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venerdì 18 ottobre 2013

Una Gamberotta a Barcellona: El timbal

Ecco i giustizieri della pausa pranzo nuovamente in azione in terra catalana. L'idea di cambiare ristorante ogni settimana sta dando come risultato che si iniziano a scoprire locali che sino all'anno scorso non si erano mai sentiti neanche nominare. Così se sino a poche settimane fa la scelta era tra quei 3-4 in cui si andava sempre, questa settimana i nostri eroi dovevano scegliere tra 4-5 in cui nessuno era mai andato. Come cambiano le cose, delle volte.

Alla fine, la rivolta delle donne ha portato i nostri eroi-giustizieri a El timbal, ubicato in una stradina del Poblenou, locale un po' strettino e angusto dall'aria sfigata giusta giusta per far pensare ai nostri eroi che quell'aria un po' così fosse segno di buona cucina. Sì, perché ci sono leggi matematiche che dimostrano che la bruttezza di un locale è inversamente proporzionale a buona cucina a basso prezzo. Ovvero, il sogno di ogni Gamberotto.


La cucina, è importante dirlo, offre anche piatti vegetariani (lo diciamo perché se anche voi avete un collega vegetariano, sappiate che ci potete fare un salto). La scelta del menù è un po' stravagante. Sopra ogni tavolo trovate una lavagnetta con un'offerta del giorno o con un pezzo di menù. Comporre il menù significherebbe quindi mettere insieme tutte le lavagnette...


Il menù non è un vero menù come Barcellona ci ha abituati. Le scelte sono tra "piatto combinato + pane + bibita" oppure "paella + pane + bibita" (la paella il giovedì!) oppure "insalata + pane + bibita" a 6.95 €. Dolce e/o caffè a parte. Se poi non vi piacciono queste opzioni esiste un vero menù con varie scelte.

Il locale dentro è angusto e non molto accogliente (ma in fondo è stato scelto per questo, non possiamo lamentarci!) e offre anche una "terrazza", ovvero dei tavoli fuori, opzione scelta dai nostri eroi. Il servizio in terrazza però costa 0.30 € a persona.

I camerieri sono impersonali, né simpatici né antipatici, un po' lenti, chiedono il numero di paelle in anticipo e poi le portano con calma come se le preparassero a una a una. Forse sapere il numero all'inizio era pura curiosità.


In generale il cibo è buono. La paella ha superato la prova de El Hombre Maña, normalmente critico in fatto di paelle, come un italiano all'estero in fatto di pizze. La lasagna vegetariana è una finta lasagna (ok, Aiu' è italiana e siamo in Catalogna), ovvero un ammasso di verdure (troppo cotte a detta del nostro super eroe vegetariano) coperto da uno strato di sfoglia di pasta e quindi da abbondante besciamella. Il piatto combinato della nostra Aiu' (assolutamente niente di complicato) è buono anche se l'hamburger non l'ha convinta troppo.


Ultima nota...le porzioni. Il povero Tonifaste dopo la paella ha dovuto chiedere un panino con il pollo per poter tornare in ufficio e lavorare come si conviene con il giusto apporto di proteine e zuccheri tanto necessari al cervello! Spazzolatore, hai trovato qualcuno degno di te!

Tabella di Valutazione

Boben
Gusto Prezzo Ambiente Cortesia
L'Intrepida Aiuolik 32,532,5
Tonifaste  4223
El Hombre Maña 3233
Media Totale 3,333 2,16672,6672,833

venerdì 11 ottobre 2013

Una Gamberotta a Barcellona: Sopa

Tutti i supereroi hanno una missione e infatti i Gamberotti nacquero nell'ormai lontano 2011 come "Giustizieri della pausa pranzo". Poi le cose cambiarono, soprattutto perché la pausa pranzo tutti assieme i Gamberotti non la fanno da molto, anzi, proprio dal quel lontano 2011...

