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domenica 30 settembre 2018

Ciambelline alla birra e cardamomo

Il mondo dei blogger, l'ho detto mille volte, l'ho conosciuto per caso, senza neanche sapere che si nascondesse un mondo. Vennero i primi commenti, i primi contatti, quell'andare di blog in blog per vedere che cosa proponevano questi amici (normalmente, amiche) virtuali. Scoprire nuove ricette e nuove persone, di molte senza neppure sapere il nome vero, come nel caso di Aiu'/Aiuolik :-) Poi venne Zuck e il suo FB e alcuni nomi virtuali si trasformarono in nomi reali. Tanti blogger presero forma, potevi finalmente vedere le facce, i sorrisi, sapere qualcosa di più personale dei gusti culinari...
Poi nel mio caso, vennero gli ABC, le nostre carovane virtuali e pure un evento reale, un raduno in quel di Bologna. Le facce in 2D viste tante volte su FB divennero corpi in 3D. E le amicizie s'intensificarono.

È dunque con immenso piacere che la ricetta che vi propongo oggi viene dal libro di un'amica, una di quelle che è passata dall'essere solo un blog all'essere una persona in carne e ossa.


Il libro di ricette interessanti ne propone molte. Ho scelto questa perché era perfetta per accompagnare la fine di un pranzo con degli amici e anche perché è una variante di una ricetta che appartiene alla tradizione marchigiana, terra d'origine di Lucia.




Ingredienti (per 15 ciambelline):

  • 1 tuorlo d'uovo
  • 65 g di birra chiara
  • 60 g di olio vegetale
  • 50 g di zucchero
  • 2.5 g di lievito in polvere
  • 200 g di farina 00
  • 2 g di cardamomo in polvere
  • 2 g di cannella in polvere
  • 2 g di zenzero in polvere
  • 50 g circa di zucchero di canna per guarnire

Preparazione:
  1. Preriscaldate il forno a 180º C.
  2. Versate l'uovo e lo zucchero semolato in una ciotola e mescolate con le fruste elettriche. Unite la birra, l'olio, il lievito e le spezie, mescolate per amalgamare.
  3. Iniziate a versare la farina sempre mescolando con le fruste, quando l'impasto diventa sodo, rovesciatelo sul piano di lavoro e aggiungete la farina rimasta e impastate a mano.
  4. Formate dei cilindri del diametro di circa 15 mm, tagliate dei bastoncini di 15-17 cm di lunghezza e formate le ciambelline.
  5. Passatelo, solo da un lato, nello zucchero di canna e disponetele nella teglia, pa parte zuccherata in superficie. Cuocete in forno per 25 minuti.
W l'amicizia

venerdì 19 ottobre 2012

Abbecedario Culinario Italiano: Preparati per noi: Braciole di maiale alla marchigiana

Non vi diciamo quand'è che i nostri amici Poddig prepararono queste braciole per noi. Non ve lo diciamo, ma se pensate a quanto tempo è passato da che la nostra eroina si è trasferita in terra spagnola, beh, un'idea ve la fate anche voi rapidamente

A nostra discolpa diciamo che una volta scritta la ricetta e salvata nelle bozze, il tempo è passato inesorabilmente, vuoi per il vecchio abbecedario, vuoi per i cambiamenti di vita, vuoi per dimenticanza...e così quando Aiuolik la rivide capì subito che avrebbe aspettato la U di Urbino per dare degna pubblicazione a questa ricetta, visto che di Marche si tratta!

Ecco dunque che grazie ai Poddig arriva in Trattoria la nostra seconda (e ultima) ricetta marchigiana.

Ingredienti:
  • basilico fresco
  • alloro fresco
  • salvia fresca
  • rosmarino fresco
  • timo
  • maggiorana
  • dragoncello
  • braciole di maiale

Preparazione:
Tritate assieme gli aromi e coprite la carne con esso. 


Lasciate mantecare 1-2 ore, quindi mettete in padella con poco olio e cuocete su ambo i lati.

