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venerdì 15 settembre 2023

O di Orzo / Grūbu risoto ar sēnēm / Lettonia

Oggi parliamo di ristoranti vegetariani e/o vegani. Avendo diversi amici vegani o vegeteriani, alla nostra eroina è capitato di bazzicare in qualche ristorante con questo tipo di cucina. Ogni volta Aiu' non ne è uscita soddisfatta. Senza voler per forza fare la polemica nel non accettare che un piatto "onnivoro" venga "vegetarianizzato" anche senza c'entra niente con l'originale (e.g., La carbonara vegetariana), parliamo di sostanza. Parliamo di uscire dal ristorante e avere ancora un languorino, come se non avessimo veramente mangiato. Aggiungiamo poi che, nonostante la cucina vegetariana (più di quella vegana, per ovvi motivi) ha un potenziale illimitato di ricette, molti ristoranti si fissano su 2-3 cose come se vegetariano e creativo nella stessa frase non potessero stare.

Tutto il pistolotto di qui sopra per presentare un piatto vegano che si chiama risotto ma che è un orzotto (a quanto pare la coerenza a volte si perde tra i mestoli), mangiato dalla nostra eroina in compagnia di un amico vegetariano. Facce scettiche nel leggere la ricetta e scoprire che tutti gli ingredienti vanno nella pirofila, si mischiano e poi...al forno! Facce scettiche alla prima cucchiaiata (voi usate la forchetta? Noi, se possiamo no!). Facce soddisfatte alla seconda e alla terza e ad libitum. Un piatto interessante. Aiu' non lo chiamerebbe risotto/orzotto visto che la preparazione è più stile paella, però ha il vantaggio che mentre lui sta lì buono buono che cuoce nel forno, tu hai tempo di dedicarti ad altre attività (come un mini-corso di proposte EU).


O come Outcomes

lunedì 31 marzo 2014

Abbecedario Culinario della Comunità Europea: Burokėlių sriuba

Imparare una lingua è difficile, richiede metodo dedizione e tempo, ma spesso è divertente. Imparare una lingua bene e usarla con proprietà di linguaggio e senza sbagliare pronuncia e accenti è già più difficile. Ci sono lingue più facili di altre, ma forse questo a volta è più un handicap che un aiuto. Infatti, secondo Aiu', ben pochi italiani parlano veramente bene lo spagnolo

Ci sono poi parole che uno dice "questa non la imparerò mai" e invece ci si ritrova dopo qualche tempo a dirla, come se fosse normale, senza neanche penarci. Aiu' quando scoprì che "barbabietola rossa" in spagnolo si dice "remolacha" pensò "questa non la imparerò, ma chissene...". Invece, è entrata nel suo vocabolario, anche se non è che uno parli continuamente di barbabietola rossa, eh!

La ricetta di oggi è a base di "remolacha" ma non è stata scelta perché Aiu' voleva fare la saputella e dire a tutto il web che ha imparato una parola nuova (che poi, insomma, alla fine l'ha pure detto!). La ricetta è stata scelta a Novembre, senza nessun dubbio, e Aiu' aspettava solo che si arrivasse (virtualmente) in Lituania per mettersi all'opera, produrla e mangiarla. Il motivo del perché la decisione fu presa a Novembre, è nascosto in questo post

Basta chiacchiere, se non per dire che l'Abbecedario è arrivato dunque in Lituania, ospitato da Angela in questo post e che vi aspettiamo numerosi come sempre e anche di più!

Ingredienti (per 1 Aiu' per 2 volte):
  • 1 barbabietola rossa precotta
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 1 coscia di pollo
  • 1 pezzo di carne di manzo da brodo
  • 1/2 patata
  • 2 carote piccole
  • 1 pomodoro maturo piccolo
  • 1 cipolla piccola
  • olio extra-vergine d'oliva
  • sale
  • 2 foglie di alloro
Preparazione:
Mettete le carni, la patata, 1 carota e 1 cipolla tagliate grossolanamente in un'ampia pentola, coprite con acqua e mettete a cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti. Aggiungete quindi le foglie di alloro spezzettate, aggiustate di sale e fate cuocere per altri 15 minuti.
Filtrate il brodo e tenete da parte la carne e la patata.
Fate quindi soffriggere l'altra carota e l'altra cipolla tagliate finissime in poco olio. Coprite con il brodo filtrato e fate cuocere per altri 15 minuti. Aggiungete quindi la carne sbriciolata e la patata, fate cuocere per circa 10 minuti, versate il vino rosso e dopo circa 10 minuti la barbabietola tagliata a strisce. Fate cuocere per 20 minuti, togliete dal fuoco e servite calda.