Ora però da quando i colleghi di Aiuolik hanno deciso all'unisono di sperimentare un nuovo locale-ristorante-fastfood ogni giovedì (giorno in cui i nostri eroi si recano fuori per la pausa pranzo), Aiuolik rilancia da Barcellona e riprende a farsi giustiziera della pausa pranzo. Certo, se non lavorate nel 22@ Barcelona a voi poco interessano queste recensioni diurne. Vi promettiamo quindi che continueremo anche a recensire altri locali che proveremo quando qualche supereroe passa a trovarci da queste parti (a proposito ne abbiamo uno in sospeso con il nostro Corto Pirrese) e lasciamo al resto dei Gamberotti di fare giustizia in giro per Cagliari o di recensire per voi altri locali.

Dopo questa mega-introduzione, iniziamo a parlare del Sopa. Il nome (zuppa, in italiano) ci doveva già far capire che non saremmo andati a mangiare maialetti arrosto o calamari alla romana, però ci potevamo anche aspettare un po' di proteine carnivore qua e là. Invece no, il ristorante è vegetariano. Niente contro i vegetariani e i loro ristoranti, però un po' di tristezza ci è venuta e fino all'ultimo abbiamo sperato che non ci fosse spazio per tutti :-)

La formula del locale è molto semplice:
  • zuppa + insalata oppure
  • zuppa + piatto caldo oppure
  • insalata + piatto caldo
+ acqua (del rubinetto, all you can drink) = 9,20 €. Dolce, caffè e bibite a parte. 

La dinamica è altrettanto semplice: ci si mette in fila, si prende la bibita (se richiesta) dal frigorifero, si prende il vassoio con posate e tovagliolo, si ordina il primo piatto, si va sino alla cassa dove si ordina (se richiesto) il secondo e/o il dolce e/o il caffè, si riceve un numeretto per il secondo e un ticket per l'extra e si va a occupare il tavolo. Il secondo viene servito dai camerieri e per l'extra bisogna recarsi un'altra volta alla cassa. Il tutto permette di mangiare nei tempi di una pausa pranzo normale, ma anche di avere un po' di tempo per chiacchierare.


I Gamberotti però non sarebbero Gamberotti sino in fondo se non parlassero del cibo e delle quantità dello stesso. Immaginiamo anche che Lo Spazzolatore se ne sarebbe guardato bene dall'entrare in questo ristorante. Aggiungiamo che anche Aiuolik era scettica (e infatti il dolce nel conto ce l'ha messo) e che Tonifaste sino all'ultimo ha sperato che si cambiasse locale dopo che l'aver detto "a me se è vegetariano va bene, basta che non mi rimanga fame" e più di una persona gli ha risposto "ti rimarrà fame". Per rispondere alla domanda "gli è rimasta fame?", diciamo che quando gli abbiamo chiesto i voti ci ha chiesto di aggiungere la colonna "quantità del cibo" :-) [nei nostri voti è contemplata tra gusto e prezzo, NdA].


Le porzioni non erano scarse ma, a ben vedere, nemmeno abbondanti. Tra le insalate ricordiamo quella di maccheroni (ma erano penne) con pesto e feta (scelta da molti perché almeno la pasta sazia). Tra le zuppe quella di carote e quella fredda di melone (a dir poco fredda, dato che era un pezzo di ghiaccio e la cameriera ha fatto fatica a versarla nella ciotola). Zuppe accompagnate da riso speziato o da pane. Tra i piatti caldi la paella di verdure (passata a detta del Hombre Maña) e un pasticcio di miglio e cereali vari con hamburger di dubbia provenienza (e non graditi dalla nostra eroina). 


Il dolce prescelto è stata la cheesecake che però era troppo aromatizzata al limone (almeno secondo L'Intrepida) e troppo secca (a detta di tutti).

Tabella di Valutazione

Juha
Gusto Prezzo Ambiente Cortesia
L'Intrepida Aiuolik 2,5333
Tonifaste  3 344
El Hombre Maña 333,53
Media Totale 2,833 33,53,333

lunedì 26 agosto 2013

Due Gamberotti a Barcellona: El Modernista

Oggi che un noto Gamberotto ospita in tutto il suo splendore la Svezia per l'Abbecedario Culinario della Comunità Europea, ci sembra il giorno giusto per raccontarvi dello stesso Gamberotto in visita con altri super-eroi qui a Barcellona e di una loro mangiata.

