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venerdì 15 giugno 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Stangolapreti peperoncino e basilico alla provola

Anche se, come abbiamo detto martedì, a L'Aquila e in Abruzzo non ci siamo mai stati, tra le nostre ricette già pubblicate abbiamo ritrovato questi strangolapreti cotti e mangiati in Trattoria nell'Ottobre 2009, ormai qualche vita fa, come documentato in questo post. Così li rimettiamo in tavola per voi e per il nostro abbecedario che starà in Abruzzo ancora fino a domenica e che da lunedì si sposta in Basilicata. Insomma, avete ancora tutto il fine settimana per lasciare il vostro contributo alla nostra amica Vale in questo post!

Ingredienti (per 2 Trattori):
  • 200 gr. di strangolapreti peperoncino e basilico
  • 150 provola affumicata
  • 2 uova
  • 40 gr. burro
  • 30 gr. parmigiano reggiano
  • 1 spolverata di pepe bianco
Preparazione:
Versate le uova in una terrina e sbattetele. Unite il burro spezzettato e la provola tagliata a dadini. Rimestate e aggiungete il parmigiano e il pepe. Fate cuocere la pasta al dente, scolate e condite con il preparato di uova e formaggio, mescolate su fiamma bassa fino a che il formaggio comincerà a fondere e filare. Servite caldo.


Longitudine

martedì 12 giugno 2012

Abbecedario Culinario d'Italia: Pepatelli

Come abbiamo detto domenica, questo post esce con un giorno di ritardo, il fatto è che non ci piaceva sovrapporre le due ricette e così abbiamo sacrificato il nostro abbecedario che zitto zitto è arrivato al giro di boa. Ebbene sì, siamo alla L!!! 

Prima di parlare di L'Aquila e della ricetta, ricordiamo che tutti possono partecipare all'abbecedario e che per partecipare alla L di L'Aquila bisogna inviare la propria ricetta a Vale come commento a questo post entro domenica prossima. Suvvia, non è così difficile!

Abruzzo, L'Aquila...e qui l'eroina della Trattoria deve confessarlo. A L'Aquila non c'è proprio mai stata e neanche in Abruzzo. L'Aquila purtroppo ci fa pensare al terremoto di due anni fa e ci ricorda anche l'iniziativa 99 Colombe a cui partecipammo. Pensare tutto questo ci fa anche pensare che L'Aquila così com'era non la rivedremo mai più, ma speriamo di vederla comunque dal vivo un giorno in un rinnovato splendore!

Come ricetta la nostra Aiuolik ha pensato a un dolce, perché di dolci in questo periodo lei non ne sta mangiando e così voleva una scusa per sgarrare e poi voleva anche qualcosina di sfizioso da far provare un amico che è passato di qui proprio ieri. Così, facendo il merge tra tante ricette di pepatelli trovate in giro per la rete, abbiamo preparato i nostri e ci sono pure piaciuti :-)

Ingredienti:
  • 500 gr. di miele
  • 250 gr. di mandorle sgusciate e spelate
  • 2 pizzichi di pepe
  • la scorza di 1 arancia
  • farina 00 q.b.
Preparazione:
In un pentolino fate sciogliere il miele, aggiungete quindi la scorza grattugiata dell'arancia, metà delle mandorle tritate e metà divise in due longitudinalmente. Mischiate bene e aggiungete quindi il pepe. Infine, aggiungete la farina a pioggia sino a ottenere un composto consistente. Trasferite il composto sul piano di lavoro coperto di carta forno, spianate il composto e fate raffreddare. Tagliate quindi in rettangoli di circa 5 centimetri, poneteli su una placca da forno coperta da carta forno e cuocete in forno già caldo a 180° per 15-20 minuti.

L'Aquila

venerdì 16 aprile 2010

Una colomba si è posata sul davanzale della Trattoria

Nella stessa settimana in cui le 99 colombe davano il loro saluto alla blogsfera, in Trattoria arrivava un pacco carico carico di prodotti delle Sorelle Nurzia! Lo sappiamo che Pasqua è passata, ma dopo aver scoperto l'iniziativa e averne parlato in questo post, volevamo dare il nostro contributo...e poi, scusate, ma noi i prodotti delle Sorelle Nurzia non li conoscevamo proprio e quindi dovevamo "documentarci". Poi lo sapete che noi Trattori normali normali non siamo!

