Visualizzazione post con etichetta Reggio Emilia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Reggio Emilia. Mostra tutti i post

lunedì 12 novembre 2012

Abbecedario Culinario Italiano: Minestra nel sacchetto

Eccoci all'ultima lettera di questo abbecedario italiano, la Z di Zocca, ospitata da Roxy in questo post. Diciamo subito che Aiuolik non ha scelto la lettera perché grande fan del Vasco nazionale, ma perché di città con la Z non gliene sono venute in mente altre. Aggiungiamo anche che per lei non avrebbe fatto differenza scegliere la C di Correggio o di Cellino San Marco...beh ora non esageriamo!!! :-)

A Zocca Aiuolik non c'è mai stata, ma in Emilia Romagna sì e più di una volta. Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Riccione, Rimini...insomma un tortel-tour degno di nota, del resto una volta fu ammessa ad honorem alla tortel-league. Ma non perdiamoci in chiacchiere, che di cose da dire ne abbiamo parecchie. Volete una foto emiliana? Eccola!

[Foto instagram]

Sì, una parte di Aiuolik voleva mettere una banale Piazza Maggiore, che non sappiamo se è banale, ma è sempre bella da ricordare...ma un'altra parte ha pensato che la foto di cui sopra andasse meglio e fosse un ricordo all'altezza della famosa piazza.

Per quanto riguarda la ricetta, abbiamo infine pensato di attingere alla to-do list della nostra Aiuolik e dopo appena 3 anni da questo post (ma cosa sono 3 anni rispetto all'eternità?) in cui scrisse "Ricetta da provare: minestra nel sacchetto", anche se di acqua sotto i ponti ne è passata, eccoci qui a provare, finalmente!, questa ricetta con lo stesso sorriso del giorno in cui Aiuolik la provò e con tanti ricordi per la testa, tra cui quello del nome del locale dove la mangiò (La Clinica Gastronomica). E sorridiamo al pensiero di come era felice Aiuolik di andare a mangiare in un posto con tal nome...ma mettiamo da parte i pensieri (come si fa la faccina col sospiro?) e via con la ricetta presa dal Cucchiaio d'Argento.

Ingredienti (per 6 persone):

  • 2 l. circa di brodo vegetale
  • 100 gr. di farina
  • 100 gr. di parmigiano reggiano grattugiato
  • 80 gr di burro
  • 4 uova
  • 1 limone
  • noce moscata
  • sale

Preparazione:
In una terrina amalgamate bene la farina e il parmigiano con le uova, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, la buccia grattugiata del limone, un pizzico di noce moscata e regolate il sale. Con il composto formate un rotolo, avvolgetelo in un tovagliolo, legatelo con lo spaghino bianco da cucina come si fa per gli arrosti. Versate il brodo in una pentola, ponete sul fuoco, portate a bollore, immergetevi il rotolo e cuocetelo a leggero bollore per circa 40 minuti. Sgocciolatelo, eliminate il tovagliolo e fatelo raffreddare. Quindi tagliatelo a fettine spesse un centimetro e poi queste a dadini. Filtrate il brodo di cottura del rotolo, portatelo a bollore e tuffatevi i dadini preparati, cuoceteli per pochi minuti, ritirate, trasferite tutto in una zuppiera e servite a tavola la minestra caldissima.

Zocca

lunedì 4 aprile 2011

Abbecedario culinario: Erbazzone reggiano

My Eloise is like the stars that please the night
The sun that makes the day that lights the way
[Eloise - B. Ryan]

Che ci fa l'erbazzone nell'abbecedario inventato da una sarda (non sardina!)? Bella domanda. Il fatto è che stilando l'elenco, alle E alla nostra eroina è venuto Erbazzone e anche a pensarci adesso non ci viene in mente molto altro. E poi, l'erbazzone era nella to-cook-list della vostra eroina preferita da almeno questa foto e questo post:


In realtà nella foto non è che si noti molto, ma l'erbazzone c'è, fidatevi. Nell'ingenuità della nostra eroina, l'erbazzone era giusto una torta di bietole... Ma come disse qualcuno, così come non potrà esistere un libro di atleti di basket sardi, così non ci potrà essere un libro di ricette emiliane light :-) Infatti, una volta che l'erbazzone è entrato nell'abbecedario e una volta che la nostra eroina si è documentata in merito, si è scoperto che a fare compagnia a bietole e spinaci c'è anche tanto lardo!

La prima ricetta in materia (notate, la prima!), l'abbiamo presa dal libro che ci portammo dietro proprio in quell'occasione. Ricordate? Da ogni viaggio ci portiamo dietro un libro di ricette del luogo e così da quel viaggio tornammo in Trattoria con il libro "La cucina contadina reggiana - parte 1" di Giuliano Bagnoli. Occhio, è un parte 1...magari in qualche altro viaggio porteremo con noi anche i restanti volumi :-)

Ingredienti:
per il ripieno:
  • 1 kg. e mezzo tra bietole e spinaci già puliti
  • 200 gr. di lardo macinato
  • 5-6 cipollotti freschi
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 1 spicchio d'aglio
  • 20 gr. di pangrattato
  • 2 uova intere
  • 150 gr. di parmigiano reggiano grattugiato
per la pasta:
  • 330 gr. di farina 0
  • 80 gr. di strutto
  • sale fino q.b.
  • acqua q.b.
per guarnire:
  • 1 cucchiaio di lardo macinato
Preparazione:
Fate la pasta unendo tutti gli ingredienti e tanta acqua quanta ne serve per ottenere una pasta di consistenza elastica, come quella del pane. Fatene una palla e mettetela a riposare.