La scelta del ristorante, per una volta, non è stata casuale. L'Intrepida Aiuolik e l'Uomo in Bagno ricordavano infatti la fiera della tapas di un anno fa, raccontata qui e IA ricordava quei ceci buonissimi che regalarono a El Modernista un 4.5, che come sapete tutti e 4 che ci leggete, per un Gamberotto è un voto alto. 


Così, approfittando di essere ancora una volta insieme in giro per Barcellona, i nostri eroi hanno deciso di andare a verificare di persona se quel 4.5 se lo meritavano i ceci oppure tutto il locale.

Arrivanti però al locale, la prima delusione:


Quell'odiosa immagine di cibi tristi, precotti e tutti uguali a se stessi tipici dei locali per turisti. Ma siamo in ballo e balliamo, se ai Gamberotti è richiesta una sfida, che sfida sia! E poi, diciamocelo, il bagno è anche entrato nella raccolta della nostra Intrepida!
Si era scelto El Modernista grazie a quella famosa tapa, quindi alle tapas bisognava guardare. Ma...e i ceci? Dove sono quei famosi ceci buonissimi? Che ne è di quel 4.5 di gamberotta memoria? Nessuna traccia nel menù. Decidiamo allora di prendere il mix di tapas dello chef, chissà magari spuntano fuori i ceci (l'ottimismo non deve mai mancare!). I ceci non spuntano fuori, ma arrivano 4 tapas tutte abbastanza buone, a parte l'insalata russa che non è mai stata una delle nostre tapa preferita e che tutti i 5 presenti valutano mediocre. 


Ottimismo e testardaggine poi portano anche la nostra Intrepida a chiedere al cameriere notizie di alcuni ceci... Lui sorride, fa finta di sapere ciò che gli stiamo chiedendo e poi dice che non li fanno più. Ma come, erano così buoni, erano stati scelti come testimonial alla fiera delle tapas. Big delusion!


Prima di proseguire a parlare di cibo, una nota sui camerieri. Ne conosciamo tre, due ragazze e un ragazzo. Il ragazzo è quello che ci accompagna al tavolo, che anzi lo prepara in terrazza anche se lo spazio è quello che è ed è sempre molto carino e simpatico, sempre disponibile e anche eccessivamente generoso quando si parla di liquori.


Le due ragazze crediamo abbiano fatto il colloquio stando zitte e rispondendo a quest'unica domanda: sai andare avanti e indietro tra i tavoli con un paio di short? Avendo evidentemente risposto affermativamente il colloquio deve essersi concluso e loro assunte. Ci spiace dirlo e non è un'Aiuolik gelosa di non poter indossare gli short quella che scrive, piuttosto è che le due cameriere di voglia di lavorare ne avevano veramente poca, efficienza neanche a parlarne.


L'ambiente, oltre alle insegne del bagno è carino, la terrazza da direttamente sulla strada ma questo è normale a Barcellona e occupa gran parte del marciapiede. Dentro carino, ma da provare in inverno, sempre che vogliate tornarci!


Il cibo varia tra carne e pesce e dobbiamo dire che tapas e secondo piatti ci sono piaciuti abbastanza e come vedete dalle foto le razioni sono più che dignitose anche per un Gamberotto.


Purtroppo però, ci sono ancora due noti dolenti: dolci e prezzo.


Memore del suo ruolo di Gamberotta, l'IA ha ordinato la crema catalana che ha diviso con Hungry Bird, anche Corto Pirrese ha fatto la stessa scelta e siamo rimasti tutti ampiamente delusi. L'UB ha invece optato per un pudding e come vedrete tra poco nella tabella, l'unico a dare un voto un po' alto al gusto (perché un 4 è alto!) è stato Iranian Jones, l'unico che non ha ordinato il dolce.