Così a 10 giorni da Pasqua se passate di qua potete fare anche voi colazione con la pizza di Pasqua o spiluccare un po' di cioccolato fondente o mangiare una fettina di colomba :-)


Buon volo!

Nota: l'uovo appare in questo stato perché qualcuno non ha resistito dall'assaggiarlo...

venerdì 30 ottobre 2009

Stangolapreti peperoncino e basilico alla provola


Stavolta pensavamo proprio di non farcela e ci dispiaceva per la simpatica Stefania. Invece, come insegna Edgar Allan Poe, la soluzione era proprio lì davanti a noi, o meglio dentro la dispensa! Infatti, dietro la confezione degli strangolapreti peperoncino e basilico c'era la ricetta degli strangolapreti alla provola.

Ecco dunque la nostra ricetta a base di formaggio per la raccolta formaggiosa lanciata da Stefania.


Il piatto non è proprio leggerino vista la presenza di provola e uova però l'accostamento ci è piaciuto. Se poi vi state chiedendo come fare se non avete gli strangolapreti peperoncino e basilico ma dei normali strangolapreti (o altra pasta), beh sappiate che peperoncino e basilico non è che si sentano tanto ma in ogni caso potete aggiungere al condimento una spruzzata di peperoncino e una foglia di basilico per far contenti tutti!

E ora l'angolo della cultura...
La curiosità è femmina, Aiuolik pure. Così la nostra eroina si è chiesta "ma perché si chiameranno strangolapreti"? Ha così scoperto che strangolapreti e strozzapreti sono la stessa cosa e che sono delle cose diverse a seconda della regione... l'Italia sì che è una nazione unita :-) Quindi per prima cosa va detto che gli strangolapreti di questa ricetta sono quelli di L'Aquila (almeno così dice Wikipedia). Vista quindi la polisemia del termine, sempre su Wikipedia trovate questa giustificazione del nome (che dipende, appunto dalle diverse tipologie di pasta):

Il nome viene nel caso della pasta lunga dalle stringhe utilizzate dagli anarchici per strangolare i preti; nel caso degli gnocchi è l'augurio che possano chiudere le loro gole abituate a trattarsi bene.

In questo altro link, abbiamo invece trovato questa risposta che ci sembra convincente:

Una delle leggende create per spiegare l’origine del nome si rifà alla tradizione per cui le donne romagnole preparavano questo tipo di pasta per offrirla al prete del paese, mentre i mariti, di estrazione evidentemente più anticlericale, auguravano al prete di “strozzarsi” mentre si abbuffava della minestra. Graziano Pozzetto, esperto di cucina e tradizione romagnola, suggerisce che l’etimologia del nome possa ricondursi alla ‘buona consistenza degli strozzapreti ... che serviva a domare la fame, tanto che anche il prete (che la fantasia popolare ha sempre disegnato forte mangiatore) ne sarebbe stato strozzato’. Il signor Pozzetto, nello stesso libro ("La cucina romagnola", Franco Muzzio Editore, 1995) dà anche un’altra interpretazione del nome, legandolo a quel movimento secco e deciso con cui l’azdora [la donna di casa romagnola] appunto ‘strozza’ i listelli di sfoglia per ottenere gli strozzapreti: ‘... in quel particolare momento si presume che l'azdora esprimesse una rabbia (forse scatenata dalla miseria e dai disagi della vita), tale da strozzare un... prete!’.

Mettiamola così, per fortuna che non avevamo invitato nessun prete a cena quella sera!

Ingredienti (per 2 Trattori):
  • 200 gr. di strangolapreti peperoncino e basilico
  • 150 provola affumicata
  • 2 uova
  • 40 gr. burro
  • 30 gr. parmigiano reggiano
  • 1 spolverata di pepe bianco
Preparazione:
Versate le uova in una terrina e sbattetele. Unite il burro spezzettato e la provola tagliata a dadini. Rimestate e aggiungete il parmigiano e il pepe. Fate cuocere la pasta al dente, scolate e condite con il preparato di uova e formaggio, mescolate su fiamma bassa fino a che il formaggio comincerà a fondere e filare. Servite caldo.


Sarà mica il piatto preferito da Peppone?