Nota: noi abbiamo usato la macchina del pane e il programma impasto da 1 h e 30'.

Lavate gli spinaci e le bietole, tagliateli finissimi, poi metteteli in un colapasta e salateli con sale fino. Lasciateli sgocciolare per una mezz'ora. A parte tagliate a piccole rondelle i cipollotti (comprese le foglie), tritate il prezzemolo e pestate l'aglio con il lardo. In un'ampia casseruila fate soffriggere il lardo, poi unite i cipollotti tritati e, dopo poco, anche gli spinaci e le bietole. Lasciate andare a fuoco allegro, mescolando di continuo in modo che le verdure perdano la loro acqua di costituzione. Dopo pochi minuti unite anche il prezzemolo. Mescolate alcune volte, poi spegnete e lasciate raffreddare. Intento tostate il pangrattato. Quando tutto sarà freddo, unite il pangrattato, le uova e il parmigiano grattugiato. Mescolate e mentre il ripieno di amalgama nei sapori riposando al fresco, tirate la sfoglia, divisa in due, formando due dischi e mantenendo uno spessore di circa 2-3 mm. Uno di questi andrà sul fondo dello stampo e rivestirà parte delle pareti. Versate il ripieno, livellatelo e ricopritelo con l'altro disco di pasta. Questo disco dovrà essere disteso e quindi bucherellato con una forchetta, ricordatevi di comprimere bene i bordi tutt'attorno. Ponete lo stampo in forno già caldo a 180° per 10 minuti, poi estraete lo stampo dal forno, cospargete la superficie con un cucchiaio di lardo macinato, disposto qua e là, poi reinfornate a 200° e cuocete per altri 25 minuti. 

Nota: l'erbazzone va mangiato caldino o, molto meglio, freddo.

E come...
...Eroina!


martedì 5 gennaio 2010

Un assaggio della cucina reggiana - Terza tappa

L'anno scorso vi abbiamo lasciato poco oltre la metà del breve giro gastronomico reggiano della nostra eroina. Eccoci allora all'ultima tappa! Dopo la cena sociale e la visita alla Clinica gastronomica, è la volta del ristorante La Zucca, ovvero il ristorante di Rosy e Roby. Ambiente molto accogliente e cibo delizioso, se siete in zona ve lo consigliamo!



E che si è mangiata la nostra eroina in questo ristorante che dalla descrizione è tutto un programma?


Garaganelli in salsa di noci
(spettacolo!!!)


Costine di agnello su letto di funghi

martedì 22 dicembre 2009

Un assaggio della cucina reggiana - Seconda tappa

Mettiamo da parte un attimo il Natale e i suoi dolci e riprendiamo il nostro viaggio culinario iniziato martedì scorso.

Il secondo capitolo di questa esperienza si è svolto a pochi km da Reggio, in una cittadina chiamata Rubiera, in un locale scelto appositamente per il nome: La Clinica Gastronomica. Poteva esimersi la nostra Aiuolik da provare un locale con un nome così? Ovviamente no! E ha fatto bene dato che il locale è molto accogliente, il cibo buonissimo e l'idea di poter scegliere un po' tutto (a parte i primi) dal carrello portato al tavolo ha il suo fascino.

In quell'occasione Aiuolik (oltre all'immancabile gnocco fritto che si è dimenticata di fotografare) ha mangiato:


Minestra nel sacchetto


Lombo di maiale al barolo (arrosto)
lombata di vitello al latte (arrosto)
prosciutto affumicato (bollito)

Appunti di viaggio di Aiuolik. Ricetta da provare: minestra nel sacchetto!

martedì 15 dicembre 2009

Un assaggio della cucina reggiana - Prima tappa

Ecco che pian piano si torna alla normalità in Trattoria. Il libro dell'Artusi è sempre lì fuori dallo scaffale che ci guarda e ci invita a provare nuove ricette. Ma il post di oggi è il primo di una triade che parla di 1 viaggio e di 3 ristoranti. La settimana scorsa, infatti, in pieno progetto artusiano, la nostra eroina ha affrontato un viaggio di lavoro presso la regione natale di sua Maestà (quando si dice, le coincidenze!) e così in tre tappe vi presenta qualche pietanza mangiata in quel di Reggio Emilia.

La prima tappa, quello che, come ormai dovreste conoscer tutti, va sotto il nome di cena sociale, si è svolta presso il Circolo Equitazione Reggio Emilia (CERE). L'unico difetto del locale è la difficoltà nel raggiungerlo, ma grazie a un buon navigatore e a qualche rotonda qua e là, una volta arrivati a destinazione non ve ne pentirete affatto, com'è successo alla nostra Trattora! Ecco quindi il menù (l'immancabile gnocco fritto, ahinoi!, non è stato immortalato)!

ANTIPASTI

Erbazzone, ciccioli, cubetti di mortadella, olive all'ascolana,
ciliegie di mozzarelle fritte, culaccia

PRIMI PIATTI

Rosetta imperiale

Tortelli verdi alla reggiana

SECONDI PIATTI

Medaglioni di filetto al pepe verde, tortino di patate

DOLCE

Torta al cucchiaio