quasi a fine cottura aggiustate di sale. Aggiungete il riso rosso che avrete fatto bollire a parte, fate insaporire un poco e togliete dal fuoco. Servite caldo.

Treska