Ultimo in ordine di apparizione, ma non di importanza, il prezzo. 162,50 € per 4 tapas condivise, 4 secondi piatti, 3 dolci, 3 birre e 3 liquori alle erbe (abbondanti). Prezzo per turisti, non per barcellonesi.

Tabella di Valutazione
Gusto Prezzo Ambiente Cortesia
L'Intrepida Aiuolik 2.75 2 3.25 2,5
Uomo in Bagno 3.5 2 3 2.75
Corto Pirrese 3.5 1,5 3 2.75
Hungry Bird 3.5 1,5 3 2.5
Iranian Jones 4 1,75 4 2
Media Totale 3.45 1.95 3.25 2.5

venerdì 14 giugno 2013

Una Gamberotta (anzi due) a Barcellona: A brasa me

Il locale di cui parliamo oggi non è molto da Gamberotti, come già Uomo in Bagno e Aiuolik hanno avuto modo di commentare. Il vero locale da Gamberotti, sarebbe stato il Kiosko in cui (finalmente!) i nostri eroi hanno mangiato e assieme per di più. Ma l'entusiasmo di non dover fare la fila nel locale più famoso di Barcellona per gli hamburger, li ha fatti dimenticare il loro ruolo e hanno fotografato solamente questo panino prima che la famelica eroina lo mangiasse (quasi) tutto.


Torneremo dunque al Kiosko in veste di Gamberotti per un'altra mangiata e un altro reportage più serio. Oggi parliamo invece di un ristorante ubicato in cima del centro commerciale Arenas, ovvero non molto lontano dal Mussol di cui parlammo qui, ma per il quale questa volta i nostri eroi avrebbero dovuto aspettare almeno un'ora prima di entrare. Anche questa volta, come allora, a portarci in cima all'Arenas è stata la sempre bellissima fontana magica.


Tabella di Valutazione
Gusto Prezzo Ambiente Cortesia
L'Intrepida Aiuolik 3.5 2.5 4.25 3
Uomo in Bagno 3.75 2.25 4 3.25
Bath Girl 3.5 2 3.5 3.25
Butt Man 3.5 2 3 3.5
Media Totale 3.56 2.19 3.6875 3.25
Come piace fare ad Aiuolik, partiamo dalla fine :-)


Sulla cortesia voti pressoché concordi e voti che sono cambiati di volta in volta a seconda delle novità che il nostro Zakarias ci riservava. Il nostro cameriere, Zakarias appunto, dapprima ci scambia per portoghesi (Spazzolatore, ti ricorda qualcosa?) e prende la comanda ringraziandoci con un "obrigado". Poi scopre che siamo italiani e inizia a dire qualche parola in italiano. Quando poi sul finire della cena al nostro lato si siede una coppia di arabi, Zakarias sfoggia il suo miglior arabo, almeno per noi che non ne capiamo niente, ma forse ha detto qualcosa di sbagliato perché la coppietta dopo poco decide di andar via perché voleva una pizza. Che scusa, penserete voi e pensammo noi...però più tardi i nostri eroi li videro in un ristorante un po' più avanti mangiando pizza. Zakarias torna a guadagnar punti quando, vedendo che Butt Man non ha quasi toccato il suo dolce e sentendosi dire dall'Intrepida che non gli è piaciuto, offre un secondo dolce che Butt Man non ha mangiato ma che Bath Girl e l'Intrepida hanno apprezzato.


Allora perché se Zakarias è così bravo e simpatico i voti non raggiungono il 4? Perché in un locale serio (e non economico) come prima cosa ci si aspetta che i piatti arrivino per tutti i commensali allo stesso tempo. Nel nostro caso invece la tempura di Bath Girl ha vinto sulle bistecche dell'Intrepida e di Butt Man e ancor più sulla fideuà dell'Uomo in Bagno (arrivata quando ormai Bath Girl già pensava al dolce). Insomma, non sarà colpa del sorridente Zakarias, però da qualche parte questo "dettaglio" dovevamo pur metterlo in conto!