Ultima

lunedì 15 ottobre 2012

L'Abbecedario Culinario Italiano: Orata all'anconetana

Da una settimana l'abbecedario è sbarcato nelle Marche con la U come Urbino, egregiamente ospitato da Antonia in questo post. Sì, siamo già alla U, che piccola che è l'Italia, sta già giungendo al termine!
Non siamo però qui per farci prendere da malinconia o depressione, siamo alla U e questo significa che dobbiamo dare giusta importanza anche alle Marche.

A Urbino la nostra eroina non ci è mai stata ed è un peccato perché pare che sia proprio carina. In compenso, una tappa marchigiana nella sua vita c'è stata: Camerino.


Tralasciamo il lungo viaggio per arrivare da Cagliari a Camerino e diciamo che di questa cittadina ci ricordiamo le salite e le discese, il centro storico (che coincide con la cittadina stessa) molto suggestivo, il buon cibo mangiato alla cena sociale (sì, ovvio, Aiuolik era lì per una conferenza!), anche se forse la cena sociale non fu propriamente a Camerino, chi può dirlo! Era epoca pre-Trattoria per cui non immortalammo e non prendemmo nota di ogni pietanza provata. Una cosa però ci ricordiamo, anche perché Aiuolik la portò con sé sino a Cagliari per farla assaggiare a Uncle. Di Camerino ricordiamo il ciauscolo, ok, l'avete capito, Aiuolik fu colpita prima dal nome che dal salume :-)

Per omaggiare la U abbiamo scelto un piatto di pesce, preso dal libro Giro d'Italia in Cucina, dato che qui a Barcellona il pesce non manca e andare al mercato a comprarlo è sempre un piacere, sempre se non si hanno impegni urgenti, dato che qui in Spagna bisogna dimenticarsi la fretta, soprattutto quando si va a comprare qualcosa!

Ingredienti (per 4 persone):
  • 4 orate
  • olio extravergine d'oliva
  • 3 spicchi di aglio
  • 1 cipolla
  • 1 bicchiere di vino
  • noce moscata
  • alloro
  • timo
  • sale 
  • pepe
  • 200 gr. di mollica di pane
  • 4 filetti d'acciuga
  • 3 uova
  • aceto
Preparazione:
Pulite, lavate le orate e asciugatele bene.

Nota: se il vostro pescivendolo è bravo come il nostro, tutto questo non spetterà a voi!

Preparate una marinata con 4 cucchiai di olio, il vino, 2 spicchi d'aglio e la cipolla tritati, l'alloro sbriciolato, un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Versatela sulle orate e fatele riposare per circa 2 ore. Nel frattempo preparate la salsa. Rassodate le uova, raffreddatele sotto acqua fredda corrente e sgusciatele. Pestate in un mortaio i tuorli, i filetti di acciuga diliscati, 1 spicchio d'aglio tritato e il pane, precedentemente ammollato nell'aceto e poi strizzato. Pestate il tutto fino a ottenere una crema liscia e omogenea, aggiungendo a filo 3 cucchiai di olio. Scolate le orate dalla marinata e cuocetele su una griglia ben calda per circa 10 minuti, ungendole di tanto in tanto con poco olio. A cottura ultimata spalmate la salsa sulle orate e servite.

Urbino

mercoledì 30 giugno 2010

Ancora un assaggio...

Ehi come passa il tempo, sembra ieri che abbiamo pubblicato le gelatine-cinquine e invece è già passata una settimana!

Ecco dunque la nostra eroina di ritorno da un altro viaggio di lavoro (eh sì, il duro lavoro!) e stavolta il lavoro l'ha portata in riviera, a Riccione (eh sì, il duro lavoro!) con una tappa a Gradara (eh sì, il duro lavoro!). E proprio in questo borgo (uno dei più belli d'Italia!), sede di un amore proibito di cui forse anche voi avete sentito parlare, la nostra eroina ha gustato la cena di cui di seguito vi riporta alcune pietanze (mancano solo gli antipasti). Se vi capita di andar da quelle parti, il ristorante è il Mastin Vecchio!



Ah! Se ancora non ricordate di quale amore proibito si parli, ecco un aiutino:

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
[Divina Commedia - D. Alighieri]



Eccovi dunque la carrellata di foto, domani riprenderemo la normale attività in Trattoria con ricettine MuVarA-made ;-)




A Gradara abbiamo gradito!