Mums patinka

venerdì 15 novembre 2013

A bite of Vilnius

Ci sarebbe piaciuto raccontarvi di Vilnius con il sorriso tipico di chi serba un dolce ricordo e ci sarebbe anche piaciuto condividere con voi qualche foto della città. Invece la vita, come il Monopoli, a volte tira fuori la carta degli "Imprevisti" e ai dolci ricordi (che comunque ci sono e sempre ci saranno) si affiancano quelli amari (e anch'essi rimarranno per sempre)...

Eccoci dunque riaprire la saracinesca della Trattoria con qualche giorno di ritardo ed ecco le uniche foto di non-cibo che siamo in grado di proporvi. 
Un dettaglio del LitExpo durante l'ICT day:


E ancora, un dettaglio del caos e della grande sala illuminata (!) durante l'evento sociale:


Se però siete fiduciosi e pensate che almeno sul cibo ci rifaremo, dobbiamo deludervi ancora...
Una cena i nostri eroi l'hanno avuta in un ristorante greco, l'unico a garantire un tavolo per 11 alle 21.30 (quasi 22) in una Vilnius affollata all'inverosimile. 

Di tipico, possiamo però proporvi un classico: la zuppa di barbabietola rossa. A questo proposito, permetteteci un test. Secondo un nostro accurato studio scientifico, la "barbarossa" piace solo a 10 italiani in tutto (non abbiamo dati riguardo il resto del mondo, ma in Lituania, per forza di cose, il numero dev'essere maggiore). Considerato che 2 di tali italiani erano presenti a Vilnius, la domanda è: a chi di voi piace la barbarossa e si mangerebbe questa zuppa?


Sempre in tema di "cose rare dal mondo", quanti di voi leggendo nel menù "pig's ear" lo ordinerebbe per provarlo? Il nostro studio scientifico dimostra che su 8 commensali, in 3 l'hanno provato e solo 2 hanno fatto il bis... La nostra eroina presa dallo studio scientifico (perché che lei è uno dei 2 che ha fatto il bis si è capito, vero?) si è dimenticata di fare la foto prima di azzannarlo,  perdonateci dunque se l'unica foto che abbiamo è questa.


Tornando a parlare di zuppe e di creme, che ne dite di questa crema di funghi servita dentro un pane di segale (panettone-style)?


E se pensate che in Lituania vadano molto le zuppe, ecco un simil-gulash...


Che ne dite poi di un piatto che vi incuriosisce perché la sua traduzione "inglese" è "ravioli"? Ecco, sappiate che i ravioli lituani (buoni, ci sono piaciuti!) sono ripieni di carne e hanno una pasta simile a quella degli ravioli cinesi e vengono serviti con una salsina pannosa-burrosa con cipolla e pancetta.


E per finire un piatto che, ci dicono, è assai tipico ma di cui noi ('gnoranti) non avevamo mai sentito parlare: gli zeppelin. Di che si tratta? Di un impasto a base di patata, dall'aspetto gelatinoso (e dal sapore anche) non meglio identificato (c'è chi parla di strutto) ripieno di (nel nostro caso) carne e servito con una salsina con della pancetta (country style). Ci piacerebbe dirvi che la nostra eroina lo preparerà per la tappa lituana dell'abbecedario, ma in realtà è così pesante che abbiamo qualche dubbio in merito!


Terminiamo con una nota di colore. Se vi capita di chiedere un amaro, potrebbe anche capitarvi che vi venga portata una bottiglia di Nocino prodotta e imbottigliata in Italia :-)
E se per finire volevate un dolce, altra delusione, non ne abbiamo mangiato, vi lasciamo invece questo piatto vegetariano a base di formaggio e zucchine :-P

hambumus ja minna