L'ambiente è molto carino. C'è una grande tavola al centro (la barra) tutto attorno all'esposizione di tapas e cibo vario. C'è la sala interna e c'è la sala esterna (la terrazza). Tutto molto carino, unica nota deludente le sedie piuttosto scomode a detta di Butt Man e Uomo in Bagno, le eroine non possono lamentarsi dato che erano comodamente sedute sul divano! Per l'ambiente Aiu' ci tiene anche a sottolineare che uno "0.25" in più lo dà perché, da amante dei giochi di parole, ha apprezzato il nome del locale: ovvero un gioco tra "abbracciami" e "alla brace".


Il prezzo non ha riscosso tanto successo come potete vedere, ma i commensali erano ben coscienti che avrebbero speso più o meno quella cifra. Quale cifra? 96 € per 2 sangrie, una birra, una bottiglia d'acqua, 4 piatti principali, 4 dolci. Non molto in linea di massima, abbastanza per Barcellona, ancor più se le porzioni sono un po' tristine.


Il gusto l'abbiamo lasciato alla fine perché ci piace che sia così...o almeno ad Aiuolik, ormai sola a scrivere reportage gamberottiani, piace così. Per votare ciascuno di noi ha tenuto conto di tutto. Pollice su per la sangria, la tempura e la fideuà (la bistecca in fondo ci vuole impegno per cuocerla male). 


Pollice su anche per il dolce "pigiama" che le nostre eroine hanno apprezzato proprio tanto.


Apprezzato anche il brownie (ma meglio il pigiama), niente di speciale il tortino al cuore di cioccolato.


Pollice verso per la crema catalana, una vera delusione.

Delusion

venerdì 1 marzo 2013

Una Gamberotta a Barcellona: Calderers

In realtà il titolo non è corretto, perché il ristorante di cui parliamo oggi non si trova a Barcellona ma, invece, a Girona. Vabbè, sempre di Catalogna si parla. Mmmm, ok ma non ditelo troppo a voce alta :-)


Un tiepido sabato di carnevale, l'Intrepida Aiuolik e Corto Pirrese decisero di farsi un giro per Girona (se non fai un giro a Girona, che cosa fai?).


Entrambi l'avevano già visitata per cui non avevano niente di preciso da fare, va' dove ti porta il cuore, il vento o il rombo dei tamburi... Sì, perché guidati dal rombo dei tamburi, i nostri eroi arrivano dritti dritti al mercato che festeggia il carnevale colorandosi di azzurro-puffo. Originale e divertente. Sono pazzi questi catalani (e per questo ci piacciono!).


In realtà a parte la tappa al mercato e la visita della città lungo le mura (che Aiuolik nella sua precedente gita si era persa)


i nostri eroi avevano un piano: andare a mangiare da mamma Roca. Sì, dai parlando del figlio e della sua cucina minimalista in questo post, avevamo anticipato che, trovandosi a Girona, una tappa da mamma Roca col suo menù economico l'avremmo fatta. Non sempre però le cose vanno come ci si aspetta. Così, oltre ad apprezzare la parte super centrale di Girona, i nostri eroi si sono spinti un po' fuori il mero giro turistico e guidati dal GPS sono arrivati dritti dritti da mamma Roca che, ahinoi!, era chiusa!


Nooooo, e adesso? Se c'è una cosa che Aiuolik ha imparato in Spagna è che, a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi punto della Spagna, non rimani senza mangiare. Un ristorante, un bar, un locale di tapas, un signore che ti lancia un pollo arrosto, lo trovi sempre. Incuranti dei chilometri già percorsi (dicono che faccia bene camminare, no?), i nostri eroi sono tornati in zona centro e hanno trovato il locale di cui parliamo oggi, Calderers, che prometteva un menù di carnevale per 14 euro: antipasto, piatto principale, dolce e bibita.

Tabella di Valutazione
Gusto Prezzo Ambiente Cortesia
L'Intrepida Aiuolik 4.25 3.5 4.5 3.75
Corto Pirrese 4.5 3.5 4.25 4
Media Totale 4.375 3.5 4.375 3.875

Come? Avete speso 14 euro per un menù completo e vi limitate a un 3.5? Che braccine corte... Beh, signori avete ragione, ma Aiuolik vive a Barcellona da troppo tempo per non sapere che con quel prezzo ci si mangia pure nella capitale e Girona sarà bella quanto volete ma non è la capitale e, a giudicare dalla gente per strada (inesistente) e dalla gente nel locale (dall'ormai nota parlata catalana), non era un menù per turisti.


Comunque, 3.5 non è mica un voto brutto, sia chiaro! Il locale poi i 14 euro del pasto se li merita tutti. Il posto è molto accogliente, con l'ambientazione grottesca (nel senso di grotta :-) ), il bagno pulito e ben nascosto dall'ambientazione, tavoli puliti e distanziati tra di loro. Il voto sull'ambiente non raggiunge i massimi storici solo per la scelta musicale. Cover di canzoni famose con solamente la musica e messe al rallentatore, che se portate la vostra fidanzata con la speranza di svegliare in lei qualche passione, rischiate di vederla assopirsi sul piatto.


Le due cameriere che ci hanno assistito sono state entrambe molto gentili e impeccabili. Precise, puntuali, sorridenti. E allora? Allora, dopo aver capito che a parte "merci" "gracies" (di sicuro pronunciato male) "molt bé" e "bon dia" Aiuolik, pur capendo, non era in grado di rispondere e quindi usava il castigliano, beh, care signore cameriere, anche voi avreste potuto switchare al castigliano!



La cosa più importante rimane comunque il gusto, diciamocelo. Possiamo fare i fighetti pretendendo camerieri d'eccezione o i grezzoni pretendendo prezzi stracciati, ma se dal locale usciamo con la pancia piena e il palato soddisfatto, allora sì che il locale merita di essere suggerito. E questo è il caso di questo locale, centralissimo a Girona. Se passate di là, fateci un salto. Parola di Gamberotta!

Carnaval

lunedì 18 febbraio 2013

Una Gamberotta a Barcellona: Granja Viader

Nel mentre che l'abbecedario culinario della comunità europea si sposta in Portogallo, ospitato da Patrizia in questo post, noi oggi rimaniamo in Spagna, anzi in Catalogna!

Premessa per lo Spazzolatore Folle e per gli appassionati della tabella di valutazione: questo post non ha tabella di valutazione l'Intrepida e Corto Pirrese hanno preferito non fornirla dato che si tratta di un bar e non di un ristorante.

Iniziamo con la risposta alla domanda che tutti voi vi starete ponendo: che cos'è una granja? La granja è una (vecchia) fattoria (ia ia o) o anche una (vecchia) azienda agricola (icola icola o). In pratica, fuori dalla città fattorie e aziende agricole producono prodotti di vario genere, come latticini, salumi, etc. Da qui partono quindi camion (una volta carri) carichi carichi di prodotti per rifornire i rivenditori in città. La Granja Viader, ovvero la Granja della famiglia Viader, è una di queste, forse la più antica, di sicuro la più famosa


I motivi che la rendono famosa sono legati al fatto che il signor Viader fu il creatore del Cacaolat, bevanda ufficiale della famiglia catalana fin dal 1931. Si tratta di una bevanda a base di cacao e latte (cacao-lat mica per niente!) che potete acquistare già pronta un po' ovunque (qui in Catalogna, of course!) in vari formati: bottiglietta di vetro, bottiglietta di plastica,  contenitore tetrapack... Inoltre, potete anche comprare il cacao solubile e il latte lo mettete voi (sì, come il Nesquik, ma guai a dire a un catalano che le due cose si assomigliano!). 


Aggiungiamo una nota storica (grazie agli amici catalani che istruiscono Aiuolik in merito a tutto ciò che riguarda il cibo!), data la crisi l'industria del Cacaolat si è trovata sul lastrico e ha rischiato di chiudere. Ma i catalani, dopo anni e anni di colazioni e merende a base della loro bevanda favorita, si sono opposti (e qui la gente sa cosa vuol dire "opporsi", fosse anche per un po' di cacao e latte!). Nel 2011, l'azienda del Cacaolat è stata comprata dalla Damm (la stessa della birra Estrella, per intenderci) e il cacaolat continua ad accompagnare colazioni e merende di tanti catalani.


Con tutto questo sapere e avendo già provato la Granja Viader e il cacaolat in compagnia delle sue guide catalane preferite, la nostra Intrepida un pomeriggio invernale ha deciso di far conoscere il locale e di far provare il cacaolat al visitante Corto Pirrese.


Data la sua fama e anche il piacere del catalano di fare una capatina al bar, può capitarvi di trovare la fila fuori...


...ma una volta dentro, non vi pentirete di aver aspettato. Il locale è ricco di vecchi manifesti pubblicitari del Cacaolat e di immagini varie che lo rendono unico nel suo genere. Il locale, a dire la verità, è anche piccolo e quindi il fatto di trovarlo pieno vien da sé. Ne segue, inoltre, che, per forza di cose, i camerieri devono essere super efficienti nel prendere le ordinazioni, nel portarvi quanto ordinato consegnandovi direttamente lo scontrino. Come recitano i cartelli, il conto si paga direttamente al tavolo. Efficienza catalana!

Che hanno preso i nostri eroi? Una pastarella tipica catalana (por supuesto!) di cui un giorno la nostra eroina imparerà il nome: ensaimada.


Ovviamente, dopo tutta questo racconto, sapete già che con la ensaimada hanno ordinato qualcos'altro: cacaolat caldo con panna (panna vera, mica quelle cose vegetali dei nostri giorni!). Il tutto per circa 10 €, no, non è prezzo da Gamberotti, ma se siete a Barcellona un salto dalla Granja Viader lo dovete assolutamente fare, parola di Gamberotta!!!

Cacau e leite

venerdì 18 gennaio 2013

Una Gamberotta a Barcellona: La Bella Napoli

Un vecchio amico dei tempi del liceo aveva nel suo repertorio di battute di dubbio divertimento la frase "La Germania è un casino, è piena di tedeschi". Ora a parte la stupidaggine in sé unita al fatto che dopo più di 20 anni ancora ce la ricordiamo, questa frase ci serve come premessa per dire che qui a Barcellona è pieno di italiani (e di spagnoli e di catalani, ovviamente). 

Troverete italiani un po' dappertutto e non parliamo solo dei turisti che affollano La Rambla o i primi due livelli del Parc Guell, parliamo di quelli come Aiuolik che a Barcellona ci vivono e lavorano. Tra i lavori preferiti dagli italiani a parte la politica (oggi siamo un po' critici) c'è sicuramente la ristorazione. È inutile, la cucina italiana è famosa in tutto il mondo e la richiesta è alta, perché non approfittarne? Così a Londra come a Parigi, come in tutto il mondo e quindi a Barcellona i ristoranti e le pizzerie italiane non mancano! 

Il punto è che, come si notava nel post sulla cucina italiana in Cina, "Italians do it better", cosa? Cucinare! Però per Aiuolik il punto è ancora un altro: la cucina, di qualsiasi nazionalità sia, si adatta alla cultura del luogo in cui si impianta e così è difficilissimo andare a mangiare in un ristorante italiano all'estero e mangiare come in Italia. Partendo da questo assunto, Aiuolik ha sempre schivato i ristoranti all'estero, anche se poi ci è capita anche lei, volente o nolente, come testimoniato in questo post di qualche vita fa e testimoniato dalla foto qui sotto.


Vivendo però all'estero, la nostra eroina a volte nei ristoranti italiani ci capita. Un po' perché la pizza cotta al forno a legna non è (e non sarai mai) la pizza fatta in casa. Un po' perché gli amici, non italiani, a volte propongono di mangiare italiano. Un po' perché gli amici, italiani, non la pensano come lei e non rinunciano ai ristoranti italiani.

Oggi parliamo di quella volta in cui i nostri eroi andarono alla rassegna Film & Cook per vedere il film Mistura: The Power Of Food e, anche se poi i potenti mezzi della Film & Cook non riuscirono a proiettare il film come si conviene tanto da rimborsare i soldi ai partecipanti, i cortometraggi precedenti alla pellicola per cui i nostri eroi erano lì, quelli sì che li proiettarono bene! Così i nostri eroi assisterono al cortometraggio sulla Trattoria "La Bella Napoli". Usciti dalla sala cinematografica ancora un po' imbestialiti per non aver visto fino in fondo il film peruviano è ora di cena e siccome il cortometraggio della Trattoria aveva riscosso successo, ecco che il luogo della cena è stabilito.

Se vivete a Barcellona e vi manca la parlata italiana, La Bella Napoli è il posto per voi. Proprietario, camerieri, cuochi e pizzaioli sono tutti italiani e ci tengono a parlare italiano e non solo perché siete dei connazionali, parlano italiano con tutti, a prescindere.


Il locale è pieno di foto di Totò, Peppino e attori italiani vari. L'arredamento non è male, anche se i tavoli sono un po' ravvicinati e in generale l'atmosfera è un po' chiassosa.


I camerieri sono tranquilli e gentili ma il vero re del locale è il proprietario che si ferma a parlare un po' con tutti e ci tiene a sottolineare che tutto arriva direttamente da Napoli. "Anche la millesfoglie? Veramente è la millesfoglie napoletana?" Chiese Aiuolik e lui la rassicurò "Certo, provala e vedrai". Avete presenti le sfoglie pronte che comprate in qualsiasi supermercato? Ecco, mettetele una sopra all'altra, aggiungete della crema e potete dire ai vostri amici che avete la vera millesfoglie napoletana. Capisco (ma non condivido!) prendere in giro uno straniero, ma prendere in giro uno che ti ha appena chiesto se è quella vera e che quindi quella vera la conosce....


Continuiamo a parlare di cibo. Noi abbiamo provato sia le pizze (dai nomi che solo in un ristorante all'estero potrete trovare) che i primi piatti che, appunto, la millesfoglie. Le pizze sono state una grande delusione. L'aspetto in fondo non è male, ma niente a che vedere con la vera pizza napoletana, aggiungete che non siamo neanche sicuri che si tratti di mozzarella e non di pasta filante...


I primi hanno un aspetto più interessante anche se il nostro Corto Pirrese non se la sente di dare un bel voto alla sua carbonara di mare. Interessante accoppiamento, buona presentazione, risultato mediocre.


El hombre maña, data la sua natura spagnola, ha invece apprezzato i suoi fagottini di pasta offerti su un piatto di parmigiano,  ritenuto però troppo pesante.


Il prezzo è da pizzeria italiana, con circa 25 € euro a testa abbiamo mangiato pizza o primo piatto e dolce e bevuto una birra. Il fatto che sia un prezzo da pizzeria italiana significa quindi che per Barcellona il prezzo è alto.

Tabella di Valutazione
Gusto Prezzo Ambiente Cortesia
L'Intrepida Aiuolik 2.5 2 4 3.75
Corto Pirrese 2.5 2 3.5 4
El hombre maña 3.5 2 3 3
Media Totale 2.83 2 3.5 3.583

Nonostante la nostra recensione non di certo positiva, in rete troverete in tanti parlar bene del locale e il locale è sempre pienissimo. Ricordiamo però che una metrica per valutare un locale di un'altra nazione è quello di vedere se gli oriundi ci vanno e noi dobbiamo dirvi che di italiani seduti a tavola, a parte noi, non ne abbiamo visto... Quindi la prossima missione (una delle prossime) sarà quella di farvi conoscere dei posticini italiani che a noi piacciono, stay tuned :-)